Avviso ai naviganti
di PiazzaCavour.it - giovedì 28 aprile 2011A partire da domenica 1° maggio a fianco di ogni commento apparirà l’indirizzo IP, in pratica l’indirizzo internet da cui il commento stesso è stato inserito.
Ciò, senza degradare il livello di riservatezza in quanto la e-mail continuerà a non comparire.
E’ una misura che aumenta il grado di trasparenza del sito, rendendo più difficile, anche se non impossibile, la vita di coloro che intervengono su questo sito con differenti nomi.
E’ un primo passo, speriamo l’ultimo, a tutela di questo spazio verso il quale ci auguriamo ci si rivolga sempre di più in quantità, qualità e limpidezza, nel rispetto reciproco e nel confronto politico-amministrativo che ci auguriamo sia sempre quanto più possibile costruttivo.











Eh il Depuratore scotta troppo, sono riusciti a bloccare i “liberi” ed “accettabili” commenti. Addio allora e addio democrazia e libero pensiero. Adddiiiiooo! Buona fortuna almeno spero…
Io invece applaudo questa scelta, trovo corretto e giusto che vuole postare lo possa fare nell’anonimato del nome ma non nell’anonimato totale dato dall’assenza dell’indirizzo ip.
Non capisco le parole di Gina, se poi hai così tanto voglia di privacy ci sono mille servizi in grado di garantirtela, dai proxy a Tor, basta saperli usare.
L’indirizzo IP è una sorta di schedatura, di identificazione…neanche siti o blog più o meno “importanti” di questo, che ha sempre consentito un dibattito franco e a volte vivace, si sono mai permessi di pensarlo. E’ una scelta che limiterà molto gli interventi.
Ottima idea, secondo me se anche tutti si firmassero l’atmosfera del dibattito migliorerebbe. Non vedo perchè le persone note devono metterci la faccia e altri no. Visto che ci lamentiamo (giustamente) della non trasparenza e omertà dei politici, cominciamo noi a dare il buon esempio.
Adddiiioooo il Depuratore scotta troppo, fatevela voi la discussione ( proxy e tor ) saluti democrazia democratici stateme abbuono. ciao ciao ciao
@Vittorio Martini Donati
se ci vuole dare anche il suo codice fiscale….
Le persone note hanno nelle proprie mani il potere, spesso a discapito di chi noto non è, e di potere non ne ha….questo è giusto vero?
Ma è sempre così che finisce, le idee e le ideologie che sono quello che contano veramente vengono decapitate…sapete perché Piazza Cavour?
Perché ci sono persone facilmente colpibili e vulnerabili al potere politico, non sempre detenuto nelle mani di persone leali e corrette!
Peccato eliminare questo sito dai preferiti!
@Piazza Cavour
almeno l’ultimo commento deplorevolmente anonimo pubblicatemelo, grazie.
@Paolo già una vera disdetta per Te
Batman,
si pubblica l’IP, cioè il numerino del tipo 123.34.76.134, l’indirizzo internet non altro. Batman lei resta tale e nessuno la potrà individuare (nemmeno noi). E una nostra scelta, senza imposizioni, libera perché lo abbiamo già detto è anche la qualità dei commenti che fa la qualità di questo sito. Libero di fare come crede, ma non cambia nulla ci sono un sacco di siti che pubblicano anche l’IP, non venire più su PiazzaCavour.it per questo motivo …. vedrà che non cambia praticamente nulla, se ne accorgerà presto se avrà pazienza di stare in linea anche domani ….
Spero che lei cambi idea.
Altrimenti grazie per i suoi continui contributi.
Secondo me il più grande contributo che questo sito può dare a Rapallo e’ aiutare i politici a venir fuori da questo silenzio e confrontarsi pubblicamente con la città. Per far questo c’è bisogno di un’atmosfera civile e di un dialogo rispettoso anche se alle volte viene voglia di mandare tutti a quel paese.
Piazza Cavour è l’unica arena disponibile a Rapallo per questo servizio. Vogliamo renderla accogliente così forse i politici incominciano a utilizzarla per comunicare o vogliamo mandarli via e continuare a discutere fra noi lamentandoci della giunta senza ricevere nessuna risposta?
