Cecconi rimosso dal CdA della Tigullio, esce da Rifondazione

di PiazzaCavour.it - giovedì 13 agosto 2009


Si fa presto a liquidare la storia di Riccardo Cecconi con le statistiche: 2 candidature a Sindaco di Rapallo, 1 a vice sindaco, tantissimi anni in Consiglio Comunale, ancora di più di militanza politica prima nel PCI poi, dopo il sofferto passaggio della Bolognina, la impegnato nella fondazione della Rifondazione rapallese.

Riccardo Cecconi

Riccardo Cecconi

Dopo la perdita della vicepresidenza della Tigullio Trasporti (ATP) scaricato dal suo (ex) partito, ora è davvero fuori da tutto, gli resta solo la carica di Sindaco di San Pietro - come dice lui stesso - essendo alla presidenza del comitato di quartiere della frazione rapallese (ancora per un anno e mezzo circa) e la rappresentanza nella commissione mensa della scuola oltre alla passione per l’orto.

Lui che per molti anni è stata la vera anima di opposizione alla potentissima DC rapallese da (quasi) sempre al governo della città, molto votato “disgiunto” come candidato sindaco nel 1999 e nel 2004 - con una mano sul cuore e una sul portafoglio - anche da elettori non propriamente della sua area. Lui che ha avuto il riconoscimento nella prima seduta di consiglio comunale di questa legislatura dal “gabbiano” Tosi che ne ha riconosciuto le doti politiche e umane, quello stesso Tosi che per anni è stato il bersaglio delle bordate politiche di Cecconi, apprezzato e ascoltato certamente più dalle classi dirigenti del centrodestra (c’era silenzio assoluto in aula durante i suoi interventi) che benvoluto dagli alleati di centrosinistra.

Aveva lasciato la politica attiva nel giugno 2007 dopo la bocciatura dell’Unione alle comunali, bocciatura contabile dovuta alle regole che governano il sistema elettorale non certo nelle preferenze dei rapallesi che hanno garantito lui il terzo posto assoluto, in una citta non facile per chi parte da sinistra-sinistra e non indossa il camice bianco da medico o il doppiopetto da amministratore.

Ora è proprio il partito che aveva fondato “a casa sua” come lui stesso ricorda che gli dà il benservito - “due calci nel sedere” dice in perfetto stile cecconiano, probabilmente perchè ha tradito l’ortodossia scegliendo di stare con Niki Vendola, presidente della travagliata Regione Puglia, che tenta, dopo lo strappo di Veltroni che ha portato alla caduta del Governo Prodi nel 2007, di ricucire con il PD, oggi impegnato nell’affannosa ricerca di un leader.

Ritornerà alla politica attiva? Glielo abbiamo chiesto direttamente. Un secco “No!” è stata la risposta. Qualcosa da ribattere al segretario Conti? “Un paio di cose certamente” afferma Cecconi. “La prima è che Conti non ha capito il bilancio dell’Apt. La seconda è l’aver definito una nuova categoria ‘essere in allontanamento da un anno’ che proprio non esiste in quanto iscritto a Rifondazione. Hanno deciso senza avvisare nessuno, sempre sperando che non abbiano voluto riservare il posto a qualcuno. Possibile che nemmeno il segretario di feredazione del Tigullio sapesse?”

Sono in molti a pensare - anche tra coloro che hanno posizioni remote dalla sua - che un suo ritorno farebbe bene alla città e al consiglio comunale. In politica c’è solo una cosa certa: mai dire mai. In questo caso - c’è da giurarlo - sono in molti a sperarlo.



8 Commenti per “ Cecconi rimosso dal CdA della Tigullio, esce da Rifondazione”

  • Matteo Melis ha scritto il 13 agosto 2009 12:08

    Riccardo ha dato tanto, nel “mai dire mai” riguardo al suo ritorno confidiamo ancora noi di Rifondazione, non esiste nessuno, a Rapallo, che conosca la città come lui.
    Sul discorso Atp è mancato un normale rapporto di confronto e dialogo tra la Federazione del Tigullio (colei la quale ha titolarità nel merito) e Riccardo, facendo nascere quello che, secondo me, era un caso evitabile.
    Il circolo di Rapallo, cioè il soggetto che più di tutti paga questa perdita (nonostante sia stato estraneo dalla questione), ha espresso una forte solidarietà, com’è giusto fare verso un compagno che ha contribuito all’affermarsi del partito come soggetto fondamentale del panorama politico cittadino. Il discorso congresso, un passaggio molto difficile per il partito, non ha mai costituito una discriminante nella nostra azione, visto che Riccardo ha partecipato a più di una delle nostre iniziative, dando una fondamentale mano nell’organizzazione dell’ultima Festa di Liberazione.
    L’unica cosa che possiamo esprimere, è solo gratitudine nei confronti del Compagno Cecconi!

