Regione Liguria: proposta Pdl sulla liberalizzazione delle concessioni agli stabilimenti balneari «La Liguria diventi la Regione pilota nel varo di bandi che non penalizzino gli operatori locali»
di PiazzaCavour.it - giovedì 22 luglio 2010Questa mattina il gruppo regionale del Popolo della Libertà con una conferenza stampa in vista della liberalizzazione delle concessioni, prevista per il 2015 dalle direttive europee, ha illustrato la sua proposta affinché non vengano penalizzati gli operatori della balneazione liguri.
Secondo gli esponenti del Pdl, la Regione ha la possibilità di intervenire fissando la durata delle concessioni, stabilendo i criteri procedurali ma anche studiare soluzioni che non penalizzino operatori che in molti casi non hanno ancora ammortizzato i propri investimenti. Per arrivare a questo è utile istituire da subito una commissione in cui, in qualità di tecnici, siano rappresentati anche gli operatori balneari, che stabilisca i criteri relativi alla formazione e all’emanazione di bandi.
Alla conferenza stampa ha partecipato la parlamentare europea Lara Comi, vicepresidente della Commissione europea per il mercato interno e la protezione consumatori, in questi giorni impegnata in Liguria in una lunga serie di incontri con i rappresentanti degli operatori balneari e dei consumatori liguri.
La proposta del Popolo della Libertà è già stata formalizzata con un ordine del giorno che ha come primo firmatario Roberta Gasco. Se il documento sarà sottoscritto da tutti i gruppi, passerà già martedì prossimo all’esame del Consiglio. «La Liguria con i suoi mille stabilimenti balneari - ha detto Roberta Gasco, vicepresidente della Commissione lavoro - ha l’opportunità di divenire la Regione pilota nella gestione di questo delicato settore che ha mostrato evidenti segni di disagio e preoccupazione. Basti pensare alla giornata di sciopero dello scorso 20 luglio Crediamo che il centrosinistra non possa rimanere insensibile di fronte alle preoccupazioni e alle richieste dei molti operatori del settore che ci sentiamo di rappresentare».
Matteo Rosso, capogruppo Pdl ha aggiunto: «E’ chiaro, che pur rispettando le direttive europee, è necessario fare tutto il possibile per tutelare gli addetti liguri. Non si possono ignorare le loro preoccupazioni per il futuro» .
E gli spazi per tutelare gli attuali titolari degli stabilimenti liguri pur nel rispetto della normativa comunitaria, ci sono, secondo quanto sostiene l’europarlamentare Lara Comi che spiega «Spetta alle Regioni, secondo la normativa in materia, elaborare i bandi, con una certa discrezionalità pur nel rispetto delle regole della concorrenza». L’europarlamentare ha ricordato che alcune Regioni come Friuli ed Emilia Romagna hanno già varato delle norme protezionistiche che però hanno subito procedure di infrazione da parte dell’Ue. «Dobbiamo salvaguardare la nostra piccola impresa, ma anche garantire la libera concorrenza e diventare competitivi in un mercato sempre più concorrenziale». «Abbiamo una cultura da difendere - ha aggiunto Franco Rocca - ma dobbiamo anche offrire qualcosa in più al turista».
Proprio per questa ragione, secondo il Popolo della Libertà, è necessario che al varo del bando lavori una commissione, un team composto da rappresentanti delle associazioni di categoria, dei consumatori, di Confindustria e Confcommercio, oltre che dagli assessori regionali competenti e da consiglieri regionali, anche di opposizione.
«E’ importante che già da settembre si vari la commissione e si lavori ai bandi per fissare i criteri di assegnazione - ha detto il consigliere Gasco- Infatti gli operatori locali in questo modo avranno più tempo per adeguarsi a quelli che sono i requisiti richiesti».