Alzando i toni e firmandosi Batman e Robin, si regala ai politici una scusa per non rispondere. L’unica strada percorribile è aiutarli a capire che non c’è altra via al di fuori della trasparenza. Forse ieri la chiacchierata al bar era sufficiente ma domani, con i giovani che sono tutti connessi, non ci sarà altra via che la rete.
Penso che alla maggior parte di noi non interessi più di tanto stare da una parte politica o dall’altra, quello che vogliamo è il bene di Rapallo. Ed è un sacro diritto di tutti i cittadini di ricevere delle risposte chiare e pubbliche dagli amministratori della loro città.
Ecco un esempio emblematico: Ezio Capurro scrive spesso che il ponte mobile e la copertura della piscina sono stati veri disastri con un anno di ritardo ciascuno. Stamattina, al chiosco della musica, Fabio Mustorgi mi dice testualmente che non c’è stato nessun ritardo fuori dalla norma per entrambe queste opere anzi, tutto è stato fatto per il meglio. Se i due tra i più importanti personaggi della politica di Rapallo dicono cose diametralmente opposte su due problemi non certo da poco, vuol dire che c’è un grave problema di fondo.
Colgo quest’occasione per chiedere loro di esporci i loro punti di vista su il ponte mobile e la copertura della piscina, su questo sito e attraverso un confronto rispettoso.
@ Vittorio Martini Donati e non solo infatti Batman giustamente ipotizza che ci possono essere politici sleali e scorretti, ma allo stesso tempo scorrettamente finge di non notare che molti dietro un nome inventato sono molto ma molto sleali.
@Piazza Cavour: non potete dichiarare che nemmeno Voi potete risalire a chi scrive. Voi dovete per legge poterlo fare altrimenti siete responsabili di qualsiasi attacco penalmente punibile.
Vittorio…credi ancora a Mustorgi? Aspetti che ti dica che non è vero e che la piscina doveva aprire il 1 ottobre, poi a Natale, quindi a gennaio ora forse a giugno 2011? Basta che ti rileggi le dichiarazioni stampa del “maestro”. Fai un piccolo sforzo Vittorio
Consigliere Tosi,
noi moderiamo i commenti proprio per evitare che non vi sia alcuno che superi le righe (siamo umani e qualche volta forse ci sbagliamo, ma stiamo imparando). Se arriviamo ad dover chiamare la Polizia Postale (l’unica che può risalire al vero autore, così funziona internet) il sito si chiude perché lo scopo è discutere e far uscire idee: per prendersi ad insulti ci sono altri luoghi ….
Vittorio, con tutto il rispetto…..ma non credo che siano i nomignoli…. L’unico che risponde con una certa regolarità (anche se spesso fa solo battute e non risponde alle domande) è Tosi e gliene diamo atto in qualche modo.
Certamente per la questione depuratore, sono rimasto piacevolmente impressionato nel vedere, forse per la prima volta, i cittadini di Rapallo (via Betti in questo caso) incacchiati neri e scendere per la starda come comitato portando i politici in piazza e facendo fare loro sembrerebbe un dietro-front sul sito di via Betti. Pensiamo un po se mezza Rapallo scendesse in piazza per quel tunnel corto su cui c’erano già intesa , firme e finanziamenti. O per la piscina, dove ora sembra che la squadra di pallanuoto prenderà il nome di Recco…ed altri esempi si potrebbero fare. Solo scendendo in piazza si può uscire dalla logica clientelare.
Certamente Rapallo è fatta in modo che qualsiasi lavoro si faccia, si rompono le scatole e l’orticello di qualcuno ! Si parla tanto del depuratore ed ora sembra sia stata individuata quell’area semiverde vicino via Milano (se non ho capito male) denominata area ex Viacava….: beh, li da ciò che mi risulta si romperebbero le scatole (con gli eventuali odori) ad un vicino Bed & Breckfast che dovrebbe essere di qualcuno che è da anni in politica (non faccio nomi ne dico la professione, anche se molto comune per i politici del Tigullio).
