Antonella Cerchi lascia la guida del PD di Rapallo
di PiazzaCavour.it - domenica 6 dicembre 2009
E’ un addio garbato ma duro quello con il quale Antonella Cerchi rimette il mandato di Coordinatrice Territoriale di Rapallo.
Due anni di lavoro, afferma Cerchi, a corrente alternata, anni in cui si sono susseguiti momenti di entusiasmo ed esaltazione con altri di frustrazione e avvilimento.
Antonella Cerchi ringrazia Veltroni che, con il progetto del Partito Democratico, le ha restituito l’entusiasmo e la voglia di riprendere con la politica attiva dopo vent’anni sabbatici passati tra impegno famigliare e imprenditoriale. Un’amore per la politica mai sopito, nato in gioventù prima con l’impegno nella DC, poi, in uscita dallo scudocrociato, a sostegno della fortunata esperienza del Gabbiano fondato nei primi anni ‘90 da Roberto Bagnasco.
Stila il bilancio delle attività di questi due anni alla guida del PD rapallese, “anni in cui” - afferma - “ho sacrificato in modo vergognoso la mia professione, ho allentato amicizie e interessi personali“: 8 conferenze stampa (due alla presenza del Presidente Burlando), 18 comunicati stampa, 13 incontri pubblici con vari relatori, 5 occasioni conviviali (1 alla presenza del Presidente Burlando), 12 presidi in piazza con relativi volantinaggi, una Festa del Tesseramento in piazza con la presenza del Presidente Burlando, due campagne elettorali. Durante questo periodo - sottolinea Cerchi - il PD rapallese ha tesserato 150 iscritti (l’80% mai iscritto ad alcun partito), ha affrontato il primo Congresso (82% partecipazione degli iscritti alla prima fase e 902 partecipanti alle primarie, unico grande centro che ha incrementato rispetto al 2007), ha organizzato la Festa Democratica dell’Unità e ha rimesso in sesto la sede di Via Venezia.
Cerchi non nasconde l’amarezza verso una parte del suo partito: “ho avuto modo di conoscere e collaborare con persone positive, attive e fattive tanto quanto altre siano state negative e distruttive. Ma questo penso sia nell’ordine delle cose. Ho penetrato la realtà di questa città con smarrimento, trovando situazioni e persone non degne del tempo che viviamo, o forse ne sono proprio l’espressione più conclamata.” E affonda, chiari il messaggio e i destinatari: “Troppe sono le catene che imbrigliano il grande progetto del Partito Democratico. Sono in troppi che intimamente pensano il che il PD non sia una entità nuova, ma un ennesimo cambio di logo atto più alla sopravvivenza che al cambiamento. Troppi rituali stantii si sono perpetrati e purtroppo di questi anch’io, come molti altri, mi sono sentita vittima. L’attivismo scambiato volutamente per arrivismo, la violenza propositiva che sorpassa mentalità abituate al passo d’uomo, scambiata per insubordinazione”.
Le ultime parole sono di sostegno - in forma personale - al Presidente Burlando per le prossime elezioni regionali, di augurio per il prossimo coordinatore e di ringraziamento verso coloro che in questi due anni l’hanno sostenuta ed in particolar modo Mauro Mele, Giorgio Gianello, Vienna e Michele Perego e Giulia Ferrarese.
Ora tocca al Segretario provinciale del PD, che provvederà al percorso per portare all’elezione del nuovo coordinatore come già avvenuto in altri Circoli del Tigullio.












Peccato, era una ventata di novità e di cambiamento in una città dominata sempre dagli stessi a destra e a sinistra.
Spero e mi auguro che ci ripensi.
Armando Ezio Capurro
Spero per tutti che ci ripensi, anche se sappiamo essere difficile.
L’unica consolazione è che Antonella lascia il ruolo di Coordinatore e non quello di iscritta e militante del PD.
Potremmo sempre contare sulla sua energia e il suo attivismo che a nulla mira se non al bene comune.
Evidentemente qualcuno la vedeva come una minaccia, una possibile insidia a qualche sedia, a qualche incarico, a qualche nomina e le insidie si eliminano per tempo, una sorta di “guerra preventiva” per dirla alla Bush.
A questo punto Antonella, come ha ben spiegato, e basta leggere a saperlo e a volerlo fare, ha considerato tutte le sue priorità sia lavorative sia famigliari e le ha riposizionate, e almeno per ora, dovremmo fare a meno della sua prorompente energia propositiva e attendere che la sua “voglia” di far politica attiva che ha nel sangue ritorni a farsi prioritaria per lei.