Gli insegnanti del Circolo Didattico di Rapallo scrivono ai genitori

di PiazzaCavour.it - sabato 26 giugno 2010


Alcuni docenti del Circolo Didattico di Rapallo hanno scritto una lettera che stanno consegnando ai genitori unitamente alle schede di valutazione quale forma di protesta (scelta in alternativa al blocco degli scrutini) contro la manovra finanziaria elaborata dal Governo che penalizza ulteriormente il mondo della scuola.

Ecco il testo della lettera.

LETTERA AI GENITORI

Cari genitori,
siamo consapevoli del disagio che vi creiamo consegnandovi le schede di valutazione oltre il consueto termine e ce ne scusiamo , sicuri della vostra comprensione perchè anche voi, come noi, avete a cuore le sorti della scuola pubblica.

La scuola primaria, fiore all’occhiello del sistema scolastico nazionale, ai primi posti delle classifiche europee fino a qualche anno fa , sta pericolosamente perdendo in qualità ; se tutto ciò non è ancora evidente, il merito è dei lavoratori della scuola che, come sempre , con spirito di sacrificio ed abnegazione , svolgono “nonostante tutto” , il loro lavoro nell’interesse esclusivo del diritto allo studio dei vostri figli.

È stato un anno difficile anche per il nostro Circolo didattico; sono diminuiti i docenti e i collaboratori scolastici ( bidelli ) a fronte di un aumento delle iscrizioni, e anche per il prossimo anno scolastico ci saranno tagli di personale ( a livello nazionale 25 mila posti docenti e 15 mila posti ATA ) e anche le nostre scuole ne risentiranno.

I ministri Tremonti e Gelmini, in nome del risparmio, hanno eliminato le compresenze, importantissime per dare agli alunni la possibilità di seguire percorsi individualizzati e utili per le uscite didattiche; hanno diminuito posti di sostegno, ledendo il diritto costituzionale allo studio ai diversamente abili; hanno tagliato posti di bidello, creando problemi in merito alla sorveglianza, sicurezza e pulizia dei locali; hanno dimezzato i fondi per la formazione degli insegnanti, impedendo di fatto al personale di aggiornarsi ; hanno tagliato i fondi per le supplenze, creando disagio agli alunni” parcheggiati” per intere mattinate nelle varie classi della scuola.

È FORSE QUESTA LA RIFORMA DI CUI AVEVA BISOGNO LA SCUOLA ITALIANA? È FORSE QUESTA LA RIFORMA GLORIFICATA DA ALCUNI TG NAZIONALI?

Da ultimo, la recente manovra finanziaria colpisce ancora una volta , e pesantemente ,la scuola!
Il Governo ha bloccato il rinnovo dei nostri contratti , ha congelato la carriera per tre anni senza possibilità di recupero , anche il calcolo della pensione risentirà del blocco del contratto e delle anzianità ; insomma ancora una volta è il lavoratore dipendente che paga il dissesto finanziario dello Stato!!!

Come possiamo noi lavoratori della scuola sopportare oltre tale ingiustizia?

Come possiamo stare zitti di fronte allo sfascio della scuola pubblica?

Per questo ci rivolgiamo a voi perchè insieme possiamo fermare l’aggressione alla scuola pubblica che chiamano “riforma” , insieme possiamo fermare questa politica dissennata che aggrava le condizioni di chi lavora nella scuola , crea disservizi, impoverisce l’offerta formativa per i vostri figli!

I CITTADINI ITALIANI HANNO IL DIRITTO AD UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITÁ !

Alcuni docenti del Circolo didattico di Rapallo



25 Commenti per “ Gli insegnanti del Circolo Didattico di Rapallo scrivono ai genitori”

  • davide ha scritto il 26 giugno 2010 13:34

    Dobbiamo ringraziare questi loschi figuri di nome  Tremonti e Gelmini , nelle mani di un Burattinaio senza scrupoli che ha minato la nostra nazione nelle sue radici più profonde, togliendo alle coscienze la forza di decidere e ragionare.Come un ectoplasma attraverso la televisione ha deviato l’attenzione dalla realtà e ha manipolato le menti deboli delle famiglie.Perché altrimenti  avrebbero votato questo Dracula con la sua schiera di pipistrelli? 

  • Fenelli Nicola ha scritto il 26 giugno 2010 13:57

    >:o Gentili, insegnanti, con quanto rispetto ho nella vostra professione che talvolta diventa una vera e propria missione, vorrei con questa aprire un dibattito, lontano da idee di colore o peggio ideologie.