Se poi lei, caro Vittorio, crede a Mustorgi è liberissimo di farlo; sicuramente non sarà in compagnia numerosa. Da ciò che mi risulta, detto ponte, oltre ad essere molto in ritardo, non sia alza ancora poichè non arriva la corrente alla sala motori (sembrerebbe sia fallita la ditta) : falliscono tutte ora le ditte ? Per carità, lo prenda con beneficio di inventario, sono solo voci ed io non ho certo la credibilità di un politico….Sicuramente i progetti di Capurro per la piscina erano ben altri così come è vero che lo stimato da me Capurro non avesse ai tempi affrontato con grande priorità il problema depuratore e comunque non era, inizialmente, contrario a via Betti nemmeno lui. Questo non lo so perchè : forse via Betti era veramente un posto indicato o forse (più probabilmente) essendo un po una delle zone bronx di Rapallo hanno deciso di sacrificare quella, certamente non lo farebbero in via don Minzoni, ammesso si potesse ! Mi piace comunque pensare che le zone siano individuate per motivi tecnici e per la fattibilità ed i costi dell’opera; non me ne vogliano quelli di via Betti, sono solo ipotesi che faccio.
Per me comunque il problema principale restano viabilità ed inquinamento.
Il rag.Tosi dice agli altri cosa dovrebbero fare, ma non dice cosa ha fatto in 4 anni di amministrazione.
No non chiudete questo sito. é un luogo di discussione importante.
Però chi si nasconde dietro pseudonimi per attacchi anche politici e non ci mette la faccia non é molto corretto.
Grazie Sig. Marchi per tutto il tempo che dedica a questa agorà.
massimo pernigotti
@ piazza cavour fin che non verranno allontanati certi provocatori le mie risposte saranno adeguate alle domande. Non è possibile che almeno Voi facciate finta di non vedere chi offende, anche se sottilmente e poi pretendiate risposte serie. Una delle poche volte che ho affrontato il problema del turismo è intervenuto immediatamente Paolo chiedendomi se oltre a Lugano vado in gita anche a Lerici. Lo avete letto? Avete letto Beppe,Luca e Paolo che dichiarano che in diciotto anni di amministrazione non ho mai fatto nulla? Avete letto che passo le giornate al computer invece di occuparmi di Rapallo? Vi sembra questo il modo di impostare qualsiasi dibattito? Beh se avete notato che si trascende a battute verbali, abbiate almeno la bontà di vedere chi inizia, dal momento che i commenti sono datati con tanto di ora. Guardate il commento quì sopra di Paolo.
@ Daniele fin che non verranno allontanati certi provocatori le mie risposte saranno adeguate alle domande. Non è possibile che almeno Voi facciate finta di non vedere chi offende, anche se sottilmente e poi pretendiate risposte serie. Una delle poche volte che ho affrontato il problema del turismo è intervenuto immediatamente Paolo chiedendomi se oltre a Lugano vado in gita anche a Lerici. Lo avete letto? Avete letto Beppe,Luca e Paolo che dichiarano che in diciotto anni di amministrazione non ho mai fatto nulla? Avete letto che passo le giornate al computer invece di occuparmi di Rapallo? Vi sembra questo il modo di impostare qualsiasi dibattito? Beh se avete notato che si trascende a risse verbali, abbiate almeno la bontà di vedere chi inizia, dal momento che i commenti sono datati con tanto di ora. Guardate il commento quì sopra di Paolo.
Piazza Cavour, senza tanti discorsi, visto che nessuno ha la verità in tasca, non ti curar di lor…ma guarda e passa…
approviamo questa iniziativa che riteniamo corretta. Abbiamo già detto che usare pseudonimi o nomi di fantasia è assolutamente legittimo, non è corretto usarli per tenere un comportamento, diciamo così, al limite dell’educazione e del rispetto per chi, invece, ci mette nome e cognome. Se uno non vuole, problema suo, al limite basta non rispondere. Il problema casomai è un’altro: se, per esprimere le proprie opinioni, una persona non può usare il suo nome allora questa questione diventa preoccupante: c’è, a Rapallo, libertà di pensiero e di opinione?
@sig.Tosi risponda alle domande eviterà che le vengano riproposte. Ci può dire un provvedimento, un atto amministrativo, che porti la sua firma dopo 4 anni di amministrazione? In attesa di una sua cortese risposta, la saluto cordialmente.
@Biagioni noi di solito andiamo d’accordo ma cerca di non minimizzare perchè il problema esiste. Infatti pochi politici frequentano. Se ti piacciono le frasi storiche che ne pensi di “tanti nemici tanto onore” oppure una ancora più vera “tutto arriva per chi sà aspettare”
Tante belle parole da tutti…ma la verità è molto diversa. Chi si espone in questa città contro il “sistema Rapallo” spesso, poco dopo, si trova ad essere bersaglio della “casta”. Molti amici commercianti e liberi professionisti evitano di partecipare attivamente alla vita politica della nostra città per evitare conseguenza spiacevoli. Quei pochi che lo fanno vengono emarginati o peggio avvertiti. Il 25 aprile a Rapallo deve ancora arrivare.
piazza.cavour,
se un semplice “avviso ai naviganti” può provocare un tale cortocircuito, la dice lunga sul posto che occupa tra i media moderni, internet.
