Tigullio negozi aperti il primo maggio? Boicottiamoli

di Andrea Carannante - giovedì 29 aprile 2010


Le catene commerciali presenti nel Tigullio, attraverso il lavoro nei festivi, vogliono imporre di fatto una organizzazione del lavoro che vede il lavoratore subalterno e zitto, nessuna possibilità di sottrarsi al prolungamento dell’orario giornaliero, agli orari spezzati, alle prestazioni richieste per il 25 aprile o il primo maggio (festa del lavoro che per ossimoro diventa giornata lavorativa).

Il ricatto del contratto a tempo determinato, se non il ricorso improprio alla collaborazione, cancellano diritti e rendono ricattabile il lavoratore. I soldi non ci sono, se crollano gli acquisti anche nel Tigullio dipende dall’ impoverimento crescente delle famiglie, dall’aumento del costo della vita e dei beni comuni privatizzati, dal potere di acquisto falcidiato da contratti al ribasso.

In queste condizioni di precarietà e di crisi, pensare che l’apertura dei negozi al primo maggio rappresenti una soluzione è non solo sbagliato ma folle. La logica che le associazioni di categoria (di ogni corrente politica, non fa differenza) vogliono far passare è inaccettabile:la crisi viene pagata doppiamente dal lavoratore del commercio, costretto a lavorare con contratti precari, costretto ad operare nei giorni festivi e in orari disagiati, a subire sulla propria pelle una euforia consumistica repressa dal crollo del potere di acquisto delle buste paga e delle pensioni. Con la scusa della crisi si attaccano le condizioni di vita e di lavoro nel settore del commercio.

Per questa ragione un invito dal Partito Comunista dei Lavoratori a tutti i cittadini: boicottiamo i negozi aperti il primo maggio,
salvaguardiamo i nostri diritti perchè quello che succede ogni ai lavoratori del commercio, domani accadrà a noi tutti!!



24 Commenti per “ Tigullio negozi aperti il primo maggio? Boicottiamoli”

  • Adriana ha scritto il 29 aprile 2010 21:05

    Andrea, farsi “sfruttare” in termini di orario o di paga o di contratto è il meno per il lavoratore la cui occupazione è a rischio da tempo …la sopravvivenza è prioritaria e meno male che non tutti i negozi hanno chiuso i battenti…la crisi c’è a Rapallo come nelle grandi città…il trenta per cento dei negozi milanesi ha abbassato le serrande da un anno in qua…se il commercio si interrompe tutti diventano poveri in breve tempo e vi sarà un eccesso di persone che nessuno vorrà impiegare…il che già sta avvenendo..e chi darà loro da mangiare ?
    dimmelo un po’ tu a chi dovranno rivolgersi per farsi mantenere…immagino allo Stato…
    Rapallo non ha risorse, non ha spiaggia, non ha imprese, non produce…ha solo tanti negozi e ristoranti e alberghi in crisi perché il turismo è scomparso per vari motivi, non ultima la concorrenza di altre località piu’ “intelligenti” e i viaggi a buon mercato…
    e a fronte di un week-end interessante perché di fine mese che attirerà i vacanzieri, tu vuoi mostrare una Rapallo chiusa e ostile ? ma ti rendi conto della trappola che stai preparando ?
    i turisti vogliono acquistare… i Rapallesi vogliono lavorare e vendere, hanno bisogno assoluto di incassare per tenere in piedi le loro attività, e tu e il tuo partito invece di spronarli li boicotti con questi discorsi…complimenti per questo tuo inno alla follia !!!! guarda che in Cina, la Patria del Comunismo, i lavoratori sono attivi dodici ore al giorno incluso la domenica…e sfruttati li consideriamo noi qui…perché per loro è la normalità ed un dovere del quale andare orgogliosi…

  • Daniele ha scritto il 30 aprile 2010 8:36

    Concordo con Adriana. Chi ha scritto l’articolo, mi dispiace dirlo, ma ha una visione veramente miope.
    Consideriamo poi che Rapallo sta diventando ormai sempre piu’ una citta’ dormitorio : unica realta’ nel suo genere rispetto alle altre cittadine del tigullio…….vebe’ che il mondo e’ bello perche’ e’ vario pero’…..! Una citta’ dove anche gli extracomunitari fanno i pendolari con Genova e dormono qua; andate alla stazione all 7 del mattino e sappiatemi dire. Citta’ veramente triste.

