Un XXV Aprile di assenze, di silenzio e di insulto
di PiazzaCavour.it - martedì 26 aprile 2011Le assenze della politica, il silenzio ed un insulto hanno pesato sul XXV Aprile rapallese, elevato dalla partecipazione - forse meno numerosa degli anni passati, ma sempre discretamente nutrita - e dalle parole dell’on. Chella che hanno dato un corpo ideale alla ricorrenza.
Nel suo intervento, Chella ha ricordato gli anni della sua infanzia vissuti nella paura e nell’orrore della guerra, sottolineando il grandissimo contributo dato dal mondo cattolico alla causa della Resistenza, citando i tanti parroci e cappellani del territorio che si sono apertamente schierati con i partigiani - “patrioti” li ha definiti Chella - come Don Gigetto, Don Attilio Fontana (Cichero), Don Bobbio (fucilato a Chiavari), Don Luigi Canessa. La Resistenza, ha detto Chella citando Paolo Emilio Taviani, ha unito due generazioni - anziani e giovani - confluiti nella lotta di Liberazione, nel segno dell’unità nazionale e della libertà. Chella, confrontando la tensione morale di ieri con quella di oggi, ha infine sottolineato come oggi troppo spesso questa tensione si sia trasformata in piccola ambizione personale.
E’ stato un XXV Aprile figlio dei tempi che stiamo vivendo. Tantissime le assenze istituzionali, molte di più di quelle che si registrano ogni anno: risicata all’osso la rappresentanza dei membri della giunta e dei consiglieri comunali. Davvero un pessimo segnale. Così come ha stonato il silenzio del Sindaco che ha provocato malumore tra i presenti.
Infine un episodio di cui si sono accorti solo in pochi: durante il discorso di Chella, da un’auto di passaggio, una giovane donna - ci è parso una giovane mamma con a bordo dei bambini - ha aperto il finestrino ed esclamato “Imbecilli !”. Non sappiamo se questa distinta signora si riferisse ad un gruppo politico specifico (diverse erano le bandiere presenti) o a tutti i presenti. Né sappiamo se fosse esasperata dalla fila che ha dovuto sopportare perché una parte dei convenuti ha occupato, come di consuetudine, la sede stradale perché lo spazio (che andrebbe ripensato, allargandolo nella parte antistante il muro dove sono stati fucilati i partigiani) è regolarmente insufficiente. Ma poco importa perché questo gesto è, a nostro avviso, l’ennesima prova che il rispetto verso la memoria e il sacrificio dei caduti, di questi tempi non è neppure un valore da rispettare, figuriamoci da condividere.
L’abbiamo già detto, c’è di che riflettere.
L’intervento dell’on. Chella
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E allora, prendendo nota di questa assenza di compartecipazione ai fatti del secolo scorso, bisognerebbe evitare in futuro certe manifestazioni pubbliche … queste non alleviano il dolore di chi ha perso parenti e amici in quel periodo …e sono comunque fonte di angoscia di chi stava dall’altra parte, convinto egualmente di essere nel giusto. Sono manifestazioni che sollevano risentimenti da tutte e due le parti…a cosa servono ?
Pensiamo al presente che è egualmente tragico. Leggevo l’altro ieri che l’Equitalia ha ipotecato un milione e mezzo di immobili per tasse non pagate: Tarsu, Bollo Auto, Multe, Contributi INPS. Un milione e mezzo di immobili ipotecati significa che almeno cinque milioni di individui su sessanta milioni sono rincorsi dalle notifiche e alla merce’ di Banche e creditori…
Cara Signora,
la Feste Nazionali hanno il compito preciso di costruire un sentimento di appartenenza a una nazione. I nostri nonni festeggiavano il 20 settembre, perchè in quella data Roma era tornata all’Italia, diventandone la capitale. In quel giorno le nostre comunità all’estero si riunivano per ricordare la comune appartenenza all’Italia. Dopo il Secondo Conflitto mondiale il 25 aprile è diventato il nostro modo di ricordarci che la Repubblica discende direttamente dalla Resistenza, plurale e pluralista come la Repubblica. In questa data tutti gli Italiani ricordano e rendono omaggio a chi, combattendo e a volte dando la vita, ha fatto si che la libertà non arrivasse solo dalle armi straniere.