    Che la scuola pubblica di oggi non goda di buona saluta è sotto gli occhi di tutti, era molto meglio la suola negli anni ‘70 ‘80 ancorchè piena di mancanze e di difetti …
    Sono un papà di due bambine di età scolare, la più piccola ora frequenta la terza classe e la più grande è nelle medie.
    L’impressione che ho avuto è che la scuola elementare sia strutturata per creare dei posti di lavoro, più che formare e dare un’istruzione ai nostri figli. Quando ero bimbo, a scuola si andava solo alla mattina, ricordo che già a mezzogiorno guardavo dalla finestra, non ne potevo più di stare in classe, pur avendo un maestro eccezionale, si chiamava Gardella, il nostro intervallo, anzichè durare i canonici 15 min. durava almeno 1 ora, ci lasciava sfogare e così si garantiva massima attenzione per le ore successive, i bambini hanno bisogno anche di muoversi … seguiva il figlio del povero, nello stesso modo del figlio con i genitori “importanti” o “influenti”,
    sono ancora tanti gli insegnamenti che ricordo tuttora, infatti catturava la mia attenzione e quella dei miei compagni: l’amore alla famiglia, alla Patria, la storia che ci raccontava come una vera favola, l’aritmetica che diventava un gioco ! era un maestro solo, non c’era il sostegno, la sua era una vocazione, quando incontro sua figlia, non posso fare a meno di raccontarle questa mia esperienza e così fan tutti i suoi ex allievi-

    Mia figlia, la più piccola, dopo il primo anno di scuola, nonostante tre maestri e tempo pieno, non aveva imparato a leggere e scrivere, abbiamo dovuto pagare una insegnante privata e dopo un mese aveva recuperato.
    La mia speranza prima di tutto è che si ritorni ad una scuola dove al centro ci sia l’alunno in una società dove i nostri figli possano crescere in armonia con il proprio territorio e non siano costretti a passare tutto il giorno a scuola allo scopo di creare dei posti di lavoro o parcheggiati da genitori distratti o troppo impegnati nelle loro attività, bisogna ritornare ad avere dei ritmi di vita più umani, guardarsi un pò più dentro e soprattutto guardare il nostro prossimo, in questo modo vivremo più sereni e felici ed più istruiti in una società più giusta e bella.

  • Maria ha scritto il 26 giugno 2010 15:13

    Oltre l’80% del bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione è destinato a pagare gli stipedi del personale didattico e non…meditate gente meditate

  • Giovanni Raggio ha scritto il 26 giugno 2010 16:11

    Gent. Sig. Fenelli,
    io credo che lei sbagli nel generalizzare una situazione specifica. E’ indubbio che ci possano essere insegnanti più o meno motivate, più o meno preparate, ma complessivamente non si può dire che la scuola italiana (soprattutto quella dell’infanzia e quella primaria) non sia tra le migliori, e lo dicono gli specialisti del settore anche a livello internazionale. Il tempo scuola è oggi differenziato, tra il tempo pieno e i due o tre rientri pomeridiani, su 5 giorni la settimana: anch’io sono andato a scuola solo al mattino (per sei giorni la settimana) ma ciò non è oggettivamente più sufficiente per preparare i bambini ad una società complessa come quella moderna. Tornando al discorso iniziale, essendo la Scuola un’istituzione molto grande è un difetto insito in questo gigantismo e nel fatto di dover sottostare a criteri pubblici la forte difficoltà che si incontra nell’instaurare un criterio di merito tra gli insegnanti. Ma un aumento della qualità non si fa certo tagliando indiscriminatamente come ha fatto questo Governo. Una maggiore umanità, come lei auspica, si costruisce scuola per scuola, in collaborazione con gli insegnanti, la direzione e il consiglio di circolo didattico ed è quello che si sta pian piano costruendo a Rapallo, e in questo lavoro non deve mancare l’apporto dei genitori. Purtroppo quando si parla di “pubblico” si cade in facili demagogie e luoghi comuni, come quello del commento successivo (visto che le strutture -edifici e attrezzature- devono essere per Legge fornite dagli Enti locali, a che cos’altro dovrebbe essere destinato il bilancio del Ministero? a penne e quaderni?).
    E, francamente, in molti casi sono gli stessi insegnanti e il personale non docente ad alimentarli, ma, nel caso, si deve denunciare il caso specifico. Purtroppo (e ne abbiamo esempio eclatanti in questo periodo) il sindacato spesso non si permette di denuciare le (poche) mele marce a discapito del buon lavoro fatto da molti. Ma a questo punto forse è il caso di iniziare.
    Cordialmente.
    Giovanni Raggio (rappresentante dei genitori nel Consiglio di Circolo delle scuole statali dell’infanzia e primarie di Rapallo e Zoagli)