  • Beppe ha scritto il 30 aprile 2010 10:00

    I concetti espressi dall’ estensore dell’ articolo sono rappresentativi del successo elettorale del partito che rappresenta

  • bordiga ha scritto il 30 aprile 2010 11:27

    Riaffermiamo dunque con forte determinazione che il 1° Maggio è la giornata internazionale del proletariato che si batte contro lo sfruttamento, per la giustizia sociale, per il socialismo e che continua a mantenere oggi più che mai la caratteristica che gli è propria: quella di lotta di classe!

    I comunisti festeggiano la classe rivoluzionaria, il soggetto della trasformazione rivoluzionaria, il motore della storia. Oggi l’unica “costante” nel quale i comunisti confidano è l’azione delle masse sfruttate e proletarie di tutto il mondo, guidate dal marxismo-leninismo, dirette da nuovi partiti comunisti veramente marxisti-leninisti, capaci di rovesciare la temporanea sconfitta in successo e di condurle alla vittoria.
    Le masse proletarie e sfruttate del mondo intero sono le protagoniste della nostra epoca, l’epoca della rivoluzione proletaria e della vittoria del socialismo sull’imperialismo.

  • Anna ha scritto il 30 aprile 2010 12:18

    La sinistra ha bisogno di rivedere molte delle sue posizioni, se vuole vedere un nuovo futuro davanti a se. In oggi c’è bisogno di lavorare e quando, città come Rapallo, possono vedere turisti, se non nei giorni di festa? Trovo giusto difendere le categorie dei lavoratori ma ci vuole anche un momento di riflessione e comprendere che crisi come quella che si stà vivendo ora è tanti anni che non se ne vedevano più.

  • fantomas ha scritto il 30 aprile 2010 14:41

    ….a spararle grosse siamo tutti capaci e dire cosi intelligenti…

  • Beppe ha scritto il 30 aprile 2010 14:45

    @Bordiga guarda che siamo nel 2010 se non te ne fossi accorto….magari ci fossero masse di proletari e lavoratori. Al massimo ci sono masse di disocuppati, anche un po per le posizioni dell’ estrema sinistra e del sindacato. Troppo teso a difendere i privilegi di chi il lavoro lo ha anche se tante volte non lo merita.

  • bordiga ha scritto il 30 aprile 2010 18:17

    Dobbiamo lottare contro la libera concorrenza, contro la globalizzazione imposta dall’imperialismo, contro la competitività, contro la falsa produttività del sistema capitalista che ricattando i lavoratori realizza per sè il massimo dei profitti.

    Se il capitalismo nella sua fase suprema, l’imperialismo fomenta i nazionalismi e alimenta il razzismo, l’odio per il diverso, in modo da rompere l’unità tra i lavoratori, per distruggere le forze produttive e poter assoggettare il proletariato alle peggiori condizioni di sfruttamento, i comunisti devono lavorare per difendere ed ampliare i servizi pubblici e tutto lo stato sociale, creare vera occupazione!

    se pensate che i consensi elettorali sono cosa importante non avete capito nulla, la libertà si raggiunge solo attraverso la rivolta popolare, bravi compagni del pcl!!

  • desiderio ha scritto il 30 aprile 2010 18:31

    (@) carannante e’ fuori dalla realta’. la storia lo ha condannato definitivamente e fa finta di non accorgersene. boicottare il commercio in una localita’ come Rapallo che nel bene o nel male vive di terziario significherebbe dare il colpo di grazia non solo ai commercianti ma innanzitutto ai lavoratori che da queste attivita’ ricevono comunque salari assicurati. i disoccupati sono gia tanti non aggiungiamone altri. se poi si riferisce a lavoratori in nero faccia i nomi. la smetta pero’ di inneggiare simboli bollati da cento anni di tragedie e dittature.

  • sergio24 ha scritto il 1 maggio 2010 10:04

    Putroppo l lavoratori russi( in un periodo storico  non troppo remoto) si sono accorti “sulla loro pelle” che il Paradiso Comunista dei lavoratori si era realizzato solo nella mente malata di Stalin. Chi  gli obiettava la verità dei fatti -tramite qualche cenno di dissenso- lo faceva  uccidere nelle patrie galere.
    Alla faccia della democrazia!