Per i morti dei vinti (morti nella difesa di una ideologia aberrante) deve essere l’umana pietà, certamente, ma il ricordo e la riconoscenza deve andare solo a chi è morto per la nostra libertà, come ha detto Maurizio Viroli nell’agosto del 2004, in occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione di Firenze.
Adriana ma si rende conto di quello che dice???? Ma è veramente convinta??? Spero sia solo una provocazione. Non devono essere manifestazioni come dice Lei “che sollevano risentimenti da tutte e due le parti” ma devono unirci riconoscendo merito e ringraziamento a chi ci ha dato la possibilità, anche a costo della vita, di essere liberi oggi.
Tornando al post, nell’essere sorpreso di aver visto (o meglio di non aver visto) pochi rappresentanti della politica cittadina, sono tuttavia più sollevato perchè a differenza dell’anno scorso non si sono visti scuotimenti di capo da parte degli assessori presenti durante il discorso commemorativo.
Tutto giusto, tutto condivisibile tranne le bandiere di partito…
Il 25 Aprile 1945, coincide con la quasi totalità della Liberazione dell’Italia dai fascisti e nazisti, appunto, Liberazione vuol dire che vi erano degli oppressori, dei despoti, dei dittatori.
Molti ragazzi, uomini e donne, di quegli anni, scelsero di lottare per la Liberazione, ne sono morti tantissimi, a loro bisogna esser grati, da quei sacrifici è nata la nostra Costituzione, dove si può leggere, che la repubblica è nata dalla Resistenza, il resto sono solo frottole, come quella che chi ha scelto di essere dall’altra parte, fra gli oppressori, ha fatto una scelta diversa, certo, una scelta nel tentativo di continuare a soggiogare una popolazione con il terrore e la morte.
Il 14 Aprile 2011, è mancato mio suocero, Giuseppe Gerbi, “Comandante Leo” 91 anni, Medaglia d’argento al valore militare, è stato Comandante di un gruppo di autonomi della Brigata Rocca d’Arazzo, nello stesso gruppo faceva parte sua moglie, Adelia Romana Pastene come Staffetta, con quei suoi uomini e donne, ha contribuito alla liberazione di una buona parte dell’astigiano, in quella zona, come in tutta Italia, sono morti tanti ragazzi e ragazze, Partigiani e Staffette che con il loro sacrificio ci permettono di dire, oggi, di vivere in una Repubblica, una e indivisibile.
Noi, tutta la famiglia, ogni anno, da tantissimo tempo, ci rechiamo in quei luoghi in pellegrinaggio laico, per ricordare i “nostri” morti e con un semplice fiore ringraziarli con gratitudine, questo è stato il primo 25 Aprile senza il “Comandante Leo”, negli occhi dei suoi “ragazzi” superstiti si vedeva scendere una lacrima, “poverini” sono sempre meno e sempre più stanchi, non finiremo più di ringraziarli.
Non mi meraviglia l’assenza di molti dei nostri Amministratori e non mi meraviglia che il Sindaco Campodonico non si sente in dovere di dire qualcosa, sono anni che tace, mi viene da pensare che nella sua maggioranza ci sono dei fascisti che non si devono disturbare, è una persona di poco spessore.
W La Resistenza….Siempre!
oramai i nostri politici di ogni schieramento hanno perso di vista le cose importanti
i valori di patria libertà onestà e di senso delle Istituzioni, anche richiamati da Chella nel suo discorso, e pensano solo all’inutile effimero oggi al favore di oggi senza pensare non dico al futuro ma semplicemente al domani
La libertà non è acquisita una volta per sempre ma bisogna ricordare da cosa e come e nata e comtinuare a coltivarla e difenderla
La storia è la scienza della libertà.