” internet… è il media interattivo o transitivo per eccellenza. Tende ad abolire la differenza tra emittente e ricevente, tra l’ oratore e l’ uditore, in ultima istanza tra il rappresentante e il rappresentato.”
Aggiungo io: tra chi detiene il potere e chi no.
E’ proprio per questa ultima ragione che non ho nessun motivo di biasimare chi si nasconde dietro l’ anonimato.
Che rappresenti anche uno spaccato di volgarità è purtroppo insito, forse che nella lotta politica il suo predecessore ossia la lettera anonima, dico storicamente, fosse da meno.
Manco per niente! “Ti impiccheremo con le budella dell’ ultimo capitalista……”, classico di sinistra, oppure quando si parlava di farvi immergere il naso nei vostri escrementi, classico di destra.
Dice un noto editorialista e storico francese che è sorprendente come la psicoanalisi non si sia mai occupata della semantica della lettera anonima: nella costituzione della personalità la sinistra rientra nel campo orale, la destra in quello anale.
Ma quello che mi preme maggiormente sottolineare, è che rimane indispensabile la funzione di internet
e di siti come questo per generare l’ ascesa dell’ opinione pubblica nella sfera politica, per una crescente acquisizione di autonomia degli individui nella società moderna.
La questione del politico rimane la rappresentanza, il passaggio tra la sovranità regale alla sovranità popolare era che il depositario della delega era nel primo caso Dio, nel secondo il popolo.
Oggi siamo di fronte ad un fatto reale, grazie a un nuovo media: un movimento di opinione nuovissimo e fortissimo che tende alla negazione della delega.
Sig. Aldo la Sua analisi mi ha convinto.
@ Aldo Fiori al fine di evitare equivoci il sottoscritto non ha niente da eccepire se uno o più frequentatori del sito utilizza nomi di fantasia, ma ci sono tre aspetti dai quali non si può prescindere. Primo: necessario il provvedimento di Piazza Cavour altrimenti un’unica persona può usare nomi all’infinito ingenerando in chi legge che una miriade di persone la pensa in un certo modo mentre invece si tratta sempre ed esclusivamente di un singolo. Secondo: Il gestore deve sapere(senza divulgarlo e solo lui) da dove partono i messaggi che potrebbero avere dei risvolti penali. Terzo: i frequentatori possono ovviamente prendere in giro chi vogliono ma non possono in quel caso pretendere risposte serie.
Il gestore del sito cancella i messaggi che potrebbero avere risvolti penali e/o passibili di diffamazione e querele, l’ accostamento tra IP e persona fisica o giuridica è di competenza del provider che è tenuto a divulgarlo solo agli organi giudiziari.
Sig. Tosi aspettiamo le sue risposte “serie” in merito alla piscina, al social housing, al ponte bailey, alla chiusura della passeggiata, hai fondi revocati dalla Regione per il Castagneto, per il centro di Tonnego, terza corsia, ecc…….grazie
Consigliere Tosi,
lei ha ragione. Noi facciamo la nostra parte, ci creda, difficile. Come detto, se dovessero i gendarmi, perché ci è sfuggito qualcosa, non certo per volontà di far passare offese calunnie o quant’altro, faremmo fatica a restare vivi. E’ già successo che qualcuno si sia sentito toccato: lo ha detto, abbiamo prontamente rimediato e fatto tesoro oltre che ammenda dell’esperienza. Lo diciamo - a tutti - per il futuro, in vista anche delle elezioni, periodo dove - purtroppo - solitamente si predilige avanzare scimitarra alla mano.
Beppe,
grazie per la corretta precisazione.
Fiori,
è vero quello che dice. Solleviamo solo un punto di attenzione in merito alla sua affermazione finale, la “negazione della delega”. Intuiamo che lei intende il primo dei casi che ora andiamo a trattare, ma prendiamo lo spunto per un breve commento intorno a questo punto.