    Oggi ,specie in Italia, occorre che la sinistra si faccia carico di protestare contro coloro che con la qualifica di dipendenti pubblici o privati portano a casa stipendi da Nababbi.

    Un “dipendente ” di una società quotata in Borsa se pretende di ricevere ( dalla società per cui lavora) uno stipendio -con l’aggiunta di regalie accessorie -la “modesta” cifra di 14 milioni od anche 8 milioni  di euro l’anno, deve essere definito a tutti gli effetti un emerito …ladro!

    Deve essere formulata per legge ( con relativa sanzione penale) una disposizione tassativa che vieti ( con riferimento a società private o dell’amministrazione pubblica)di farsi dare e ricevere somme superiori ai 150 mila euro l’anno di stipendio e questa somma deve essere comprensiva di tutti bonus immaginabili.

    Ma come è possibile che in Italia  il Presidente della Provincia di Bolzano guadagni ( col suo stipendio ufficiale)-in un anno- più di quanto riceve- con un anno di stipendio- il Presidente degli Stati Uniti ‘America?

    Questo è il compito della sinistra in Italia :
     chiedere di ridurre in modo drastico gli stipendi pubblici e privati adeguandoli a quelli percepiti( per analoghi incarichi) dai dipendenti degli altri stati civilizzati.

    La crisi globale attuale non è colpa dei nostri lavoratori. I più capaci del mondo!
    Però quando i proprietari delle fabbriche “delocalizzano” le loro imprese in stati europei dell’EST ( dove pagano meno i dipendenti) i nostri operai vengono licenziati.

    La sinistra italiana si vuole ( finalmente) occupare anche dei nostri operai licenziati?
    Con i tempi che corrono… è necessario  andare d’accordo con i proprietari delle fabbriche che “ancora” producono in Italia.
    Magari proponendo di aggiungere una parte  di stipendio ( a carico dello Stato) alla retribuzione che l’impresa privata può dare oggi ai suoi dipendenti ,compatibilmente con l’equilibrio  dei suoi bilanci aziendali.
    Il Ponte di Messina credo non sia un’opera molto  necessaria per nessuno,con esclusione delle varie mafie operanti (in nero)sul suolo della nostra amata Patria.

     Questo per dire che lo Stato italiano  può recuperare molti soldi ( per darli ai lavoratori licenziati o in cassa integrazione) per alimentare un nuovo sviluppo economico italiano 
    per  permetta ed incoraggiare  nuovi coraggiosi investitori a  preferire il nostro Paese ad altri  al fine di  investire i loro capitali .
    Infatti  questi capitali  sono -ovviamente - liberi di frequentare qualsiasi lido del pianeta nella ricerca del sito più conveniente per  gli investitori italiani ed internazionali.  

    Ma  per quale strano motivo il nostro Stato ( nato unitario)deve  spendere una cifra folle( alcuni economisti la stimano in cento miliardi di euro) per creare uno  Stato federale- tramite il tanto strombazzato “federalismo”-che non produrrà neppure una sola fabbrica in più di quelle ancora  esistenti in Italia ?

    E poi 23 nuove burocrazie regionali semplificheranno gli obblighi contabili per le imprese o avverrà , invece-come molti temono-il contrario?

    Con i computer  moderni ( da una unica centrale direzionale)si possono mandare i futuri astronauti anche su Marte e noi abbiamo bisogno di distruggere denaro pubblico per aumentare a dismisura le inefficienze croniche della nostra burocrazia, regionalizzandola?

    Non ci sono i soldi per  compiuterizzare  e  rendere finalmente efficienti i nostri Palazzi di Giustizia . 
    Nelle nostre  scuole mancano perfino della carta igienica-in seguito ai tagli governativi ai fondi destinati alle nostre scuole di ogni ordine  e grado.
    Però il  federalismo  programmato non è una emerita…boiata!
    Ma ,anzi , è un’opera estremamente necessaria economicamente…ma  per  chi?

    Allora non facciamoci -come al solito- prendere in giro! La sinistra parli chiaro e non più e solo…tramite la riesumazione di ideologie ormai superate dalla Storia e molto…molto dannose per tutti i lavoratori e cittadini del nostro Stato unitario e con una Costituzione per ora…  democratica.