Con i suoi successi, con i suoi insuccessi, i suoi errori, la sua verità è insegnamento che ci accomuna tutti ed indispensabile arricchimento.
La memoria cumulativa è la condizione di libertà della persona.
Il giorno della commemorazione del xxv Aprile comprende tutto ciò, a prescindere dalla parte a cui si aderì in virtù spesso di circostanze casuali o imposte.
Il valore della celebrazione è connaturale nella libertà di tutti; nessuno escluso.
Le opinioni hanno origine nella passione, nel’ interesse, nella tradizione e nella cultura e pertanto possono sembrare individualistiche e quindi disgreganti; in realtà sono unificanti nel’ esprimere il concetto di liberazione da qualsivoglia totalitarismo.
Chi mai non festeggia la fondazione della nostra Repubblica rispetto alla monarchia, quando la storia ci dice che quasi la metà degli italiani votò per essa? Pochi……quasi nessuno.
Nelle pieghe delle nostre convinzioni oramai talmente nascoste di cui non serbiamo memoria, inconsciamente esprimiamo pensieri fuorvianti, ma rimane sempre alto e forte il “grido” della autodeterminazione e della libertà.
@Paolo che bandiere Le danno fastidio………che le togliamo tutte, vero ragazzi?
Quella della Valsecchi non é una provocazione. Lei la pensa realmente così e già in altro “post” così si era espressa. Ma Siccome siamo in democrazia mi pare corretto che la Signora possa esprimere il proprio pensiero. Questo é infatti il vantaggio della “rete”: poter sapere come la pensano le persone.
Sono tra coloro che hanno perso qualcuno di importante per cui commemorare il XXV aprile, il cui nome é inciso in quella pietra assieme agli altri tanti ragazzi. Pertanto mi pare di poter intervenire.
Mi pare necessario ricordare, ripassare la storia, ma anche guardare avanti in modo costruttivo e non usare in modo strumentale il passato. Ve lo dico perché ho votato in Provincia per esempio contro l’intitolazione alla caserma di Lavagna in memoria di un esponente repubblichino, per ragioni di coerenza e di opportunità innanzi tutto personali, ma allo stesso tempo vorrei tanto (così come ho sostenuto nel mio discorso in consiglio provinciale) che simboli quali la falce ed il martello (simboli elettorali e bandiere), o intitolazioni di strade e piazze all’ “Unione Sovietica”, così come ancora oggi accade in certi comuni della Liguria, sparissero per sempre. Ed invece non é così. E a me dispiace. Ma me ne debbo anche fare una ragione………
Detto questo, wiwa il 25 aprile come giornata che possa unire il popolo italiano nel ricordo dei suoi caduti per la libertà, come ricordo indelebile di quei ragazzi e ragazze della nostra terra che scelsero le montagne per combattere una evidente degenerazione storica e politica in cui precipitò tutta l’Europa e non solo l’Italia, e nella speranza che sia stata l’ultima guerra in cui perirono 55 milioni di persone. Persone cadute per offendere o per resistere. Persone deportate, bombardate, obbligate costrette, oppure certe di essere nel giusto. Ma proprio perché la storia non va dimenticata dalla A alla Z, non dimentichiamoci che senza americani, inglesi, e francesi, dopo l 8 Settembre, i nostri caduti partigiani sarebbero caduti invano e che, essendo loro soli, la nostra terra non sarebbe stata liberata.
Dopo di che, quella lotta terribile tra fratelli che si é generata sul finire del 43 e che ancora oggi divide così tanto le nostre coscienze credo dovrebbe trovare in qualche modo pace, anche se mi rendo conto dal tenore delle parole, che il processo é ancora lungo. Ma fare la conta di chi c’é o di chi non c’é non é utile. A mio avviso. Alimenta un dibattito sempre eguale da almeno 10 anni, ossia da quando lo seguo in prima persona.