Se la “negazione della delega” viene intesa come “negazione della delega in bianco” possibilità di avere un maggiore controllo sull’operato della politica perché la quantità di informazioni aumenta, perché è possibile uno scambio rapido ed efficiente di idee senza mediazione e di elaborazione siamo d’accordo. Altro è la “delega intesa come rappresentanza”, come accade nei sistemi democratici di oggi. In questo caso, pensare che si possa negare la delega, istituire una repubblica referendaria basata su internet dove, tornati a casa dal lavoro, accendiamo il computer e votiamo su tutti i provvedimenti, non ci pare conveniente. Né funzionerebbe perché la politica è (dovrebbe essere) un corpo, non una somma di istanze senza regia, né strategia.
Noi, nonostante sia in crisi, continuiamo a pensare che la politica abbia un ruolo centrale di rappresentanza e di elaborazione, che metta insieme anche ciò che scaturisce dalla rete (nemmeno noi biasimiamo chi partecipa con un (solo) nickname, evidentemente nella Rapallo di oggi per alcuni è condizione imprescindibile, altro tema su cui riflettere), rete da cui la politica da cui sappia trarne una sintesi, delineando scenari e prospettive, avendo quadri di valori di riferimento che non possiamo, che non dobbiamo assolutamente, cancellare. Certo deve cambiare la politica e nel profondo. A partire dal fatto che dal web non si può nascondere, né prescindere come il fuoco nordafricano ha dimostrato in modo - non abbiamo altro termine - eplosivo. Influenzare l’opinione pubblica certo, renderla partecipe senza barriere senz’altro; smascherare la politica quando non fa il suo mestiere va benissimo; aumentare il livello di riflessione autonoma e condivisa, fantastico. Ma ad una bloggrazia o ad una più generale forma di webcrazia noi proprio non crediamo. Né propendiamo per essa.
a me questo post pare molto bello ed intenso. E in modo indiretto sta sollevando temi critici e delicati che in altro modo sono riproposti a livello nazionale e riguardano i vari livelli di libertà di critica.
Continuo ad essere perplesso nel ritenere corretti coloro che effettuano “attacchi personali” dietro pseudonimi, ma non chi fa semplicemente domande. a cui si può fare una risposta.
Per esempio io ho avuto nella signora Valsecchi una critica continua e dura. Però so chi é, e ciò non mi ha impedito di poterla incontrare per strada e abbracciarla con un sorriso e un chiarmento.
Ma se una persona si trincera dietro uno nome X come faccio a confrontarmi allo stesso modo?
Non abbiate paura di Tosi: é un gabbiano in pensione che non farebbe male ad una mosca, e per quanto potrebbe non piacere ad alcuni, per altri é una realtà sempre verde. Per me Tosi é un Signore in pensione (fortunato Lui) che fino a ieri ha lavorato in banca, amico fraterno di Bagnasco, e capo di una lista civica ora espansa sul territorio e capace di calamitare tra 600 e 1200 voti solo qui a Rapallo. Non male direi. Forse anche più persone. e non ha niente da dare in cambio in quanto non offre lavoro, non é ricco, non promette prepende, etc…etc… quindi direi che nel panorama cittadino é tra i più sobri e quieti. Certo può non piacere. Ma ha un bel gruppo a va rispettato. Allora metterla sul personale con riferimenti che non c’entrano nulla con la politica non mi pare giusto.
Amico Tosi, Roberto, il Sig. Paolo desidera una risposta legittima. Spiegagli cosa é stato il gabbiano, cosa
é il gabbiano, in cosa consiste essere consiglieri, essere in giunta, e rispondi infini alla sua domanda così magari la facciamo finita?
Grazie Roberto. E cerchiamo di far vivere tutti insieme in modo dignitoso e costruttivo questa piazza che il Sig. MArchi fa in modo che viva a spese zero e con il Suo lavoro gratuito. GRAzie MArchi. GRAzie Marchi. GRAzie Marchi
MAssimo PErnigotti
@ Luca:Lei da me zero risposte ma molte battute. Mi spiace ha sbagliato l’approccio come dicono a Napoli “ccà nisciuno e fesso”
Arch.Pernigotti mi sembra che voglia fare l’avvocato difensore di Tosi, che peraltro sa difendersi benissimo da solo. Però mi permetta la smetta di dare “leccate” alla maggioranza di Rapallo (tutti bravi, tutti capaci) e ogni tanto muova qualche critica oppure sta cercando di crearsi uno spazio al suo interno visto che non la candideranno più alle “provinciali”.