  • Adriana ha scritto il 2 maggio 2010 0:42

    Sergio, non mi sembra che i nostri lavoratori siano i piu’ capaci del mondo…forse stai un po’ esagerando…che gli Italiani siano considerati dei tecnici preparati e ingegnosi all’estero è vero…ma che la popolazione italiana abbia tanta voglia di lavorare e lavorare bene, non mi sembra o perlomeno non è una costante…Passando all’argomento che sta a cuore a Bordiga, e cioè al fatto che le masse proletarie sfruttate del mondo intero siano le protagoniste della nostra epoca, mi viene da pensare che Bordiga non si sia mai mosso da Rapallo e che sia rimasto ancorato alla propaganda dei film di Peppone e Don Camillo… a parte il fatto che il Partito Comunista è stato considerato illegale nel passato in vari Paesi e in quelle Nazioni nessuno pubblicamente affermava di appartenere al Partito per paura di ritorsioni o di cattura…è anche vero che nel Partito Comunista come in tutti i Partiti contestati o messi al bando esistono personaggi che hanno la forza e il coraggio delle loro convinzioni e agiscono per quello che considerano il bene comune sapendo di correre dei rischi…e non attingono forza dalla coscienza di essere in tanti…anzi…sono gruppi piccoli molto determinati, fanno parte o facevano parte di un movimento sommerso, giocavano spesso un ruolo nascosto facendo propaganda alle loro idee senza che la gente sapesse che erano comunisti…ma nel momento in cui dal ruolo nascosto sono passati ad un ruolo politico alla luce del giorno, sono diventati prepotenti aiutati in cio’ da chi aveva interesse a sconvolgere certi equilibri precedenti, salvo poi a doversi disfare di loro piu’ tardi per instaurare un altro tipo di governo meno estremista…
    considerato che i Comunisti per principio sono in lotta sempre contro tutto, seguendo certe direttive piu’ o meno sommerse, è stato necessario far ragionare la gente su cio’ che di buono avrebbe potuto fare un Governo democratico utilizzando le elezioni, e l’aver evitato il ricorso alla forza per liberarsi di loro, è stato un modo per non creare risentimenti e lotte ulteriori.

  • pierluigi biagioni ha scritto il 2 maggio 2010 17:59

    Adriana for president ! Un pistolotto storico notevolmente critico anche positivamente ! Non mi sembra però che il comunismo sia contro tutto. E’ un’ideologia che ha i suoi lati positivi e negativi come tutte le ideologie che si rispettino. Ma se anche Tremonti ha affermato che bisogna “rivisitare Marx”, salvo poi essere consigliato a non insistere …….Mi sembra comunque che anche il capitalismo stia notevolmente boccheggiando e viaggi in coma profondo ! Se permettete, credo che la confusione stia aleggiando universalmente e le varie “masse” si stanno agitando per problemi vitali: acqua, inquinamento, sovrappopolazione, enormi diseguaglianze sociali, siamo sull’orlo di un nuovo medioevo, specialmente in Italia, altro che federalismo fiscale ! Comunque carissima Adriana, demoliamo pure Rapallo, con il consenso dei vari proprietari ovviamente,…. da chi cominciamo ?

  • Andrea Carannante ha scritto il 2 maggio 2010 20:57

    Disoccupazione giovanile oltre il 25%, precarietà diffusa, flessibilità elevata a norma, potere d’acquisto dei salari in caduta libera, innalzamento dell’età pensionabile, boom delle ore di cassintegrazione, chiusura delle fabbriche, chiusura dei call center, chiusura delle aziende, centinaia di morti su lavoro ogni anno. Non è la Grecia, è l’Italia. Eppure quì si canta e si balla… evidentemente c’è qualcosa che non va!

    Avete generado egoismo e l’illusione della ricchezza generalizzata, salvo poi rendersi conto che era una pura illusione gratuita dove tutti hanno cercato di allungare le mani.

    Ora la storia fara’ il suo corso, ed io voglio esserne parte attiva.