Io non c’ero allora, non ero ancora nato, nasceva giusto mia madre alla fine della guerra, ma mi auguro che la ritrovata democrazia, la costituzione, e la libertà (almeno in rapporto ai fatti e agli accadimenti di quegli anni) sia un dono che avremo la forza di condividere e conservare ancora per un numero imprecisato di decenni, magari secoli, senza che essa possa degenerare e dovendo invocare altre forme di governo, altre scorciatoie di governabilità. Per fare ciò io non posso che affidarmi ai padri della patria, e per quanto mi riguarda il pensiero e le opere di Einaudi, De Gasperi, e altri ancora, restano la mia personale stella polare. Almeno nelle intenzioni e nel mio piccolo. E mi auguro che quanto ho avuto da dire non offenda nessuno, perché il mio rispetto per tutti i caduti e i morti é totale, e ed é certamente più profondo e maggiore per coloro che ravvisarono la follia di quella degenerazione all’atto di scelte e guerre scellerate, e che trovarono la forza e l’orgoglio di ribellarsi e reagire nel nome della libertà.
Massimo Pernigotti
@Tosi lei dov’era il 25 aprile visto che alla manifestazione pubblica era assente? A qualche convegno sull’andropausa maschile?
Massimo, effettivamente senza l’intervento degli Americani l’Italia sarebbe rimasta in mano ai Tedeschi…se questi si ritirarono non fu certo grazie alla lotta partigiana…la Liberazione fu tutta un’altra faccenda…Comunque i Tedeschi facevano paura a tutti allora, anche ai Fascisti, anche alla popolazione che non si occupava di politica…I Tedeschi imprigionarono persino una Savoia, il che significa che negli ultimi anni sanguinosi erano loro che comandavano in Italia…e il Duce pur rimandando l’entrata in guerra, pur non condividendo le leggi razziali, doveva rimanere coerente, ed adeguarsi…e per sfuggire agli ordini di Pertini , Mussolini che non aveva mai dato ordine di uccidere nessuno, neppure Matteotti (non esistono prove) per sfuggire ai Partigiani che lo volevano vivo o morto, non ebbe scelta se non rimanere sotto l’ala tedesca fino alla fine…
La popolazione, milioni di persone, erano innamorate del Duce, e quindi perché mai non rispettare i sentimenti di chi istintivamente lo aveva in simpatia, lo stimata, lo apprezzava …fu un personaggio di grandi capacità che fece di tutto pur di elevare il prestigio dell’Italia … nessuno negli anni successivi fu capace di suscitare gli entusiasmi del Duce…Perché insomma non credo che gli Italiani in quel Ventennio fossero succubi o plagiati dal Mussolini…avere un Uomo forte al Governo, abile oratore, ottimo giornalista, pieno di iniziative, grande comunicatore, grande trascinatore…perché mai deve essere considerato una vergogna ? .certo le simpatie sono istintive, e le antipatie pure, e le esperienze ci condizionano…ma le opere concrete del Ventennio fanno testo…Certo il giorno in cui dovessimo poter sistemare in passeggiata a mare una bella statua di Lenin o di Mao da un lato e una bella statua di Mussolini dall’altra, tutti indistintamente secondo me grandi politici di intelligenza superiore, tutti che hanno comunque dedicato la loro vita alle loro popolazioni, puntando a risollevarle economicamente senza arricchirsi di persona, forse in quel momento potremmo considerarci pronti per concentrarci sul presente …rimboccandoci le maniche….
