Perchè il PD dice di votare SI al referendum?

giovedì 28 maggio 2009


Ho preso atto della posizione ufficiale del PD su cosa votare al prossimo referendum: SI! (vedi qui)

Le motivazioni esposte mi sembrano tra loro contradditorie. I passati referendum sono stati quasi del tutto ignorati: perchè questo SI, dovrebbe, ad esempio,  convincere la maggioranza a rivedere l’attuale legge? La maggioranza oggi al governo risulta così “aperta e sensibile” ai diritti delle minoranze, da sentirsi in obbligo, dopo l’eventuale SI, di procedere a modificare la legge in vigore?

Per me è assurdo, sia il premio di maggioranza sia, allo stato, l’idea di impostare un sistema elettorale basato sul bipolarismo, peggio sul bipartitismo, pensando io di percepire il grado attuale di “maturità politica” della società  italiana.

Cordiali saluti,
Giorgio Bonamore



12 Commenti per “ Perchè il PD dice di votare SI al referendum?”

  • Giovanni Raggio ha scritto il 29 maggio 2009 21:20

    all’interno di questo “nuovo” “grande” “partito” c’è un dibattito così ampio e vivace che il Sig.Bonamore ha fatto questa riflessione qui e sul sito del PD di Rapallo, ma nessuno sì è degnato di dare una risposta o, comunque, di dire la sua

  • Nicola Fenelli ha scritto il 31 maggio 2009 8:04

    Caro Giorgio, sono d’accordissimo, personalmente sono indeciso se avvalermi di non andare a votare a questo referendum o di votare no, non ritengo che l’Italia si debba per forza uniformare alle democrazie anglossassoni dove, praticamente, è prevista la presenza di due partiti, in Italia c’è un’altra cultura e tradizione e solo due partiti non garantirebbero un senzo di appartenenza a tutti i cittadini, rendendo più faticoso l’espressione di una scelta veramente democratica.
    Qui si stà assistendo a una lotta di egemonia tra due schieramenti con lo sopo di elimiare la “fastidiosa” concorrenza che viene dal centro come dall’estrema sinistra.

    Cordialissimi saluti
    Nicola Fenelli

  • Franco ha scritto il 11 giugno 2009 10:31

    Io a votare ci andrò, ma voterò scheda bianca. Non c’è alcuno motivo che giustifichi la mia adesione ad un meccanismo elettorale che è altrettanto (se non di più) aberrante quanto quello esistente.
    Per quanto mi riguarda l’unico sistema elettorale corretto (perchè corrispondente a criteri di effettiva rappresentatività demoratica) è quello proporzionale con sbarramento al cinque per cento.
    Il bipolarismo ha dato e sta dando
    ovunque risultati molto deludenti, ove non del tutto negativi, dovuti soprattutto alla soffocante compressione di diverse culture politiche che in tal modo perdono la loro originalità e la loro capacità di reale rappresentanza parlamentare, col risultato di una sempre maggior disaffezione dei cittadini alla politica e, di pari passo, di un aumento dell’astensionismo elettorale tanto considerevole da svuotare, di fatto,

    i risultati elettorali di ogni autentica rappresentatività democratica.

    Franco

  • Giovanni Raggio ha scritto il 16 giugno 2009 18:58

    Vorrei ricordare che oltre ai due quesiti sul sistema elettorale che, effettivamente, fanno nascere molti dubbi sulle qualità del nuovo sistema che si creerebbe, c’è un terzo quesito che in caso di vittoria del SI’ porterebbe ad un fattivo miglioramento del sistema politico, cancellando quello scandalo costituito dalle candidature dello stesso soggetto in più circoscrizioni, una vera truffa ai danni degli elettori. E’ inutile dire che “tanto non cambia niente, che fanno quello che vogliono” se poi non si colgono le (poche) occasioni che ci sono date per migliorare le cose. Chi non è d’accordo sui primi due quesiti (assolutamente comprensibile) può però andare a votare per il terzo quesito.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 17 giugno 2009 20:40

    La proposta Segni – Guzzetta è stata paragonata alla famigerata legge Acerbo che assicurò a Mussolini lo strapotere per vent’anni in Italia, io ho deciso di non andare a votare, potrei essere d’accordo su quanto dice Giovanni Raggio a riguardo del terzo quesito, ma francamente anche questo quesito non mi sembra di vitale importanza.
    Personalmente farei invece, un referendum sul ritorno alle preferenze, i nostri parlamentare sono nominati da circa 10 cittadini (segretari di partito) alla faccia della sovranità popolare sancita dall’articolo 1 della Costituzione Italiana !!!