  • Adriana ha scritto il 4 maggio 2010 21:51

    Biagioni carissimo, se volessimo migliorare Rapallo dovremmo effettivamente raderla al suolo e armonizzarla con le costruzioni immerse nel verde delle sue colline, che godono di un panorama che allarga il cuore..e non accontentarci di essere compressi in mezzo a gente che cammina piano, con la ferrovia che ci attraversa e le campane che sembra suonino sempre a morto e le ambulanze che vorrebbero usare le sirene anche quando sono vuote…

    Tu, che sai usare le ruspe, dovresti come prima cosa abbattere il grattacielo oppure trasferire la chiesa sul mare…uno dei due è sicuramente di troppo…ponendo la chiesa e il municipio sul mare non dimenticare di utilizzare strutture galleggianti anti-rollìo e anti-tsunami…
    Poi dovresti spostare la ferrovia, interrarla da qualche parte evitando le tombe del cimitero..e costruire alta sul Boate (nome comunque da cambiare…) una sopaelevata in cemento a quattro corsie che, conducendo all’autostrada, elimini tutto il traffico di bus, camion, moto e auto in entrata e in uscita…trasformando l’ultimo tratto a mo’ di trampolino di lancio che faccia loro superare la strettoia del Golf e li catapulti direttamente al casello…e dìa ai turisti, che provengono invece dall’autostrada e sono diretti al mare, l’impressione di entrare trionfalmente in una conca privilegiata, abbellita da palme e oleandri fioriti e da una fontana gigantesca perennemente zampillante acqua chiara…Al Golf e alla sua sopravvivenza penserai dopo, ma dovendo Rapallo risalire di livello, avrà bisogno di puntare anche su di esso..Certo il Golf ed il Castello non bastano e neppure il Porto e il Lungomare…Già che ci sai fare con le ruspe, sposterai allora su San Pietro o Santa Maria in blocco tuti gli anziani, insediandoli in un villaggio protetto con tanto di medici, cappellani, infermiere e thè gratuito al pomeriggio…

    Se poi ti rimanesse ancora del tempo e dell’energia, potresti completare il ground zero di tutti i quartieri e ricostruirli in cemento armato dai profili mossii, ma che non si staglino freddamente contro il cielo, ma si confondano con esso…usando i colori dell’arcobaleno, i piu’ sfumati possibili, collegando gli ultimi piani tra di loro per facilitare la socializzazione degli inquilini, i matrimoni tra le razze e le nascite…e spazi belvedere, e palestre e piscine in miniatura, e campetti di calcio e piste ciclabili e quanto altro ti possa venire in mente, in modo che chi non puo’ vedere il mare o il sole dall’appartamento lo possa almeno vedere dalle terrazze comuni sovrastanti… Detto questo bisognerà pensare pero’ ad attirare i turisti, perché a questo punto Rapallo dovrà diventare meta di chi vive sconsolatamente in città così da sollevarli, farli rilassare e farli spendere…dovrà allora Rapallo ispirarsi ad altre cittadine italiane diventate famose per qualche loro particolarità..e qui non serve lavorare di fantasia, bisognerà mettere alla prova i piu’ creativi della città, valutarne le idee, capire se queste possono avere successo, meglio se il successo l’hanno già avuto, cercare degli sponsor e avviare una campagna pubblicitaria che attiri l’attenzione e la mantenga viva negli anni su questa città ridente che per ora presenta facce molto cupe…E poi avere fiducia nelle autorità locali, autorità che in mancanza di condivisione delle idee ti lascino assolutamente libero di fare, dandoti carta bianca e fondi economici in abbondanza. Insomma con il tuo aiuto dobbiamo dare al cuore di Rapallo, che perde i colpi, un corpo vitale che ora non ha…

  • sergio24 ha scritto il 5 maggio 2010 8:35

    @Adriana
    Mi permetto di ricordarti che gli attuali politici riescono “a guadagnare” tramite l’esercizio del potere politico 
    non solo acquisendo “consenso” promettendo “di fare”favori, ma anche impegnandosi a” non fare” qualcosa che a talune persone potrebbe non piacere!
    Questa è -per taluni- la” sublimazione” del potere. 
    Ma per i cittadini comuni cosa è…?