Hanno spiegato inoltre gli esponenti del Popolo della Libertà: «Attendere inerti il 2015 potrebbe essere un suicidio per l’attività balneare che tanta importanza ha nel turismo ligure. Chi avrà il coraggio di investire nell’attività, pensando che non vi è alcuna certezza sul futuro?”
«Siamo una regione che vive in buona parte di turismo - ha aggiunto Rosso -per il rilievo occupazionale che ha la questione, deve intervenire il presidente della Giunta Claudio Burlando in prima persona».
Alla conferenza stampa erano presenti, oltre a Roberta Gasco e Matteo Rosso, i consiglieri Luigi Morgillo, Gino Garibaldi, Marco Scajola, Franco Rocca, Roberto Bagnasco, Marco Melgrati e Raffaella Della Bianca.











Tutti sanno che la materia della tutela della concorrenza tra imprenditori privati e pubblici( ed in specie nella materia della formulazione dei bandi di gare ad evidenza pubblica per le assegnazioni delle concessioni di gestione di beni e servizi pubblici di importanza economica ,come prevede la UE) è di competenza della legge dello Stato e non delle leggi regionali. Basta leggere la Costituzione vigente!
E’ ora di smetterla di mescolare il sacro ( Costituzione) con il profano.
Burlando aiutaci tu!
Assolutamente vergognoso! Un altra Casta di intoccabili, gli stabilimenti balneari (ovvero beni demaniali cioè di tutti) che si tramandano di generazione in generazione…. solo in Italia ci può essere sto schifo.
Speriamo che la U.E. spazzi via questo sistema clientelare . E non venitemi a dire degli investimenti, in un paese normale si affitta ad un imprenditore un bene ( a canoni di mercato ) e lui si farà i suoi conti su ricavi ed investimenti…qui si regalano dei pezzi di territori a dei privati per il proprio lucro a canoni irrisori.
“investire nell’ attività?” ma se al massimo investono nella vernice delle cabine…
Nel 2015 dovrebbero cambiare le modalità delle concessioni demaniali.
Questa proposta del Pdl regionale ligure, si preoccupa degli attuali concessionari, e più in generale dei concessionari locali – italiani. Io direi che c’è da preoccuparsi in particolar modo dei lavoratori e dei loro posti di lavoro ( diretti e dell’indotto ).
Certo, degli attuali concessionari, hanno fatto dei lavori e quindi vorrebbero ammortizzare le loro spese, bene, però andiamo a vedere i lavori eseguiti e poi fatture alla mano, si procede ( sempre tenendo presente le direttive europee ).
Si parla di tavolo di commissione, bene, fra tutte le figure rappresentate, non ho visto il sindacato, a diffesa dei lavoratori.
Speriamo sia la volta, a livello locale, che aumentino le spiagge libere, perchè nella nostra città, ho l’impressione che detta percentuale sia stata messa sotto le suole delle scarpe; che sia la volta che venga rispettata la legge di balneazione gratutita ( alle condizione di legge per il bagnante ); e che sia la volta che finisca la concessione che si protrae di generazione in generazione, non è una dinnastia la concessione marittima ( tengo a precisare che non ho niente contro alcuno ).
es. i bagni flora, sono stati spostati nell’attuale area ( bagni lido – spiaggetta – cavallini ), nei primi anni settanta, quando era iniziata la costruzione del porto turistico carlo riva. Dopo tanti anni ( quasi quaranta ), io credo che detta area e moletto sottostante, dovrebbe ritornare di bene comune.
Tutto quanto sopra semplicemente un mio personale punto di vista.
Cordiali saluti olmo pietro rapallo 25/07/2010
P.S. Per quello che ne so, le lunghe concessioni, sono quelle cimiteriali.
@Pietro Olmo.
…cosa ne pensa del contratto di concessione della gestione dell’impianto sportivo ( bene di sicuro interesse economico) campo di golf di Rapallo che ha inizio nel 1935 e dovrebbe avere fine ( per legge regionale anticostituzionale e con relativo contratto nullo per violazione di norme imperative -tra cui quelle europee) nel 2035 ?