Le permetto, le permetto…………ci mancherebbe altro.
Le critiche le ho già mosse. Basta che Lei abbia letto “il mare” o i precendeti “Rapallo notizie” o il Secolo o il nuovo Levante. Mosse laddove mi pareva necessario dire qualcosa.
Tosi per me é un amico anche se dovessimo essere avversari e anche se non ci dovessimo parlare per 6 mesi in quanto avversari. Sono stato nel gabbiano fino al 2005 allorché mi sono staccato per ragioni personali. Ma Roberto ha un bel gruppo. Mica tutti ci riescono.
Guardi non ho mai leccato nessuno.
NOn temo per le provinciali. Vivo giorno per giorno. Voglio fare bene adesso, e cerco pertanto di fare bene adesso. LAddove sono stato eletto: in provincia.
saluti Sig. Luca.
Piazza.cavour,
la lettura che avete fatto del mio precedente commento, coglie con straordinaria efficacia il senso del problema; forse ho utilizzato un pizzico di provocazione con quel ” negazione della delega”, che devo confessare è aggiunta dell’ ultimo momento, in quanto avevo già chiuso la frase dopo ” nuovissimo e fortissimo”.
Devo dire che non posso sottrarmi a sentimenti contrapposti: l’ entusiasmo per una stagione nuova e vitale di partecipazione democratica e il terrore che questo furore popolare, possa travolgere il libero arbitrio di ciascuno, a causa di quello che io chiamo ” dossocrazia” e voi definite in maniera diversa, ma il significato mi pare identico.
Tra le giuste osservazioni che mi muovete, mi pare doveroso aggiungere il concetto estremamente importante che solo ed esclusivamente in una democrazia rappresentativa le minoranze, tutte, possono essere tutelate e garantite nei loro diritti vitali.
Non è cosa di poco conto, poichè se è vero che l’ opinione pubblica è la voce del popolo che non vuole essere spodestata della sovranità, è anche pur vero che possa essere manipolata per fini non edificanti
da parte di qualche leader populista.
Il rapporto di forza che condiziona la nostra vita sociale è sempre stato a favore del potere sull’ opinione pubblica.
Nei pensieri di Pascal si definisce la prima come il tiranno, la seconda coma la regina del mondo e quindi subalterna, certo esaltata e considerata se asseconda il volere del sovrano, denigrata e imprigionata se lo contrasta.
” Il potere fondato sull’ opinione e l’ immaginazione
dura qualche tempo, ed è un potere dolce e
volontario.
Quello della forza dura per sempre.
Così l’ opinione è come la regina del mondo, ma
la forza ne è il tiranno”
PASCAL
Detto questo è nell’ educazione della democrazia che può crescere un’ opinione pubblica adulta e consapevole che possa essere veramente la regina del mondo.
Fiori, è già complicato capirsi normalmente…eviti certi giri di parole che portano solo a dubbi di interpretazione…
Fiori,
anche noi viviamo in bilico tra l’idea che nuove frontiere di partecipazione possano modificare la percezione che ognuno ha di incidere sulle cose (che tutti, a parte pochi, sentono praticamente nulla) ed il sentimento che “tutto & troppo” possa travolgerci rendendoci ancora più impotenti di ieri, la restaurazione peggiore della rivoluzione(?). E come sempre è successo, e come anche su queste lande virtuali vediamo, è la qualità della sostanza sotto forma di pensiero ed opinione ciò che conta. Se il nuovo porterà bene (e quindi la condivisione e partecipazione diffuse saranno un valore non effimero) o male (e quindi la rivoluzione non sarà migliorativa dello status quo) non lo sappiamo. Ma sappiamo che dipende da noi, da ogni nostra parola. Un punto su cui - non vi sarà sfuggito - insistiamo alla nausea.
Ci permettiamo di fare una distinzione, in realtà assai profonda, tra quella che lei chiama doss(x)ocrazia e web/blogcrazia (chiamiamola e-partecipation).
La prima si configura con un pubblico passivo che partecipa perché contattato.
Invece la e-partecipation presuppone una azione proattiva. Magari si dicono sciocchezze, ma c’è un push da parte di un soggetto che attivamente, scientemente partecipa avendo la possibilità di postare un contributo unico, originale, esclusivo.
Le conseguenze di questa già forte distinzione allargano una forbice già ampiamente divaricata.