  • Adriana ha scritto il 7 maggio 2010 21:59

    Sergio, d’accordo voler proteggere le imprese che creano occupazione, se la crisi dovesse essere considerata passeggera…ma in presenza di un periodo critico che si prolunga e di un mercato estero che produce a costi molto ma molto piu’ bassi dei nostri gli stessi articoli, non si puo’ fermare le imprese dal ricorrere alla mano d’opera di altri Paesi ..il che effettivamente produce e ha prodotto il crollo della produzione italiana in certi settori merceologici…chiudere le frontiere sarebbe controproducente.. avremmo una produzione italiana costosissima impossibile da piazzare …
    facciamo un esempio…supponiamo che tu sappia di poter produrre all’estero un nostro articolo a costo 10 invece che a costo 100… e che tu, in quanto impreditore, riesca a venderlo in Italia
    ricaricandolo moltissimo, diciamo 8 volte…e guadagnando molto bene a fronte di un capitale investito piuttosto modesto, proponendolo alla tua clientela italiana ad un prezzo comunque molto interessante…cosa sceglieresti? andresti a chiedere un sussidio statale per pagare i tuoi operai, commercializzando un prodotto italiano ad un prezzo elevato oppure sposteresti la produzione dello stesso articolo in un Paese estero ove vivere e produrre costa poco ? se ci tieni alla tua attività sai già la risposta… la determinazione del ricarico e del prezzo è soggetto a varie considerazioni, soprattutto non lo si inventa… e se il ricarico è alto meglio per tutti, non solo per l’imprenditore perché va reinvestito o distribuito e comunque tassato …i prezzi del prodotto finito dipendono dai costi di gestione, dalla qualità del prodotto, dalla richiesta, dalla concorrenza, dalla difficoltà nell’approvvigionamento, dalla presenza di stock, dalla situazione nella quale si trova l’azienda stessa…perché in momenti di crisi diminuiscono i prezzi ? perché serve far cassa per affrontare le spese e le esposizioni bancarie anche a costo di far fuori gli stock…perché invece aumentano i prezzi in certi casi ? perché la richiesta è tanta oppure perché la merce è difficile da reperire oppure perché la politica aziendale vuole far diventare il prodotto un prodotto di élite, investendo in pubblicità …
    in Italia attualmente la produzione made in Romania, Cina, Vietnam, Malesia ecc. è enorme ed invade tutti i settori…e solo così è alla portata di tutti…che fare per batterla ? ridurre i costi interni ovvero gli stipendi…ma la gente non puo’ vivere se gli stipendi scendono…e la merce non puo’ essere venduta a prezzi alti…il commercio si fermerebbe del tutto e visto che il commercio in Italia è in mano ancora soprattutto agli Italiani si formerebbero altre sacche di disoccupazione, come se non ci bastassero quelle che già ci sono…

  • sergio24 ha scritto il 8 maggio 2010 10:05

    @Adriana
    La Germania sta cercando di superare questa crisi producendo beni di eccellenza che tutti i consumatori del mondo desiderano possedere.
    Speriamo che anche le imprese italiane  prendano ad esempio  quanto viene fatto in  Germania.

    Per quanto riguarda , invece , la classe politica che ci governa questa è irrimediabilmente …perduta.
    Non si può continuare a sperperare denaro pubblico senza subirne le conseguenti perverse  logiche:
    …il disprezzo più totale da parte di coloro che forniscono i mezzi monetari a questa accozzaglia per permettere alla stessa di allegramente arricchirsi ( impunemente)alle spalle dei contribuenti!

    Nel 1376 Edoardo III ebbe il primo assaggio di quello che voleva dire la parola “Impeachment”.

    Nel luogo dove si riunivano i borghesi ed i cavalieri di campagna (un angolo della abbazia di Westminster) un cavaliere salì sul leggio al centro della sala e prese la parola : 
    “Signori,il denaro che abbiamo stanziato l’ultima volta è stato scialacquato .Finchè non ci sarà fornito un esatto rendiconto , credo sia arrivato il momento che ci rifiutiamo di pagare.”

    Era una cosa  inconcepibile.Ma non era una petizione.Era una richiesta precisa ,un’impertinenza.
    Era quanto accaduto per la prima volta nella storia della democrazia  nel Buon Parlamento del 1376  riunito a Londra, Inghilterra.
    (London,Edward Rutherfurd,Mondadori,ediz. novembre 1997) 

  • sergio24 ha scritto il 8 maggio 2010 10:14

    @Adriana
    La Germania sta cercando di superare questa crisi producendo beni di eccellenza che tutti i consumatori del mondo desiderano possedere.
    Speriamo che anche le imprese italiane  prendano ad esempio  quanto viene fatto in  Germania.

