La storia di Domenico Ghirardelli
di Agostino Pendola - lunedì 27 aprile 2009

Domenico Ghirardelli (1890)
Domenico Ghirardelli a Rapallo oggi è un nome sconosciuto: eppure negli Stati Uniti con il marchio Ghiradelli viene commercializzato un noto cioccolato. La sua storia (1) è la storia comune di molti liguri e italiani che sono arrivati negli USA nell’Ottocento e hanno fatto fortuna. Ma la storia di Domenico Ghiradelli è anche qualcosa di più: non è solo la storia di chi ha fatto fortuna dall’altra parte dell’Atlantico, ma è anche la storia di chi è rimasto fedele alle sue origini, agli incontri della sua giovinezza, e che per questo – molto probabilmente - dopo la sua morte è stato dimenticato.
Era nato a Rapallo nel 1817, figlio di un commerciante, Giuseppe. Come molti rapallesi del tempo, da ragazzo era stato mandato a Genova ad imparare un mestiere. Domenico finì nel laboratorio dei Romanengo, noti artigiani pasticcieri. Erano gli anni trenta dell’Ottocento, i primi anni del regno di Carlo Alberto, un re che – dopo essere stato coinvolto nel moto del 1821 – assunto al trono non si era dimostrato meno reazionario del cugino, Carlo Felice. Nel 1833 la prima cospirazione della Giovine Italia si era conlsusa con il suicidio in carce di Jacopo Riffini e una serie di condanne a morte. Tre vennero eseguite, e la lapide che le ricorda sul lugo dell’esecuzione si trova ancora oggi tra via Corsica e corso Saffi, la dove c’era una cava.
Nel 1834 Mazzini tenta la seconda invasione della Savoia, a Genova tenta anche una sollevazione. E’ in questa circostanza che Giuseppe Garibaldi – coinvolto negli avvenimenti – diserta dalla marina sarda e si rifugia in Francia. Noi non sappiamo se Ghirardelli è partecipe, in qualche modo degli avvenimenti. D’altra parte ha solo 17 anni: quello che è certo però è che tre anni dopo, nel 1837, si sposa e lascia Genova per Montevideo. La destinazione non è casuale: prima del 1840 l’emigrazione verso le Americhe non era ancora un movimento di massa, d’altra parte Montevideo era stata la destinazione preferita di chi aveva partecipato alle rivolte del 1821 e da chi negli anni seguenti aveva dovuto abbandonare l’Italia per i legami con la Carboneria o con la Giovane Italia. Anche Garibaldi dopo Marsiglia arriverà a Montevideo.
Sulla riva del Rio della Plata però Ghiradelli si ferma poco tempo: dopo un anno di imbarca di nuovo per il Perù. A Lima apre un negozio di dolci. Sono anni che sembrano prefigurare un tranquillo futuro borghese, come tanti emigranti. Ma nel 1848 nelle valli della California centrale vengono scoperte le pepite d’oro e Ghirardelli – a cui nel frattempo è morta la moglie genovese e che si è risposato con una vedova peruviana – lascia il Perù per San Francisco.

Lawrence Sidney
Il suo primo impulso fu di andare a cercare l’oro, ma di fronte ai primi insucessi si decise in quella che era una costante negli emigrati genovesi in California: provvedere alle necessità dei cercatori. Se gli “orti italiani” divennero presto famosi, Ghiradelli si dedicò a ciò che sapeva fare sian dai suoi (ormai) lontani anni genovesi: i dolci. L’ascesa fu rapida, e nel 1852 fondò la Ghiradelli Company che esiste ancora oggi.
Non dimenticò neanche le sue radici: nella villa che si costruì a Oakland fece collocare le statue di Colombo, Cavour e Garibaldi, inviò i figli a Genova per completare gli studi.
Da questo momento la vita di Ghiradelli si potrebbe confondere con quella di molti altri italiani che hanno fatto fortuna in America, ma evidentemente il richiamo della città natale, di Rapallo, restò forte. Tornò forse solo per quella che doveva essere una vacanza, in realtà partecipò alla vita cittadina intensamente: divenne presidente Onorario della Lega Anticlericale Rapallese, si associò alla loggia massonica La Concordia (era già massone a San Francisco, nella loggia La Parfaite Union n. 17), troviamo il suo nome tra i promotori del comitato per la festa del XX Settembre del 1893.
Morì nel gennaio del 1894 e sull’Avvenire di Chiavari (giornale popolare liberale democratico) del 28 gennaio 1894 troviamo la cronaca dei suoi funerali. Funerali civili, naturalmente, come si conveniva ad un vero anticlericale e massone (apparteneva alla loggia La Concordia) con la bandiera – tra le altre - della Società Operaia. La salma venne inviata per la tumulazione nella tomba di famiglia a Oakland.
Nelle foto, Ghirardelli nel 1890 circa, e - nella seconda- il suo discendente a Sant’Anna, là dove sorgeva la casa natale del suo avo.
1 Per le notizie su D.Ghiradelli vedi Ghiradelli, Portrait of a Family 1849-1999 - Opuscolo della Mostra sui 150 anni dei Ghiradelli in California, San Francisco, 1999-2000. Vedi anche il sito internet della società www.ghiradelli.com, per i rapporti con la massoneria americana, vedi il sito www.freemasons.org.