Infatti, nella doxocrazia il soggetto subisce, mentre nell’e-partecipation sono le formulazioni del soggetto ad essere al centro perché non c’è un premasticato, ma c’è un foglio vuoto che può essere liberamente riempito.
E ancora.
La prima è discreta, le opzioni da “accendere” sono in numero finito e per natura sintetiche, da consumarsi velocemente.
La seconda è continua, libera.
Un abbisso le separa.
Le conseguenze, dicevamo, sono importanti.
La prima può essere usata dalla politica con poco sforzo ed in modo assai proficuo: si annusa l’umore dell’opinione pubblica e ci si mette alla testa. Facile.
La seconda, e-partecipation, potenzialmente è fertile terreno di idee: la politica saggia, quella che prova a tracciare una strada, quella che lavora per proporre e risolvere, qui trova spazio per sudare ed elaborare. In questo modo si crea e solo dopo, non prima, si attende il giudizio dell’opinione pubblica. La prima vivacchia, la seconda vive e fa con dignità il mestiere. Se così non è, il circuito cittadini-politica va in corto …
La realtà è ovviamente sempre complicata e sfumata, ma è tra questi confini che si agita.
L’opinione, oggi, sembra avere più possibilità di vincere sulla forza. Ma - secondo noi - è una illusione, i fatti lo dimostrano.
Non serve andare lontano: pensiamo alla definizione di Stato moderno quale unico soggetto legittimato all’uso tendenziale della forza.
Letta oggi, sembra essere una definizione arcaica, primitiva, di un mondo remoto che pensava alla spada come unica opzione.
Invece la forza è attualissima perché resta una opzione, talvolta neppure l’ultima.
Per questo quel passaggio tratto da “Pensieri” di Blaise Pascal è quanto mai attuale.
Forse (sottolineiamo forse), oggi più di ieri, la forza trova nell’opinione pubblica un nemico. Ma è certo che, finché ci sarà l’opzione della forza, questo nemico non sarà mai mortale. La Regina - l’opinione - può cadere. Ma il titolare della forza è un Re che nessuno potrà mai mettere in scacco.
Grazie.
I giovani debbono sapere.
Nel tempo in cui essi si sentono in balia della follia politica dei “grandi”, i giovani italiani debbono comprendere che -nel loro futuro- alcuni pensano anche al loro destino “democratico”.
“Non esiste nemmeno da parte del Parlamento ( italiano) la possibilità di agire senza rispettare la Costituzione .
Questo vale anche per la magistratura , il governo e persino per il presidente della Repubblica.”
“Una democrazia si basa sull’equilibrio dei poteri fondamentali : esecutivo, giudiziario e legislativo.
Se si dà corso a modifiche di questo equilibrio si altera l’assetto equilibrato della democrazia che è anche pilastro della libertà.”
“I tre poteri devono essere in equilibrio.
Il Parlamento,ad esempio, non può fare leggi in ragione della maggioranza di quel momento.
Per questo c’è la Corte Costituzionale.
Non esiste la possibilità di agire senza rispettare la divisione dei poteri.
Non esiste nessuna carica che possa fare tutto senza rispondere del suo operato ad altri.
Per questo esistono pesi e contrappesi.”
(Il presidente della Camera,Gianfranco Fini, Bari 10 magio 2011).
piazza.cavour,
mi sembra doveroso aggiungere a questa lunga analisi, che oramai è arrivata a una ipotetica o presunta chiusura del cerchio, uno stupore e una meraviglia per un pensiero così straordinariamente bello, quello di Blaise Pascal…. si intende, che pennella il concetto di democrazia ( popolo+potere) in maniera così perfetta, per un uomo vissuto a metà del 600 e che quindi non poteva conoscere la democrazia come noi la viviamo.
Nei vari post ( questo è un limite essendo i concetti concatenati ) ci siamo confrontati e abbiamo teorizzato sull’ importanza dell’ opinione pubblica nel contesto moderno con l’ avvento di un nuovo media.
Per completare la discussione rimane la parte pratica o più precisamente: quella locale; sicuramente la più intrigante.
Sarà sicuramente ripresa a distanza di qualche mese, quando i giochi saranno chiari, per il momento un ringraziamento per il confronto sicuramente stimolante.
Fiori, che il potere sia fondato sull’immaginazione è in parte vero..che sia dolce e volontario non è detto. Che quello della forza duri per sempre è discutibile.