    Per quanto riguarda , invece , la classe politica che ci governa questa è irrimediabilmente …perduta.
    Non si può continuare a sperperare denaro pubblico senza subirne le conseguenti perverse  logiche:
    …il disprezzo più totale da parte di coloro che forniscono i mezzi monetari a questa accozzaglia per permettere alla stessa di allegramente arricchirsi ( impunemente)alle spalle dei contribuenti!

    Nel 1376 Edoardo III ebbe il primo assaggio di quello che voleva dire la parola “Impeachment”.

    Nel luogo dove si riunivano i borghesi ed i cavalieri di campagna (un angolo della abbazia di Westminster) un cavaliere salì sul leggio al centro della sala e prese la parola : 
    “Signori,il denaro che abbiamo stanziato l’ultima volta è stato scialacquato .Finchè non ci sarà fornito un esatto rendiconto , credo sia arrivato il momento che ci rifiutiamo di pagare.”

    Era una cosa  inconcepibile.Ma non era una petizione.Era una richiesta precisa ,un’impertinenza.
    Era quanto accaduto per la prima volta nella storia della democrazia  nel Buon Parlamento del 1376  riunito a Londra, Inghilterra.
    (London,Edward Rutherfurd,Mondadori,ediz. novembre 1997). 

  • Adriana ha scritto il 8 maggio 2010 21:15

    Sergio, parlami della Germania…spiegati meglio…

  • sergio24 ha scritto il 10 maggio 2010 10:39

    @Adriana
    In linea di massima il governo tedesco applica una politica anti-crisi imperniata sulla indispensabile collaborazione ( sia a livello locale e sia a livello di stati federali) tra piccole imprese artigianali, commerciali ed anche imprese medio-grandi che non abbiano i mezzi propri necessari per procedere con lo studio di programmazione ( ed anche di informazioni statistiche) di piani di produzione delle merci o dei servi per la collettività  mirati alla produzione  dei prodotti e servizi “eccellenti” .
    Ed anche le Università di Economia  e Statistica tedesche sono chiamate a dare un aiuto in merito.
    E questo ,con riferimento, sia al mercato interno e sia al mercato dell’esportazione.

    In  questo piano di aiuti- con consigli mirati ed  ”indiretti” -alla produzione di beni e  servizi -nella fascia di “eccellenza”degli stessi -la Germania non è seconda a nessun stato nel mondo.

    Per quale motivo  non è possibile seguire questo piano di collaborazione e di reale programmazione economica( e di aiuto e collaborazione  reciproca) anche in Italia?

    Perchè i nostri “politici” sia di livello locale ,che di quello regionale e statale non conoscono neppure… chi  ha fornito loro il denaro necessario per l’acquisto dell’appartamento in cui abitano.
    ( Senza fare alcun riferimento …puntuale!).
      

  • Adriana ha scritto il 10 maggio 2010 21:07

    Sergio, gli Italiani non si lasciano gestire, organizzarli è una impresa difficile. Ci vorrebbe una grande emergenza oppure un Governo forte che usi il potere per imporsi.
    Non so a quali beni tu ti riferisca. I Tedeschi sono abituati ad una disciplina che effettivamente li ha resi primi in tanti settori. Gli Italiani sono degli individualisti. Eccellono anche loro in certi settori e dal nulla hanno prodotto in pochi decenni dei business importanti, ma in settori molto diversi da quelli tedeschi. Dimmi come è possibile in Italia organizzare dei creativi …ne spegneresti subito la fantasia..

  • Daniele ha scritto il 11 maggio 2010 7:22

    Parole sante, Adriana : non possiamo paragonare noi all’efficenza ed alla serieta’ e senso civico tedeschi.

  • sergio24 ha scritto il 11 maggio 2010 9:55

    @Adriana,@Daniele

    Vi faccio solo un esempio.
    Nessuno sa che in Italia o meglio all’Università di Genova è stata messa a punto la possibilità di fornire energia elettrica tramite le rivoluzionarie centrali nucleari a fissione di quarta generazione.

    Gli scienziati italiani che hanno effettuato questi studi se hanno voluto brevettare la loro scoperta hanno dovuto recarsi presso una Università Brasiliana per depositare,poi, il loro brevetto. 
    In Italia non era stato possibile.
    Poi per poter creare il prototipo della loro centrale nucleare di quarta generazione non avendo trovato finanziatori in Italia hanno dovuto stipulato una Joint Venture  con una ricca società …russa la Nikiet ( colosso esperto in produzione di turbine).