  • Fenelli Nicola ha scritto il 26 giugno 2010 17:29

    Gentile sig. Raggio,

    la ringrazio per avermi risposto, nel raccontare le mie esperienze (positive e negative) non pretendevo di essere esaustivo e definitivo.
    Recentemente, dato che dovuto cambiar scuola alla mia piccola, per i problemi evidenziati nel precedente intervento, sono obbligato (con piacere) a fare i complimenti agli insegnanti della scuola elementare di Santa Maria:-$ quindi non tutte spine nella scuola elementare, anche delle rose, soprattutto da quelle insegnati che ci mettono il cuore !!!
    Non sono comunque d’accordo che i nostri figli debbano, obbligatoriamente, passare il pomeriggio a scuola, nelle elementari non devono diventare degli scienziati, devono, a mio giudizio incominciare a rapportarsi con gli altri a sviluppare un metodo per apprendere ed almeno imparare a leggere e a scrivere e far di conto, poi il resto, viene in parte da se e soprattutto dovà venire in divenire, se una buona base è stata messa.
    Non stressiamo inutilmente i nostri figli, facciamoli divenatre uomini veri, non sfruttiamoli ad altri scopi, insieme con genitori e insegnanti mettiamo i nostri figli al centro ! non i ragazzi in funzione degli insegnanti ma gli insegnanti in funzione dei ragazzi, spero che con questa concorda con me.
    Cordiali saluti

  • Giovanni Raggio ha scritto il 26 giugno 2010 18:26

    Gent.Sig.Fenelli,
    lei ha avuto la possibilità di scegliere la scuola di S.Maria (come ogni altra scuola del Circolo) grazie a norme illuminate che non moltissimi anni fa. Ai nostri tempi si andava alla scuola più vicina alla nostra abitazione, secondo uno stradario ben definito e come lei ha avuto una buona e memorabile esperienza altri hanno un ricordo negativo dell’insegnante che si sono obbligatoriamente dovuti “sorbire” sette giorni alla settimana per cinque anni. Anche questa possibilità di scelta è un elemento positivo del sistema-scuola italiano.
    Due pomeriggi alla settimana non sono molto di più di quanto facevamo noi (calcolando il sabato in meno).
    Quanto agli scopi della primaria sono effettivamente più ampi di quelli che lei ipotizza: non si tratta di far diventare scienziati i nostri bambini, ma proprio di dar loro gli strumenti per potersi rapportare con il mondo che li circonda. Forse non sempre la scuola ci riesce, forse sono scopi troppo impegnativi (tanto più ora che le risorse sono state tagliate), ma non si può ridurre il tutto allo “scrivere e far di conto”.
    Concordo certamente sul ragazzo al centro della scuola e le assicuro che globalmente (almeno a Rapallo e Zoagli) è ciò che avviene. Purtroppo le questioni burocratico-amministrative offuscano ciò che dovrebbe essere l’interesse primario di genitori e operatori, e cioè la qualità della scuola.

  • Giuliana ha scritto il 26 giugno 2010 22:03

    Gentile signora Maria … il bilancio del Ministero dell’Istruzione ( non si chiama più Pubblica , e questo vorrà pur dire qualcosa ) a cosa altro deve essere destinato ? Sicuramente a pagare gli stipendi dei lavoratori della scuola e a migliorare la qualità dell’istruzione …. peccato che ciò non avviene e non è avvenuto, anche con Governi di centro-sinistra!!!