Fosse per me abolirei il Primo Maggio…per quale motivo dobbiamo festeggiare i Lavoratori ? …quanti sono in Italia se togliamo i Pensionati, gli Invalidi, i Disoccupati, i Cassaintegrati, i malati, gli abusivi, gli Immigrati senza fissa dimora, le casalinghe, i bambini e gli studenti ? Quanti ne rimangono ? forse neppure dieci milioni su sessanta milioni…a rischio oltretutto di perdere il posto a causa della crisi e della concorrenza estera…Capisco se potessero essere considerati degli eroi come lo sono ad esempio i Filippini che espatriano e mandano valuta pregiata a casa…
ma in Italia i lavoratori lavorano poco e pretendono tutto il possibile, in nome dei loro diritti e del costo della vita…gli straordinari li fanno di malavoglia, i lavori complicati non li sanno fare, quelli manuali men che meno…ferie, permessi, malattia…Chiedete un po’ a chi era titolare di qualche ditta con quindici dipendenti, entrata in crisi negli ultimi anni, tanto da dover ridurre all’osso tutte le spese pur di non chiudere…quante grane hanno avuto con i dipendenti…e ciononostante del dispiacere di privarsene…ditte che restano a volte in piedi solo grazie ai sacrifici e all’impegno del titolare che si è improvvisato tutto insieme alla moglie dividendosi i compiti…facchino, contabile, procacciatore d’affari, venditore, responsabile della produzione o degli acquisti…questi sono i Lavoratori che amano davvero il lavoro…gente che lavora 14-16 ore al giorno sette giorni su sette, dimenticandosi di ferie e vacanze e riposo…che combatte con le banche, che ipoteca tutto pur di tenere in vita l’attività.. eppure per questi il Primo Maggio
è un giorno come un altro…niente paga doppia…niente riposo…
A Rapallo ci sono almeno diecimila pensionati che non si accontentano della pensione, ma che non muovono un dito, convinti che in pensione bisogna rimanere passivi …facciamoli lavorare, li vedremo ringiovanire…occupiamoli in cambio di buoni da spendere al supermercato…occupiamoli nei giardini, nelle scuole, negli Uffici di Informazione turistica, alla Stazione ferroviaria, nei passaggi pedonali, sulle spiagge, ai cimiteri, nei musei il giorno in cui ne avremo uno davvero…trasformiamoli in Volontari, dando loro una divisa gallonata e delle scarpe lucide…lo hanno fatto anche in Inghilterra alla Torre di Londra per per accogliere i tanti turisti che visitano i gioielli della Regina…lo fanno là per la gioia dei turisti…facciamolo anche qua…
tentiamo con un drappello…
Sig valsecchi
Mai detto o pronunciato la parola vergogna. Saluti
@Paolo: so come ha fatto a saperlo……………..il Suo caso era al centro del dibattito.
@Paolo p.s.: mi dicono che non era molto bravo a giocare a bandiera!
@Tosi lei, invece, gioca ancora allo schiaffo del soldato; basta vedere quante “scoppole” prende in maggioranza.
@Adriana: io invece provo vergogna che in Italia ci sia stato un uomo come Mussolini e provo vergogna che in politica ci siano ancora suoi discendenti. Provo vergogna anche oggi per l’attuale presidente del consiglio, provo vergogna per i suoi ministri. Inoltre il 1′ maggio credo che debba essere il giorno i cui si ricordano tutti i lavoratori che mandano avanti il paese, di tutti quelli che sono morti per mancanza di sicurezza. Il 1′ maggio DEVE essere festeggiato anche alla faccia di chi pensa il contrario!!!!!
@Paolo @Tosi: rasentate il ridicolo……. Non è possibile che in ogni post vi dovete “beccare” cosi. Basta!! Mettetevi d’accordo, incontratevi e finitela li.
Sig. Anzelo
Glielo dice uno come me profondamente anti fascista: mia nonna, che ha perso un fratallo come partigiano non é mai andata in corteo il XXV aprile. Si tratta di quella stessa nonna che ha perso un altro fratello in Grecia, fratello che non voleva partire in guerra, ma che fu costretto a partire perché se non lo avesse fatto le ritorsioni sarebbero state sulla mia bisnonna (ossia sua madre) o sugli altri otto fratelli. Alcuni piccoli.
Mia nonna non ha mai partecipato al corteo perché le é sempre pesato constatare che alcuni di coloro che fino al giorno prima erano dichiaratamente repubblichini e collaborazionisti (nel peggior senso del termine), negli anni …………avrebbero partecipato alla festa del XXV aprile in modo candido. E Lei aveva una certa nausea a questo fatto. Lei che non andò in alcuna piazza ad inneggiare il Duce negli anni 30. Lei e la sua povera ma davvero povera famiglia di dieci fratelli.