E’ vergognoso che esponenti del principale partito di maggioranza di governo si preoccupino esclusiva- mente degli interessi e dei profitti dei pochi (e assolutamente privilegiati) concessionari degli stabili- menti balmeari, senza neppure degnare di attenzione il sacrosanto diritto dei cittadini a godersi un po’ di mare e un po’ di sole in piena libertà e senza spese pazze, come quelle oggi praticate da tutti o quasi i gestori degli stabilimenti. Sarebbe interessante sapere quanto guadagnano costoro con la benevola complicità degli enti pubblici!
@Piero Olmo . La proprietà delle aree Golf sono della Regione Liguria in quanto allo sciogliemento dell’ Azienda Autonoma di Soggiorno (ex proprietaria del Golf, tel tiro a volo e altro) la legge ha stabilito che i beni andavano così conferiti. Non è che sia il massimo, ma quella era la norma (come quella che conferiva gli Ospedali dei Comuni nelle ASL, una rapina). La regione interpellata in merito era stata possibilista sulla cessione delle aree comunque.
@Sergio24. La concessione delle aree al Golf di durata 99 anni andrà a scadenza naturale, come quella del Porto Carlo Riva ad esempio, qui si parla di concessioni in scadenza.
grazie al sig. Beppe. come dicevo nella mia precedente, le prime nove buche bene!?! proprietà alla regione. le altre nove buche, è stata espropiazione del comune. allora, dallo scioglimento dell’ex azienda autonoma di soggiorno, perchè non è ritornata al proprietario iniziale? non c’è legge che tenga!!!
per il porto carlo riva, ricordo bene che la concessione era venticinquennale, credo sia già scaduta e rinnovata, abbastanza in sordina!!! se poi la regione liguria era disponibile a cedere dette aree, ebbene cosa si aspetta a fare tale operazione? riguardo la espropiazione dei terreni per le seconde nove buche, ebbene quei quattro soldi, la maggior parte dei proprioetari, li hanno ricevuti circa 30 anni dopo!!! cordiali saluti olmo pietro rapallo 26/07/2010
@Beppe.
Forse sarebbe opportuno che leggesse quanto previsto nel Decreto-legge 25 settembre 2009, n.135.
E questo in merito all’adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Premesso che un impianto sportivo pubblico di golf è ormai considerato dalla giurisprudenza come “un servizio pubblico locale di rilevanza economica” ne discende che il comma “4″-sub “e” dell’art.15 del decreto -legge 25 settembre 2009 ,n.135 cita espressamente:
“e) le gestioni affidate che non rientrano nei casi di cui alle lettere da a) a d) cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010 , senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante”.
Dato che siamo nella ipotesi di disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee(09GO145), credo che la P.A non possa attendere la scadenza naturale e contrattuale del 2035( scadenza naturale della concessione del campo di golf di Rapallo) per vedere applicate le leggi dello Stato sul territorio italiano!
@Sergio24 La definizione di servizio non è così automatica, in quanto per il Golf si tratta di cessione di aree (come ad esempio le concessioni demaniali marittime) e non affidamento di servizi come potrebbe configurarsi ad esempio una rete acqua o gas.
Sono questioni di lana caprina sulle quali gli avvocati vivono…e se per di più manca la volontà politica di affidare il bene con gara difficilmente riusciamo a sbloccare il tutto. P.s.Se fosse per me farei gara per l’ assegnazione di beni e servizi con durata biennale…
cordiali saluti olmo pietro rapallo 27/07/2010
@Beppe.