  • Giovanni Raggio ha scritto il 17 giugno 2009 22:13

    ha la stessa importanza del ritorno alle preferenze: è inutile poter dare la preferenza se poi il candidato che voti magari risulta primo non eletto e tale rimane perchè il pezzo grosso capolista decide di essere eletto proprio nella tua circoscrizione per favorire qualche suo amico di un’altra circoscrizione..
    inutile mugugnare se si trattano con tale sufficienza i pochi strumenti che si hanno a disposizione per fare dei cambiamenti

  • Franco ha scritto il 18 giugno 2009 10:40

    D’accordo con Raggio sull’opportunità di votare SI al terzo quesito referendario, l’unico che ha buone ragioni per essere “partecipato”.

    Ma non v’è sufficiente informazione che permetta ai cittadini di distinguere l’importanza di questo quesito rispetto agli altri due, col probabile risultato di un affondamento complessivo dei tre referendum.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 18 giugno 2009 14:46

    Su una cosa siamo tutti d’accordo che l’unico quesito a cui varebbe la pena di andare a votare è il terzo, riguardo al primo se malauguratamente si dovesse raggiungere il quorum, potrebbe venir fuori una legge paragonabile alla legge “Guzzetta” che permise a Mussolini di governare indisturbatamente per 20 anni !!!
    quindi pensiamoci bene … personalmene la decisione l’ho già presa

  • Nicola Fenelli ha scritto il 22 giugno 2009 15:28

    Oggi è sucesso un paradosso: ha vinto la demorzia perchè il popolo non è andato a votare !

  • piazza.cavour ha scritto il 22 giugno 2009 21:23

    Si può essere o no d’accordo un quesito referendario, ma quanto vince il “non voto” in agguato c’è un pericolo, ovvero che lo strumento primo della democrazia - il voto appunto - sia percepito come un inutile fastidio, un di più di cui si può fare a meno.

    Come detto in altro intervento (http://www.piazzacavour.it/2009/06/12/referendum-2009-un-perdente-ce-gia/) questo è un referendum che inchioda molta parte della classe politica alle sue responsabilità che non è stata complessivamente in grado di assumersi.

    L’elettorato deve essere mandato a votare quando è davvero necessario, non per quesiti complessi come questi.

    Scellerato è, per contro, invitare le persone a non votare, perchè la non partecipazione affossa la qualità della democrazia. Sciagurato è utilizzare un referendum come clava politica semplicemente per dar contro l’avversario.

    Ognuno ha guardato i propri interessi particolari perdendo, come oggi sempre più spesso accade, una visione che privilegia l’interese generale.

    L’impressione è che oggi, in Italia, la democrazia viva una fase di ripensamento. La democrazia che abbiamo conosciuto negli anni passati sta perdendo alcune delle sue caratteristiche migliori, le parole di svilimento verso alcuni istituti previsti dalla Costituzione del ‘48 che ogni giorno ecceggiano sui media appaiono come veleno gettato nei pozzi.

    Oggi non è giornata per gioire, perchè oggi la nostra democrazia ha perso ancora un po’ della sua credibilità.

    No, in qualunque modo, con qualsiasi risultato, oggi la democrazia non ha affatto vinto.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 23 giugno 2009 14:20

    Mi dispiace ribadire le mie posizioni, forse la mia frase poteva suscitare del malumore in chi in questo referendum ha creduto, me ne scuso, forse non avrei dovuta scriverla.

    Io ringrazio i padri costituenti che hanno scritto la nostra Costituzione e non amo molto chi la vuole cambiare, soprattutto amo l’articolo 1 dove viene sancita la sovranità popolare !

    Oggi questa è esercitata solo in una misura infinitesimale, ovvero quando si va nella cabina elettorale e si mette una croce sul simbolo del partito a cui vogliamo assegnare una delega, sigh, non possiamo sceglere nemmeno i nostri rappresentati in quanto questi li sceglie il segretari del partito ! (allo scopo d igarantirsi la loro fedeltà).

    Questa è la democrazia di oggi e con questo referundum, se si fose raggiunto il quorum e se avessero vinto i SI la situazione sarebbe peggiorata, Mussolini non si era spinto a tanto, il vero obiettivo non era semplificare il sistema, ma eliminare gli incomodi, ovvero:per il centro destra: la possibilità che si formi al cento una alternativa di governo e secondo togliersi i condizionamenti della Lega, per il PD togliersi di mezzo, definitvamente, i vari Partiti Comunisti oltre che un terzo polo di centro, si voleva ridurre la democrazia come negli stati anglossassoni e amaricani, con unsistema bipartitico, dove a votare va una percentuale bassissima di aventi diritto.

    E’ più importante la governabilità o la rappresentatività?
    Qualc’uno andando a votare si potrebbe chiedere: ma dove è finito il mio voto?

    Credo che la seconda volta non andrebbe più a votare per davvero, non servirebbe a niente !
    Paradossalmente non andando a votare questi quesiti, a mio giudizio e rispetando l’opionione altrui contraria, si è salvaguardata quel bricciolo di democrazia che ancora ci è rimasta

  • piazza.cavour ha scritto il 23 giugno 2009 14:45

    Nessun rimpianto per questi brutti ed impossibili referendum, i rimpianti nascono dal fatto che lo strumento referendario è stato trattato molto male.

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