Caro Agostino,
veramente interessante questa storia.
Complimenti a Paolo & Co. per il sito.
Ciao,
Fabio
Ciao,sono andata a san francisco i cioccolatini sono squisiti e ho saputo che è nato a rapallo in italia california ci sono tanti negozi ma come mai in italia non ci sono?
Grazie
Ormai i cioccolatini Ghirardelli appartengono a una multinazionale che non vende il marchio in Europa.
In ogni caso, se anche arrivassero, non se a Rapallo si troverebbero nei negozi. I discendenti Ghirardelli narrano che in occasione di una alluvione (presumo nel 1915), inviarono dalla California aiuti, ma vennero respinti,
perchè provenivano da una famiglia anticlericale! E in questi anni lo spirito di Rapallo non è cambiato.
ho buoni motivi per ritenere l’origine antica di domenico ghirardelli da roncovero di betto e prima ancora, dal 1300 da Gandino, Bg.
Molto probabile, infatti ancora oggi i discendenti tramandano che Giuseppe Ghirardelli fosse arrivato a Rapallo da Brescia.
In alcuni cenni storici si parla anche di famiglie laniere Ghirardelli in una città Gandino ( Bergamo), nome di origine celtica.Esiste uno stemma nobiliare della famiglia Ghirardelli e un Beato Paride Ghirardelli nato a Castelfidardo
( Ancona) tra 1428 e 1438.
Io discendo direttamente dai ghirardelli di gandino, originari bergamaschi almeno dal trecento, e noti tessitori dai primi ottocento. Mia moglie ha trovato in un mercato delle pulci, vent’anni fa, un quadro con un personaggio che mi assomigliava in modo straordinario, risalente ai primi novecento. Dopo lunghe e accurate indagini, si è scoperto che davvero rappresentava un lontano parente; un Ghirardelli da Roncovero di Bettola (pc), ritratto da opilio ghittoni, pittore del luogo. Poichè si è appurato tramite il comune di bettola che tale ghirardelli ritratto, dati alla mano, era diretto discendente del podestà di bettola, la cui famiglia era lì pervenuta intorno ai primi del ‘500, ne consegue che questo ramo non aveva più con i ghirardelli di gandino più avuto contatti ormai, fin da quel lontano periodo.
Un ramo “perso”, per così dire. Forse da Gandino, attraverso l’ antica “via del pane” la famiglia si era insediata a Roncovero per fungere da ponte tra la val seriana e Genova per qualche attività connessa con il commercio delle lane o con le loro tinture, dopo la scoperta di Colombo; che aveva aperto le vie ad importazioni dall’America. Magari sdoganando di contrabbando le merci in quel periodo a Genova, più a buon mercato, anzichè a Venezia, dove la Repubblica applicava pesanti dazi per chi doveva effettuare il periplo dell’italia con le navi. A dorso di mulo, attraverso la “via del pane” le merci giungevano così nella bergamasca; e roncovero era in posizione allora utile e strategica.
A riguardo dello stemma dei ghirardelli, quello bergamasco reca al centro tre anatrelle (dette “ghilardine”), e proviene dal ceppo del ghirardelli citato dal Manzoni nei “promessi sposi”, mentre lo stemma di Castelfidardo è affatto diverso. Forse tutti i Ghirardelli genovesi e ferraresi e anconetani hanno a che fare con questa ipotesi, a riguardo delle loro origini; dati i loro grandi porti marittimi. Compreso l’industriale di S. Francisco. Chi avesse note da aggiungere, è pregato di farlo!