Debbo far presente che il TAR Lombardia ,sez.III, sent. 20 dicembre 2005 n.5633 ci indica:
“eppure si è in presenza di una concessione avente ad oggetto la gestione di un impianto sportivo pubblico a cui accede un contratto ,tanto che ,ai sensi degli art.3 e ss. del R.D. n.2440 /1923 e degli art.37 e ss. del R.D. n.827 /1924 , l’amministrazione (P.A.) avrebbe dovuto anche svolgere una procedura ad evidenza pubblica , che nel caso di specie non è stata indetta…”
“Il collegio è dell’avviso che la fattispecie sia inquadrabile nella concessione di pubblico servizio posto che, sul piano oggettivo, per pubblico servizio deve intendersi un’attività economica esercitata per erogare prestazioni volte a soddisfare bisogni collettivi (sportivi)…”
Il Consiglio di Stato ,sent. n.2332 del 5 maggio 2003 ci dice ancora :
“la mancanza del procedimento di evidenza pubblica deve in ultima analisi essere equiparata all’ipotesi di mancanza legale del provvedimento , derivante dall’annullamento del provvedimento di aggiudicazione…
L’annullamento segna infatti ,in via retroattiva , la carenza di uno dei presupposti di efficacia del contratto, che, pertanto resta definitivamente privato dei suoi effetti giuridici.”
La legge regionale Liguria 10/8/2004 n.15 prevede all’art. 2 l’affidamento della gestione degli impianti sportivi.
“Art.2- 1) I soggetti cui affidare la gestione degli impianti sportivi sono individuati in base a procedure ad evidenza pubblica…”
(Nella legge regionale , come nelle sentenze del TAR o del Consiglio di Stato non si fa alcun riferimento a concessioni di aree od ad affitto di case od immobili vari,ecc. per indicare la concessione in gestione di un impianto sportivo pubblico!).
La definizione di servizio pubblico -riferito agli impianti sportivi regionali -non è mai stata oggetto di contestazione anche nell’assegnazione -tramite gara ad evidenza pubblica- dell’impianto sportivo campo di golf di S.Remo di proprietà della Regione Liguria.
Forse il campo di golf di Rapallo non è un impianto sportivo pubblico di proprietà della Regione Liguria?
Tutto quanto accade , purtroppo , ha una spiegazione politica.E’ sufficiente leggere l’articolo apparso sulla Stampa del 28/7/2010 a firma di Michele Ainis : “Gli elettori senza potere”.
“C’è un fantasma nella nostra scena pubblica: la legge elettorale…E’ così comodo manovrare un esercito di soldatini di piombo travestiti da parlamentari… Perchè mai dovremmo attardarci sugli alambicchi del maggioritario o del proporzionale?”
“Eppure c’è un nesso fra i funerali della legalità ed il battesimo della nuova classe dirigente…”
“Negli Stati Uniti od in Inghilterra non succederebbe. Lì, se un deputato viene sorpreso con le dita nella marmellata , la sua constituency gli sbatte la porta in faccia senza troppi complimenti, e lui poi difficilmente trova un altro collegio elettorale…”
Ecco il motivo per cui a tutti i livelli della politica reale assistiamo a questo spettacolo molto scadente:
“…gli incompetenti disonesti sono ormai il grosso della nostra classe dirigente.”
@Sergio 24. Lei mi sa che l’unico qui a Rapallo, per lo meno in questo sito, che ha ben chiaro come è il REGIME del GOLF e le regolamentazioni che stanno dietro al loro monopolio.Nessuno dice che si sono impadroniti dei terreni di rapallini obbligandoli, all’epoca del fascio,a lasciare quelle proprietà perché LORO, nella figura del Podestà,avevano il coltello dalla parte del manico.( questo mi raccontava sempre una mia cara parente di S.Anna).
@Vittorio.
Quello che è successo storicamente con i terreni adibiti a campo di golf di Rapallo è un vero e proprio scandalo giuridico.