    Sig. Fenelli, ho letto con molta attenzione e profondo rispetto la sua ( e soprattutto della sua bimba) negativa esperienza scolastica fino all’incontro con docenti che ci mettono il “cuore”( conosco la scuola che lei cita … ci lavoro da vent’anni ! ): purtroppo docenti mediocri ce ne sono in tutte le scuole, insegnare è una “vocazione”, una “missione laica” ( almeno lo è per me che ho scelto l’insegnamento invece di un più remunerato lavoro in banca ) ; anch’io penso che al centro della scuola debba esserci l’alunno/a con i suoi bisogni e i suoi desideri , a scuola si deve stare bene , i bambini e le bambine devono essere felici di condividere quegli anni con maestri /e disposti ad accoglierli , ad ascoltarli e a fare insieme a loro un pezzo di cammino . Mi creda , sig.Fenelli, gli insegnanti vivono momenti molto difficili ( lo lasci dire a me che nella scuola ci sto da 35 anni, ho visto cambiare ministri, programmi , sono stata maestra unica, ho lavorato al tempo pieno, poi ai moduli, ho insegnato in scuole del centro città e in ghetti periferici …) ma mai come oggi la scuola pubblica è sotto attacco, e non è una affermazione ideologica : è l’intero sistema dell’istruzione pubblica ( dall’infanzia all’università ) che viene messo in discussione … è la cultura che sembra non interessare più chi ci governa ( pensiamo ai tagli agli enti culturali )… forse serve un popolo ignorante … Vorrei però ricordare che anche negli anni ‘70 e ‘80 c’erano scuole che offrivano un’offerta formativa più ampia della scuola a 4 ore :proprio in quegli anni nacque il tempo pieno che non era solo prolungamento dell’orario , ma una scuola più attenta ai bisogni dei bambini e delle bambine , anche dei diversamente abili ( in quegli anni si chiusero le scuole speciali ) ; la scuola è anche servizio sociale e perchè non offrire alle famiglie che ne hanno necessità un tempo più lungo , se questo vuol significare più donne che lavorano fuori le mura domestiche? … Quanto all’intervento del sig Raggio non capisco l’affermazione ” il sindacato (?) non permette di denunciare le mele marce” … : in quanto RSU del Circolo Didattico di Rapallo mi sento coinvolta in prima persona : nella mia ( lunga ) attività sindacale di base NON HO MAI E SOTTOLINEO MAI difeso lavoratori inetti e palesemente inadempienti!!!! Vorrei che non si lanciassero accuse generiche che ledono la credibilità di tanti rappresentanti sindacali come me che tutti i giorni svolgono il loro mestiere in aula e poi ( oltre il loro orario ) sono a disposizione per difendere i diritti ( e vigilare sui doveri ) di chi lavora nella scuola ( docente o bidello che sia )!!!! Con cordialità

  • Giovanni Raggio ha scritto il 27 giugno 2010 8:10

    Gent.Maestra Giuliana,
    condivido tutto quanto da lei scritto riguardo i problemi odierni della scuola. Non mi trova d’accordo sulle sue ultime affermazioni: in Consiglio di Circolo arrivano continue lamentele da parte del personale della scuola (docente e non) e da parte di genitori circa la professionalità di alcuni soggetti, in particolare personale ATA a nomina annuale. Ho vissuto in prima persona i grossi problemi che si avevano in tema di pulizia dei locali nella sede provvisoria di Casa della Gioventù del Rainusso e, mi scusi, ma in quel caso il sindacato non vigilò sui doveri degli operatori. Mi spiace criticare il sindacato, istituzione assolutamente necessaria e rispettabile, ma sinceramente e senza polemica, credo che sia lo stesso sindacato a screditare il proprio lavoro non denunciando chiaramente e inequivocabilmente chi non fa il proprio dovere. Lo dovrebbe fare prima di tutto per rispetto dei propri iscritti che lo fanno. In questa situazione ha buon gioco chi vuole tagliare ed esternalizzare!
    Cordialmente, Giovanni Raggio.

  • Giovanni Raggio ha scritto il 27 giugno 2010 8:11

    P.S.: Per la precisione rilevo che ha riportato in modo inesatto una mia frase: io ho scritto “il sindacato non SI permette”, non che il sindacato non permetta di denunciare.

  • Anna Maria Angradi ha scritto il 27 giugno 2010 8:13

    Buongiorno, io credo che il ricordo del maestro unico, della scuola degli anni 70/80 sia decisamente fuorviante. E non solo perchè in quegli anni non esisteva la tecnologia di oggi, ma soprattutto perchè la sensibilità verso l’infanzia (e l’adolescenza) era diversa. Anch’io ho avuto un maestro unico: mia mamma era casalinga e il pomeriggio, dopo i compiti, lo trascorrevo nel giardino condominiale con gli altri bambini. Oggi questo non accade: le mamme lavorano ed i giardini condominiali non esistono più, o comunque non vengono frequentati dai bambini, se non sorvegliati da adulti. Questo per dire che il Tempo Pieno non è parcheggio, ma momento di crescita, condivisione, possibilità di confronto: apprendimento di relazioni. Certo, io parlo da genitore di una scuola meravigliosa, certo non tutte le scuole lo sono. Ma sono convinta, anche per i riconoscimenti internazionali al nostro TP, soprattutto nella mia regione (Emilia romagna), che stare a scuola non può significare solo imparare a leggere/scrivere/far di conto. Difendere il Tempo Pieno significa difendere un modello educativo, nel quale, insegnanti e genitori, credono fermamente. E al quale non si vuole rinunciare, perchè si rinuncerebbe ad una enorme opportunità di crescita per i nostri figli. Se poi il mondo della scuola viene descritto dalla Ministra come “egemonia della sinistra”, in quanto la priorità viene data all’attenzione per la persona, alle relazioni, al non lasciare indietro nessuno, bhe, allora vorrà dire che è un mondo che funziona (-ava, purtroppo). Per i miei figli non voglio un mondo in cui, fin da piccoli, si debba “sgomitare” per emergere. Per questo ringrazio tutti gli insegnanti per il lavoro che fanno per e con i nostri figli, per il tempo e le energie che ci dedicano, a noi come famiglia. E complimenti a tutti quelli che si battono per un futuro migliore, nonostante tutto.