Pertanto ognuno piange il suo sangue. E ognuno ha i suoi dolori. Ma non tutti vanno in piazza e andarono in piazza. Anche solo per commemorare. Ci sono persone che le guerre le combattono in silenzio e la loro disperazioni la vivono in modo differente, direi all’ombra.
Vergogna fu la tragedia nel suo complesso, vergogna fu che vi furono fratelli che combatterono tra di loro, vergogna furono gli eccidi, gli stupri, e le esecuzioni sommarie. Vergogna fu che le persone non erano più persone ma solo carne da macello. Numeri di una catena infinita di crimini perpetuati dalla storia da cui non abbiamo mai imparato niente. Vergogna fu l’Europa nel suo complesso, e il modo assurdo in cui precipitò nel delirio assoluto. E noi non eravamo la Svizzera. COmunque fosse andata la guerra l’avremmo fatta o subita. Su questo non é che possiamo discutere. credo.
Ma detto questo Sig. Anzelo, e glielo dice una persona anti fascista, in questi anni mi sono divertito, se così si può dire, ad intervistare quei vecchietti che vissero il ventennio con “gloria e trasporto”. L’ho fatto per capire quel che non ho vissuto sulla mia pelle. Le sembrerà strano ma ho visto in loro la luce accendersi negli occhi nei racconti del Duce. Nel sentirsi una patria, una nazione una razza. Ho sentito il loro orgoglio riaccendersi nel petto. Un trasporto che non é mai stato sopito. E ho sentito dire loro che in allora c’era onore mentre oggi non c’é niente.
Putroppo o per fortuna questo é quello che ho tratto dai loro racconti di partecipanti attivi. E ho solo registrato il loro pensiero. NOn l’ho interpretato. Perché l lho fatto? per sapere per capire perché sono curioso di sapere dalle persone vive prima che muoiano perché erano così fortemente infervorate. La risposta é che loro ci credevano e che quell’uomo aveva dato un senso all’Italia. Anche queste sono pietre di un registratore di cui non sono parte e che non commento. Semplicemente se pongo le stesse domande a mia nonna mi da una versione completamente differente. L’opposto. Ma io che ci posso fare? riusciremo mai a capire fino in fondo? Io comunque sono orgoglioso di mia nonna.
E allora sono rimasto solo con i miei pensieri, sapendo che io al posto di mia nonna andrò a festeggiare il XXV aprile, mentre lascierò a Lei stessa il compito di andare sempre a messa qualche volta anche per me. Nella certezza che per quanti filmati ho visionato, dwd su Mussolini ho visto, e libri ho letto e luoghi di eccidi ho visitato, luoghi di massacri spropositati, io non c’ero e non saprò mai i snetimenti animaleschi che quelle persone hanno sentito o provato nell’attuare la loro follia. Ossia cerco di tenere una ragionevole distanza da tutto anche se come le ripeto per la terza volta per nno essere frainteso sono dalla parte dei caduti partigiani e di chi ha liberato la patria.
Ma so anche e questa é la cosa bella e straordinaria che dal giorno dopo delal fine della guerra le donne hanno iniziato a votare. Che i monarchi sono stati spediti e io avrei votato Repubblica. e che comunisti e democristiani e tutti i partiti del CDL ci hanno dato una costituzione che é la nostra salvezza e non la nostra catena. una costituzione che é frutto di una collaborazione tra comunisti e post fascisti
Come sempre spero di non aver offeso nessuno. Si tratta di parole scritte e anche fredde. Ma sono il mio contributo per non parlare di vergogna limitatamente al pensiero di singole persone ma per guardare avanti. Avanti. Avanti. grazie
Massimo Pernigotti
@Anzelo lei è libero di provare vergogna per quello che non le piace…premetta anche ad altri di esprimersi come vogliono senza dare giudizi. Grazie
@ Anzelo fin che non verranno allontanati certi provocatori le mie risposte saranno adeguate alle domande. Non è possibile che almeno Voi facciate finta di non vedere chi offende, anche se sottilmente e poi pretendiate risposte serie. Una delle poche volte che ho affrontato il problema del turismo è intervenuto immediatamente Paolo chiedendomi se oltre a Lugano vado in gita anche a Lerici. Lo avete letto? Avete letto Beppe,Luca e Paolo che dichiarano che in diciotto anni di amministrazione non ho mai fatto nulla? Avete letto che passo le giornate al computer invece di occuparmi di Rapallo? Vi sembra questo il modo di impostare qualsiasi dibattito? Beh se avete notato che si trascende a risse verbali, abbiate almeno la bontà di vedere chi inizia, dal momento che i commenti sono datati con tanto di ora. la realtà, caro Anzelo, è che mi trovo di fronte truppe cammellate il che è ben più grave che rasentare il ridicolo. Ma non abbandonerò il sito in mano a questi signori mascherati.