Il Podestà di allora fece “finta” di espropriare i terreni delle prime nove buche del golf ed invece li fece intestatare a società ed ad “amici degli amici ” dietro corrispettivo- ai vecchi proprietari -di “quattro castagne baisè”. Fu una semplice vendita (con il prezzo concordato sotto il ricatto della forza fascista)di terreni ma venne considerato storicamente un “esproprio legale”.
Il successivo esproprio( da parte del Comune di Rapallo ) di tutte le 18 buche del campo di golf di Rapallo ( 1967) venne effettuato con argomentazioni ”farlocche”.Ma fu fatto.
Ora la società di gestione dell’impianto sportivo campo di golf di 18 buche pretende che la Regione Liguria gli confermi la durata del contratto di gestione del campo di golf di Rapallo( dopo la data del 31-12-2010- termine legale improcrastinabile previsto dall’attuale legge in vigore) e sino alla scadenza contrattuale del 31-12-2035.
Nessuna legge nazionale od europea può prevedere questa possibilità ,senza che per l’affidamento del complesso sportivo di interesse economico e pubblico venga effettuata una regolare “gara” ad evidenza pubblica -tra più imprenditori partecipanti-in modo da salvaguardare il principio costituzionale e della giustizia europea di tutela della concorrenza.
Ma alle volte- nella storia- è già accaduto che agli “amici degli amici” si può fare ottenere anche quello che la legge attuale decisamente non consente!
Quindi dovrebbe essere la Regione ad indire una gara tra più imprenditori per la futura aggiudicazione del Campo da Golf, oppure dovrebbe partire dai singoli imprenditori l’eventuale richiesta per aggiudicarsi l’affidamento del complesso sportivo?
Purtroppo è la Regione che può indire una gara ad evidenza pubblica -tra più imprenditori- per l’assegnazione ( quale Ente pubblico proprietario)della gestione dell’impianto sportivo campo di golf di Rapallo.
Perchè dico : “purtroppo”. La Legione Liguria ha infatti approvato una legge regionale dove ha inserito ( fuori contesto ossia in una legge regionale finanziaria) un articolo che conferma la durata dell’attuale contratto di gestione del campo di golf di Rapallo sino alla sua scadenza contrattuale ,ossia sino alla data del 2035.
Ma la legge regionale non può occuparsi con legge regionale ( violazione della Costituzione)della tutela della concorrenza tra imprese .Quindi ciò che la Regione Liguria ha approvato con legge è chiaramente incostituzionale.
Ma chi può rivolgersi alla Corte Costituzionale ( in Italia) per fare valere la legge statale vigente?
Solo un Ente Pubblico oppure la magistratura.
E siamo alle solite : il cittadino-di per sè- non conta nulla!
Molto complicato ed effettivamente dubito che Enti Pubblici o la Magistratura abbiano qualche interesse a portare aventi questo tipo di azioni, comunque grazie molto per queste informazioni non si sa mai che a qualcuno possa venire voglia di muovere questi meccanismi stantii e chissà!
L’ espropio del Campo del Golf, visto con il distacco che il tempo può dare, è stata la salvezza di Rapallo. Non ci fosse stato il Golf ora in quei prati verdi ci sarebbe un altro ammasso di condomini brutti fatiscenti ed occupati un mese all’ anno.
Capisco la delusione e la rabbia di chi si è visto portare via il terreno, ma se ora si può ancora respirare è proprio grazie al Golf
@Beppe.
Nessuno contesta l’esistenza del campo di golf ed il suo uso per il gioco del golf , ciò che offende lo spirito legalitario dei cittadini è che coloro che di fatto sono ”gli arbitri ” nel “condominio” di una cittadina turistica non si preoccupino- per nulla -delle esigenze sacrosante anche di coloro che nella cittadina intendono condurre la loro pacifica esistenza.
Quindi occorre che le ” autorità al comando” abbiano il dovuto riguardo e rispetto alla possibilità di spostamento delle auto da e per l’autostrada in un contesto di piano del traffico delle auto circolatorio ben studiato e collaudato( anche tramite una nuova strada che -in prolungamento di via Milano -correrà lungo l’argine a monte del torrente Boate).