  • Giovanni Raggio ha scritto il 27 giugno 2010 9:23

    Sottoscrivo pienamente quanto scritto dalla Signora Angradi.

  • Giuliana ha scritto il 27 giugno 2010 21:01

    Cara Anna Maria ( mi permetta di rivolgermi a lei in modo confidenziale perchè la sento “vicina” ) : il Tempo Pieno è stata una scuola innovativa , una fucina di buone pratiche didattiche ( e non solo ), finalmente al centro dell’istruzione veniva messo il bambino tutto intero ( anima e corpo ) , finalmente anche gli ultimi avevano l’opportunità di diventare primi attraverso percorsi rispettosi dei loro tempi di apprendimento e della loro storia individuale ; è stata una stagione felice della scuola italiana ed uso il passato perchè quello che la Gelmini spaccia ora per tempo pieno non è più: manca il progetto , l’impianto educativo - pedagogico ; i Tempi Pieni gelminiani sono solo la somma di 40 ore ottenute con i tagli ai moduli e organizzati con più docenti , svuotati di senso! A volte mi scoraggio perchè mi sembra di combattere contro i mulini a vento , mi sembra di gridare nel deserto … poi ” incontro ” una persona come lei e … GRAZIE, Anna Maria! Gent.
    Sig. Raggio lungi da me fare polemica ma … spesso e volentieri chi non ” vigila ” sui lavoratori sono gli stessi Dirigenti che non controllano l’operato dei propri dipendenti! I Dirigenti hanno tutti gli strumenti per “sanzionare” chi non svolge il proprio compito: dall’ ammonimento alla contestazione d’addebiti e altro ancora … il problema è che non lo fanno , non mettono mai nero su bianco le inadempienze del lavoratore ( e non è solo per carità cristiana che non scrivono ) … tempo fa io stessa chiesi al Dirigente di intervenire in casi di evidenti violazioni dei doveri di dipendenti , ebbene sa cosa mi risposero? ” … abbia pazienza , … la scuola sta per finire,… l’anno prossimo non sarà tra noi , … se li ammoniamo si mettono sotto mutua , …” e altre amenità del genere! Come vede , Il Sindacato non difende tutti a prescindere … certo se anche i Dirigenti non fanno il loro mestiere … è facile poi prendersela con i soliti fannulloni ( per dirla alla Brunetta ) !!!

  • Fenelli Nicola ha scritto il 28 giugno 2010 11:49

    Il rapporto OCSE, che ha valutato il grado di conoscenza scolastiche su ragazzi di 57 paesi diversi, ha collocato il nostro paese tra il 37° - 38° posto per materie scientifiche, lettura e matematica e in molte altre non si è classificata per non aver superato il limite minimo di valutazie; è inutile nascondersi dietro ad un dito, se continuamo così siamo i più ignoranti dell’Europa ! Queste non sono parole sono fatti !
    Tanti nostri ragazzi che vanno nelle medie, non conoscono bene le tabelline, non sono in grado di fare un riassunto, fanno fatica a leggere, non sono capaci ad organizzarsi lo studio.
    Mi dispiace dire queste cose, ma se le cose stanno così penso che bisogna correre ai ripari !!! Forse la riforma della scuola che ha portato i nostri ragazzi a frequentare la scuola anche il pomeriggio, escluso il sabato, non ha portato buoni risultati, a mio avviso questa non è colpa solo della scuola ma anche dei genitori, spesso si trovano genitori che presidiano la scuola, difendo i loro figli a spada tratta, non insegnano il rispetto che devono loro ai propri insegnanti, manca il rispetto alla autorità.
    Credo che sia l’ora che tutti, genitori e docenti ci si incontrino, tutti con una dose di umiltà per cercare di migliorare e migliorarsi.
    Io sono dalla parte dei bambini, anche se questi non possono votare !!! Quando nei precedenti interventi sostenevo che devono crescere in armonia con il prorio territorio, è proprio perchè non hanno più posti all’aperto dove giocare, a Rapallo, in modo particolare ci sono pochissime strutture sportive, anche perchè qualcuna l’hanno trasformata in parcheggi per le automobili e manca una vera cultura sportiva.
    Io non mi unisco a Giuliana a difendere il tempo pieno a spada tratta, anche se riconosco che in talune situazioni può essere una cosa buona. Io credo che bisogna riscoprire un modello educativo per i nostri figli, che sia rispettoso per loro e nello stesso tempo si ritorni a dare quella formazione indispensabile per affrontare una società sempre più esigente in un mondo, dove presto ci dovremo confrontare anche con ragazzi di paesi emergenti sempre più istruiti e preparati, su tuttI i paesi asiatici.