@Pernigotti: per andare avanti bisogna essere convinti che gli errori del passato non si devono ripetere, poco importa se a qualche nostalgico “brillino” gli occhi al ricordo di quei tempi….
@Paolo: non voglio limitare certo la sua libertà di espressione. Si accorge però che: è sempre “off topic”, è monotono, sembra che il suo obiettivo sia quello di far innervosire Tosi più che cercare delle risposte…. Non le piace Tosi? non lo voti, e convinca i suoi amici a non votarlo.
@Anzelo ci mancherebbe capisco quello che dice, ma il mio obiettivo e far rispondere Tosi su determinati argomenti, che puntualmente evita. Ripropongo le domande al sig. Tosi: dopo 18 anni di presenza in maggioranza come assessore e consigliere capogruppo può dirmi quale provvedimento porta la sua firma? (intesa come idea). Perchè in tanti anni non ha realizzato i cassonetti modello Lugano? Perchè dopo la raccolta firme non è riuscito a chiudere la passeggiata in estate? Cosa ne pensa dei ritardi alla piscina di Rapallo? E’ vero che il ponte Bailey lo dovrà rimuovere il Comune con ulteriori costi a carico dei cittadini?
Franco Borghi ha scritto il 5 maggio 2011 12:28 (IP: 151.21.105.63)
I tre sproloqui della sig.ra Valsecchi sono, per così dire, irricevibili, perchè espressione di una filosofia imbevuta dei più beceri princìpi fascisti. La cosa non soprende più di tanto, avendo avuto modo di leggere numerosi (e assai prolissi) altri suoi interventi dello stesso tenore in altre circostanze. Quello che più mi soprende è che gli interventi successivi hanno completamente ignorato (ad eccezione di un paio di questi) la gravità di certe sue affermazioni che rasentano l’apologia del fascismo.
Ma i sigg.ri Mqassimo Pernigotti, Roberto Tosi, e Paolo non hanno proprio null’altro da dire dopo le frasi di disprezzo della resistenza, delle festività civili e dei valori più nobili sui quali si fonda la nostra costituzione?
La loro presumibile giovane età (non li conosco personalmente) non giustifica il loro silenzio!
Prima i valori fondanti e gli ideali comuni della nostra italianità, e poi, solo poi, le piccole beghe elettoralistiche.
Ad Aldo Enrico Fiori, del quale apprezzo l’approfondimento su alcuni temi, chiedo, se possibile, una maggior semplicità di linguaggio. Grazie
Franco
Sig. Borghi non sono il moderatore del sito.
Porto il mio contributo e ho detto come la penso.
Ma non mi permetto di giudicare il pensiero di altre persone su una questione così “pesante” per cui potremmo scrivere bblioteche di libri e trovare che vi sono più orientamenti.
Ho detto dove mi colloco e come la penso. Atrimenti non al finiamo più…………
grazie
Massimo Pernigotti
Franco, hai ragione sono prolissa…è l’unica cosa sulla quale siamo d’accordo…ciao…
@Franco Borghi,
sarà mia premura tenere in considerazione il suo suggerimento.
Grazie.