Non si può pretendere che coloro che hanno la casa di abitazione in via Libertà e via Mameli a Rapallo si ammalino a causa della respirazione di un eccessivo volume di polveri sottili ( la cui consistenza effettiva nessuna autorità controlla di fatto con apposite centraline) mentre “alcuni signorotti o dichiaratisi tali” possano passeggiare tranquillamente in lande erbose e distese di verde perfetto ( a causa degli abbondanti pesticidi usati per togliere le “pericolosissime”erbe infestanti !) senza curarsi dei bisogni -molto più pressanti dei loro-dei comuni turisti e cittadini.
Mi dovrebbe spiegare -Beppe-che male faceva ai giovani sportivi di Rapallo l’esistenza di di una pista di atletica improvvisamente cancellata?.
Mi pare che non siano sorti palazzoni “spaventosi” sul campo Macera.
Anche se -su un terreno limitrofo al campo Macera-si costruirà prossimamente una fantasmagorica “Chiesa”!
Ora vogliamo mettere a disposizione dei bimbi di Rapallo dei giardini o parchi che non siano solo dei fazzoletti di terreno polverosi e prossimi al traffico degli autoarticolati?
Fortunatamente per noi cittadini di Rapallo esistono a tutt’oggi ampi spazi di terreno ( in parte terreni boschivi e situati a monte dell’attuale campo di golf) che si possono inserire nel PUC cittadino quali futuri terreni da adibirsi esclusivamente a sviluppo ed ingrandimento del campo di golf a 27 buche. E magari collegandolo ad un permesso pubblico per la costruzione e gestione di un grande albergo adatto ai gusti super raffinati del popolo golfista.
Ma ciò che non è possibile e giusto è pretendere ( in nome di quale divinità rupestre?) di mantenere una intera cittadina ed i suoi turisti senza un parco pubblico (anche denominato in questo modo per la sua ampiezza pienamente giustificata per la valenza turistica della nostra cittadina) che dovrà necessariamnete sorgere dove ora insistono le prime buche del campo di golf di Rapallo.
Certamente per coloro che possono avere i castelli con parco in affitto questa è una opzione scandalosa: quei “pezzenti di cittadini” che -pur pagando le tasse a Rapallo -pretendono di far correre e giocare i loro bimbetti ( magari sporchi) nella “sacra erba” che i “fascisti dell’epoca ” hanno attribuito ai loro amici del movimento rivoluzionario fascista!
@Sergio
Ho capito che a lei il Golf non piace, per usare un eufemismo. Non si preoccupi nemmeno a me piace, non mi da lavorare e non posso nemmeno permettermi di pranzare nel Circolo quindi si tranquilizzi. La mia era un affermazione da leggere nel contesto storico della Rapallizazione, se non ci fosse stato il Golf avremmo un città ancora piu caotica o pensa che i Sindaci dell’ epoca volessero realizzarci dei giardini? A Rapallo hanno costruito senza nemmeno pensare alle strade si figuri se si preoccupavano del verde. Il discorso attuale è un altro, a parte da quello che ho detto
@Beppe.
A chi abita a Rapallo come residente o come turista interessa l’esistenza del campo sportivo del golf ( come del resto anche la pista di atletica) ma anche mal sopporta che a Rapallo non esista un parco decente comunale( il parco di Nervi docet!) per permettere ai più piccoli di correre nel prato indisturbati.
Alcuni ritengono che ai bambini sia sufficiente fare il bagno nelle acque del mare ma alcuni genitori ritengono che un parco pubblico di dimensioni adeguate sia un giusto complemento per lo sviluppo adeguato delle capacità psico-fisiche dei ragazzi.
A Lei interessa che non siano costruiti palazzi nei parchi comunali o pubblici.Sono d’accordo con Lei.