  • Gianpietro Messina ha scritto il 2 luglio 2010 14:18

    Sono d’accordo con le maestre che hanno segnalato ai genitori il degrado e l’inefficienza in cui sta precipitando la scuola a causa dei dissennati tagli operati e ancora proposti dal ministro Tremonti e dalla “signorsì” ministro Gelmini. Una nazione è più ricca quanto più riesce a istruire , dare cultura, formare una coscienza civica , far apprendere le lingue,e le conoscenze tecniche necessarie ad affrontare i problemi incombenti quali le fonti energetiche rinnovabili, la salvaguardia dell’ambiente, l’economia mondiale, la fame nel mondo e via di questo passo che se non risolti faranno regredire la nostra società e l’Italia tutta di fronte a paesi che si stanno preparando con scrupolo e preveggenza. Ma quanti insegnanti nella scuola materna ? Uno, due, tre ? Facciamo un paragone con il campo medico.Tempo fa la nostra salute era in mano ad un solo medico.Una beve visita occhi,gola, lingua, ascolto del torace, una palpatina alla pancia, diagnosi e via.Questo era quello che era a disposizione del paziente . Oggi chi si fiderebbe di un medico cosi pressappochista per quanto abile? E allora via con altri specialisti.Analisi del sangue, radiografie, tac,specialisti in ginecologia, ortopedia ,urologia, pneumologia ecc.ecc. Si nasce in sale parto attrezzate e assistiti da specialisti invece che, tempo fa, a casa con una ostetrica che se pur brava non poteva dare l’assistenza di oggi. E se curiamo con tanta attenzione e cura i nostri corpi perché non curare con altrettanta attenzione le menti, le intelligenze, la creatività, lo spirito di iniziativa dei nostri ragazzi? Perché non dare tanti specialisti del sapere e della conoscenza ai nostri ragazzi? Una volta bastava leggere e far di conto. Oggi non basta più.Già alle scuole primarie occorre portare l’alunno alla riflessione, alle analisi,alla logica nelle materie di insegnamento non solo per dargli una nozione ma per fornirgli quella capacità di apprendimento che servirà per studi più complessi. E il computer , le lingue ,le scienze? Bisogna dare le basi di queste materie dalla scuola primaria ne trarranno giovamento nel proseguimento degli studi. Quindi un solo maestro per quanto bravo( come il medico ) non può avere le competenze necessarie non tanto per dare nozioni ma per fornre tecniche di apprendimento adeguate alle varie materie. Bisogna stimolare la naturale curiosità dei bambini attraverso ambienti stimolanti e attrezzature adeguate solo cosi, con i giusti tempi, potranno seguire senza noia ma con interesse le lezioni.Per arrivare a questo occorre finanziare adeguatamente la scuola e mai tagliare le risorse. Sarebbe come se in una fabbrica di automobili togliessimo, per risparmiare, ingegneri e tecnici e non si investisse in nuovi impianti. Sarebbe un disastro! Fanno bene quindi le maestre, a cui va tutta la nostra stima e solidarietà , segnalare che andando avanti così , la scuola sarà come la fabbrica di automobili. Un disastro! Purtroppo però non saranno scadenti lamiere e ingranaggi, ma i nostri ragazzi.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 3 luglio 2010 11:59

    :wink: Gentile sig. Pietro Messina,
    purtroppo da quando è stato introdotto il tempo pieno, la scuola non è andata avanti, ma indietro, come le indagini dell’OCSE, come precedentemente citato dimostrano. Quello che si è verificato è stato un’amento di lavoratori nell’ambito scolastico.
    Obbligare i ragazzi a passare più tempo sui banchi di scuola è risultato controproducente, sarebbe stato bello avere dei figli più preparati e nello stesso tempo aver creato dei posti di lavoro in più per gli insegnanti, ma purtroppo si è verificata solo la seconda ipotesi. “iL SAPER LEGGERE E FAR DI CONTO” è una espressione , usata anche per “provacare” nel senso buono, attualmente (nonostante 4 insegnanti, che spesso litigano tra loro) quando i nostri ragazzi vanno in prima media, non sanno nemmeno le tabelline, fanno fatica a leggere e scrivere, gli insegnanti delle medie devono ricominciare tutto da capo, ma allora teniamo i piedi per terra, insegnamogli almeno le cose basilari, si troveranno bene alle superiori e all’università, sarà quello il momento in cui dovanno diventare scienziati ! facciamo vivere ai nostri bambini una buona e costruttiva infanzia, senza strumentaalizzarli ad altri scopi, mi rendo conto che queste idee sono abbastanza impopolari ma sono abituato ad dire ciò che penso e che constato.