    Attualmente hanno già in funzione trenta centrali nucleari di quarta generazione in Russia. Ne stanno costruendo altre 16 in India.
    A capo dello staff vi è Luciano Cinotti ,ingegnere genovese.La società produttrice è la Del Fungo  Giera Energia con sede a Milano, via Durini.

    Le centrali di quarta generazione sono caratterizzate dall’utilizzare Uranio 238( scorte e produzione illimitata) anzichè 235 ( materia prima in fase di esaurimento mondiale).
    Hanno un reattore atomico veloce ,infatti non viene utilizzata acqua o grafite per rallentare i neutroni  che danno luogo alla fissione.
    Inoltre possono bruciare le scorie che essi stessi producono
    Luciano Cinotti ha fatto l’importante scoperta che il sitema di raffreddamento del nucleo è costituito dall’utilizzo di piombo liquido. Non brucia a contatto dell’aria e non esplode al contatto dell’acqua.

    L’ing.Cinotti spiega che i suoi reattori nucleari di quarta generazione sono di dimensioni ridotte rispetto a quelli EPR francesi di terza generazione avanzata. Costano un terzo di questi ultimi sia per la costruzione , sia per il mantenimento in funzione e sia per la  loro gestione operativa.

    Queste sono le uniche centrali nucleari moderne di qurta generazione a fissione  in funzione operativa e sono le uniche  più sicure al mondo.
    questo per dire che il fior fiore della ricerca nucleare in Italia ha dovuto applicare le sue scoperte scientifiche in Russia perchè il Italia  il ministro incaricato di curare lo sviluuppo nucleare italiano( ora fortunatamente dimissionario) ha trovato molto più conveniente ( per Lui e la sua cricca provvigionale) comprare le centrali nucleari di terza generazione avanzata ( già obsolete prima ancora di essere costruite) dalla Francia ,ossia le tristemente famose EPR francesi.
    Di queste vi sono due prototipi in costruzione: uno in Francia ed uno in Finlandia.

    L’istituto finlandese- indicato( dal suo stato) per sorvegliare la sicurezza installata nei nuovi impianti di energia nucleare- ha recentemente emesso un comunicato stampa ( oltre ad avere  informato -tramite lettera riservata- il suo governo finlandese e quello francese)con cui si mette in guardia tutte le nazioni europee dall’installare le suddette centrali nucleari EPR francesi , in quanto le stesse  ( ad oggi) presentano dei gravissimi problemi alla sicurezza dell’impianto stesso e pertanto non possono essere materialmente  collaudate.
    Vi è ,infatti,a causa di un colossale errore di progettazione, un possibile pericolo di esplosione nucleare  tramite l’accensione dei sistemi di sicurezza ,attualmente  installati, nella centrale nucleare  stessa.

    Ed il Governo italiano ,pur essendo stato messo al corrente di questo comunicato stampa, si è permesso di firmare i contratti di acquisto di queste centrali nucleari EPR francesi .
    E questi contratti stipulati contengono ,infatti, una clausola “incredibile giuridicamente”:  le centrali contrattualmente comprate dall’Italia qualora non potessero essere collaudate ( per qualsiasi motivo) dovranno essere  pagate alla società costruttrice delle stesse- e per l’intero importo concordato- anche senza che sia stata effettuata la verifica del loro corretto e sicuro funzionamento reale! 

    E se una centrale EPR ultimata in Italia (ma  mai collaudata in qualsiasi parte del mondo) dovesse esplodere e provocare milioni di morti tra l’ignaro popolo italiano chi pagherà i relativi danni?
    O meglio chi andrà in galera per un non voluto attentato alla pubblica incolumità?

    Altro che pericolo dei terroristi. Noi i terroristi li abbiamo in casa nostra e siedono molto, molto in alto!
    Quando si dice la potenza delle provvigioni!

  • Daniele ha scritto il 11 maggio 2010 12:35

    Ottimo esempio Sergio 24, che vale per la ricerca scientifica in genere in Italia, basta leggere il libro libera scienza in libero stato di Margherita Hack. Proprio per questa incapacita’ di governo, possiamo fare qualcosa almeno a livello locale mandando a casa questi a Rapallo a favore dell’unica alternativa, sicuramente piu capace.

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