  • Beppe ha scritto il 14 agosto 2009 7:54

    Il solito giro di poltrone nelle aziende pagate con soldi pubblici, CdA assolutamente pletorici utili solamente per piazzare politici “tromabati”. Hanno presentato un bilancio in rosso di parecchi milioni di euro, dovrebbe essere normale che rassegnino le dimissioni. Magari poi l’ azionista di riferimento (i cittadini e non le segreterie di partito) possono anche confermare la loro carica. Se fosse un impresa privata sarebbero già stati cacciati…

  • Valerio Sciutto ha scritto il 14 agosto 2009 8:24

    Scusate ma non riesco proprio a piangere per Cecconi, come invece ha fatto Campodonico, che proprio a lui deve la sua elezione. Se la vecchia DC ha sempre avuto il governo della città ed è tornata, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, è proprio grazie alla stampella esterna del sig. Cecconi, che fino ad oggi è stata ricompensata con qualche poltrona. Speriamo che abbia almeno il pudore di non tornare come ha promesso!

  • Franco ha scritto il 15 agosto 2009 9:29

    Riccardo ha dato tanto di se stesso nel tentativo di migliorare la vita dei rapallesi attraverso la sua azione politica, e non mi sono nè meravigliato nè scandalizzato quando è stato nominato membro del CDA dell’APT perchè ritenevo e ritengo che una persona della sua esperienza umana, politica e amministrativa meritasse quell’incarico. Non so (nè m’interessa) da dove vengano le responsabilità per la sua rimozione da quell’incarico. La politica oggi è talmente impastoiata di berlusconismo che non può destare meraviglia un’ingiustizia in più o in meno. Quello che SPERO TANTO, per l’amicizia e la stima che ho sempre provato per lui, è che il suo cambio di casacca politica non sia dovuto ad una sorta di ripicca, perchè se così fosse la sua figura umana e politica ne rimarrebbe assai incrinata. Nulla da eccepire, invece, se tale decisione fosse maturata da valutazioni esclusivamente politiche, che nulla abbiano a che vedere con l’umana e legittima amarezza da lui provata per un evidente torto subìto.

    Sarebbe utile un tuo intervento, Riccardo!
    Franco

  • Stefano Ratto ha scritto il 16 agosto 2009 16:21

    Per la precisione: Cecconi è stato candidato sindaco tre volte, non due: nel 1995, 1999 e 2004.
    Sul resto, ovviamente, no comment.

  • Giorgio Bonamore ha scritto il 19 agosto 2009 8:09

    In questi anni, nei quali sono diventato “rapallese”, ho potuto apprezzare le capacità di “politica amministrativa” di Cecconi, ascoltando i suoi interventi in Consiglio Comunale, che sempre si distinguevano dalla “massa”.
    Ma, al di là della/e persona/e, i problemi politici sono molto più determinanti in quanto riguardano il futuro delle giovani generazioni. Tra i problemi l’incapacità, di chi oggi si oppone al PDL e Soci, di trovare punti di convergenza nella formulazione di una politica, sia di breve periodo (legislatura), sia di medio-lungo periodo (di governo), proponendo un modello di società adatto alla realtà “mondiale”, che contenga non soltanto contrapposizione contingente, ma una formulazione autonoma, flessibile, non dogmatica, capace di formulare progetti concreti di riforma,( in pratica capace di dare contenuto preciso ai termini che enuncia e di essere poi coerente); ma rigida sui valori (relativismo sociale), e sui principi (etica della responsabilità e del rispetto, che comprende, tra l’altro: solidarietà, parità di diritti, rispetto dell’ambiente, ecc.).
    Perchè anche qui a Rapallo non si riesce a comunicare, a trovare convergenze e sinergie, ecc.?!
    Cordiali saluti, Giorgio Bonamore

  • diaspora ha scritto il 30 agosto 2009 16:06

    La solita vecchia storia che conferma l’attaccamento alla poltrona di questi personaggi, gli rimuovono la poltrona e loro lasciano il partito.
    2 più 2 uguale 4.

  • bordiga ha scritto il 2 settembre 2009 23:09

    Ma il centralismo democratico che andava propagandando Cecconi dovè finito?
    Lui mai stato Comunista, idem Bertinotti.

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