  • messina gian pietro ha scritto il 4 luglio 2010 7:01

    Caro Fenelli tutto l’oggetto del dibattito parte dal dover giudicare l’operato delle maestre. Hanno fatto bene o male a informare i genitori dei tagli del governo? Hanno fatto bene perché non investire nella scuola significa far regredire nell’istruzione i nostri ragazzi e i genitori lo devono sapere. L’apprendimento scolastico passa anche dalle capacità degli insegnanti. Sono come i medici bravi e meno bravi. Anche per questo la scuola deve puntare all’eccellenza , anche nel formare bravi insegnanti. Come ripeto investire nella scuola e la priorità assoluta di un paese che si ritiene civile e uno dei migliori del mondo.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 4 luglio 2010 9:03

    Gentilissimo Gian Pietro,
    scusa se intervengo nuovamente, ma visto che mi hai sollecitato direttamente non posso proprio esimermi. Come si può giudicare male gli insegnanti che con questo comunicato hanno voluto informare, dal loro punto di vista, ciò che succede nella scuola pubblica ? certo non era questo il mio intento! e comunque li ringrazio per averci dato l’opportunità e lo stimolo per parlare di questo argomento.
    Io credo che il taglio per la formazione all’aggiornamento agli insegnanti il governo se lo poteva “risparmiare”, vorrei che lo stato investisse di più e sopratutto meglio nella scuola pubblica ed anche che desse la possibilità a tutti di poter far frequentare i propri figli nella Privata (e qui qualcuno si straccerà le vesti). Vorrei darti un dato: il costo di un ragazzo che frequenta la pubblica, costa allo stato 5000 euro al mese, forse qualche spreco esiste anche perchè nella privata il costo è di un decimo, e se è vero che l’80% del bilancio viene utilizzato per pagare gli stipendi, forse abbiamo troppo personale.
    Di una cosa sono fermamente convinto, a mio giudizio, per la scuola in questi ultimi anni non è stato un periodo felice, come sostiene Giuliana, anzi … l’introduzione del tempo pieno obbligatorio ha avuto il merito di creare più posti di lavoro, dare la possibilità ai genitori che lavorano di poter parcheggiare i propri figli nelle aule scolastiche, ma veramente ben poco per migliorare il livello di preparazione degli alunni, questo è il mio pensiero e credo che che un pò di verità ci sia.
    Cordialmente

  • Giovanni Raggio ha scritto il 4 luglio 2010 10:30

    Egr.Sig.Fenelli,
    come lei ha la libertà di esprimere le sue idee qui, nella scuola pubblica italiana ci sono molte libertà. Prima fra tutte quella di SCEGLIERE il tempo pieno. Non capisco perchè lei parli di “tempo pieno obbligatorio”: nel circolo didattico di Rapallo e Zoagli ci sono due classi di tempo pieno su otto. Fino a qualche anno fa era una su 10. Non vedo quindi dove stia l’obbligatorietà! La maggioranza dei genitori comunque sceglie di avere tre rientri pomeridiani.. evidentemente in pochi la pensano come lei come sul tempo scuola.
    Un’altra libertà è quella di scegliere la scuola dove mandare i figli: non c’è più da molti anni l’obbligo di mandare i figli alla scuola più vicina, secondo uno stradario in cui erano indicate i territori di competenza di ogni scuola: un genitore responsabile come lei potrà certamente informarsi sulle diverse maestre che saranno disponibili per l’anno di suo figlio e scegliere quelle che a suo giudizio sono le migliori.
    Che la scuola privata costi un decimo mi pare, poi, pura demagogia: certo che costa meno, paga gli insegnanti una miseria reclutandoli, in genere, tra ex-alunni, e amici di amici, e il livello (salvo qualche eccellenza con costi esorbitanti) non è migliore della scuola pubblica.
    E’ oggettivamente demagogia pura, infine, lamentarsi del fatto che l’80% del bilancio del ministero vada in stipendi: sinceramente mi pareva che lei facesse discorsi aventi un certo fondamento, ma mi pare che la sua tesi si riduca al “datemi i soldi che mando mio figlio alle private e ce lo lascio solo la mattina”. Evidentemente lei non sa che la costruzione e la gestione (manutenzione anche ordinaria) degli edifici scolastici è di competenza degli enti locali (comune per infanzia, primaria e media inferiore, provincia per superiori); oltre a ciò gli enti locali hanno a carico anche i costi per gli arredi (banchi, armadi, scrivanie, lavagne), per il riscaldamento ed anche la bolletta del telefono la paga l’ente locale competente. A questo punto cosa rimane da pagare al ministero se non gli stipendi degli insegnanti? Mi pare ovvio che l’80% vada per questa voce di spesa. Usare questo slogan (perchè null’altro che di uno slogan si tratta) mi pare molto in malafede.
    Cordialmente, Giovanni Raggio.

  • Nicola Fenelli ha scritto il 4 luglio 2010 13:52

    Sig. Raggio,
    mi ero ripromesso di non intervenire più su questo argomento, in quanto penso di aver espresso ampiamente il mio parere, ma devo ammettere che ci sono rimasto male di essere accusato di mala fede, anzi essere in molto malafede !!! Forse, non esendo un tecnico, ma solo un genitore ho sbagliato qualche termine, devo confessare che tra moduli, tempo pieno faccio un pò di confusione, comunque se ho la libertà di mandare mia figlia a scuola solo la mattina non mi farò scappare questa occasione, ma questo come ben lei saprà non corrisponde al vero. A riguardo di bilanci, cifre ed altro, questo non è demagogia è realtà.
    Comunque considerato il rischio che questa discussione cada di livello e scenda nella sterile polemica, la informo che non interverrò più su questo argomento.

  • Giovanni Raggio ha scritto il 4 luglio 2010 16:05

    Egr.Sig.Fenelli,
    nemmeno io sono un tecnico, sono un genitore come lei e dovremmo essere proprio noi genitori a conoscere bene queste cose e non fare confusione tra moduli, rientri e tempo pieno, per il bene dei nostri figli.
    Quanto ai bilanci non mettevo in dubbio quanto da lei affermato in tema di bilanci e vedo che continua ad usare questo dato per screditare l’istituzione scuola, non ragionando sul fatto che sia normale che la voce predominante del bilancio ministeriale sia quella relativa agli stipendi.
    La sterile polemica, mi consenta, l’ha fatta lei rispondendo ad una sacrosanta istanza degli insegnanti, con dissertazioni sull’educazione dei figli, sottintendendo (ed esplicitando in seguito) il parteggiare per le scuole private.
    Sempre cordialmente, Giovanni Raggio

  • Giuliana ha scritto il 7 luglio 2010 21:19

    Sommessamente …. a bassa voce …. pacatamente vorrei dire che … noi docenti firmatari della lettera ai genitori uno scopo piccolo, ma importante , l’abbiamo ottenuto : abbiamo parlato tutti insieme, genitori e docenti , di scuola !!!! Non importa la diversità di opinioni o l’asprezza dei toni , abbiamo detto tutti cose importanti e pezzi di verità, nessuno escluso ! In un paese come il nostro , poco attento alle problematiche della scuola e dell’istruzione in generale, avere creato uno spazio di discussione è stato importante , è stato un esercizio di democrazia ( e in questo momento ne abbiamo tanto bisogno )!!! Grazie!

  • Nicola Fenelli ha scritto il 8 luglio 2010 11:14

    Gentilissima sig.ra Sig. Giuliana,

    la ringrazio della sua sensibilità e dei suoi interventi,
    semplicemente brava

  • Giovanni Raggio ha scritto il 2 dicembre 2010 21:57

    Non mi pare che sia cosa impossibile: basta fare richiesta scritta alla Direzione e il trasferimento potrà avvenire non appena si liberi un posto nella classe desiderata (ho verificato in segreteria e nessuna coppia di genitori ha fatto tale richiesta, per cui le persone a cui Lei fa riferimento hanno evidentemente parlato con le persone sbagliate); c’è da considerare che le classi della Scuola dell’Infanzia sono piene al massimo e spostamenti e/o nuovi ingressi sono possibili solo se qualche bambino rinuncia.
    Non è invece possibile il trasferimento tra classi della scuola primaria dello stesso Circolo (a meno di gravi e documentati problemi) in quanto si potrebbero verificare scompensi e gravi disequilibri tra le varie classi.
    Sperando di essere stato chiaro ed esauriente cordialmente La saluto.

  • fantomas ha scritto il 3 dicembre 2010 9:52

    …provate a chiedere ai dirigenti scolastici delle medie cosa pensano, vi risponderanno che la scuola primaria è come l’asilo semplicemnte una scuola di socializzazione…d’accordo sto generalizzando ma cio’ è quello che mi ha detto, a bassa voce, una nota dirigente scolatisca di rapallo…sig!!!!

  • ghizolfo ha scritto il 3 dicembre 2010 10:31

    La ringrazio per la sua risposta esaustiva .
    Cordialmente La Saluto.

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