Non dimentichi che Pascal considerava gli uomini soggetti pieni di errori e fragili e infelici, così come poco felice doveva essere lui stesso. Non aveva certo una grande considerazione dell’uomo in generale, lo vedeva miserabile nella sua condizione umana, pieno di difetti …
Non bisogna dimenticare che nel ‘600 la vita era diversa, caratterizzata da grosse differenze sociali e densa di superstizioni e timori…Era lui stesso molto preso dall’idea della morte e dal fatto di ritrovarsi un giorno davanti ad un Dio in collera…Stiamo parlando di Pascal, di un religioso pieno di dubbi, non di un banchiere o di un soldato vissuto in mezzo alla gente, ma di un uomo isolato con i suoi pensieri che, pur dando importanza alla ragione, vedeva pero’ la forza predominare grazie all’immaginazione…e vedeva la maggioranza avere, in quanto tale, una forza decisiva indipendentemente dai contenuti…E’ stato certo un uomo di pensiero moderno, ma molto preso dal timore del peccato…molto intuitivo, ma molto complesso e spesso in contraddizione, e forse troppo introspettivo, troppo pessimista nei confronti del genere umano…
Non è detto che tutte le sue citazioni debbano essere condivise, anche se alcune sono diventate famose e altre sono ancora molto attuali…
Fiori, ho l’impressione che stiamo dando a certe sue frasi un significato che non hanno …il concetto di democrazia di Pascal che Lei considera con ammirazione non puo’ prescindere da un concetto di apprezzamento del genere umano…ma Pascal non apprezza gli uomini…li vede codardi, presuntuosi, infelici, vuoti…e vede i potenti altrettanto vuoti e infelici !!!! vede le brutture della vita piu’ che i lati positivi..vede solo Dio…e questa affermazione che “tutti gli uomini si odiano naturalmente l’un l’altro” che significato puo’ avere ? quale equilibrio mentale sottintende ? Pascal si fissa molto sul male, rifiuta l’idea di apprezzare gli uomini e “le creature passeggere” e immagina nell’uomo una continua guerra intestina che forse gli appartiene personalmente, come quando affermava qualcosa che suona piu’ o meno così ..”L’uomo sa di essere miserabile, e lo è miserabile; ma proprio perché lo sa è grande”…
mah !…Lei Fiori si sente miserabile ?
Sono d’accordo nel mettere l’indirizzo IP. Anch’io vorrei che la gente mettesse il nome vero invece di pseudomini. Immagino che i motivi siano vari: non avere il coraggio delle proprie idee, paura di ripercussioni?( siamo un”paese”), amici di qualche politico che scrivono ad”arte”? Politici che non vogliono mettere la faccia? Di sicuro questo rispecchia la politica di oggi e i cittadini di oggi. Da rapallino mi dispiace. Possiamo avere idee differenti ma metteci la faccia!!!! Io lo faccio, non ho nulla da nascondere…io…..
Buon pomeriggio
Alcune precisazioni sull’attuale democrazia.
Nell’attuale tempo della “Democrazia del Pubblico” sono determinanti le possibilità di effettuare la pubblicità elettorale tramite i media televisivi e della carta stampata( giornali e riviste).
I cittadini che debbono votare costituiscono -oggi- “il popolo della democrazia che può usufruire dei media”.
La democrazia rappresentativa ha conosciuto l’epoca ( ormai passata) dei “Notabili” e poi quella dei “Partiti” : questa ancora presente assieme alla attuale democrazia del pubblico.
Ma come si conquista il pubblico che andrà a votare per i vari Partiti?
E’ implicito -in chi conosce lo sviluppo della attuale democrazia del pubblico - che non sono più le ideologie ottocentesche conosciute e neppure le gerarchie partitiche dei partiti di appartenenza che fanno vincere le elezioni politiche.
Occorre avere a disposizione ( e meglio se in proprietà esclusiva) i media televisivi ed internet oltre le notizie da divulgare ( sempre meglio utilizzando media di proprietà esclusiva) a mezzo della carta stampata.
E’ quindi inutile negare la constatazione che il leader politico più penetrante (nelle case degli italiani) e quindi più carismatico ( nella convinzione del pubblico opportunamente educato) è colui che dispone di più media possibili.
Il leader suddetto -usufruendo di queste modalità pubblicitarie- può fare dibattiti e comizi sicuro che le sue parole ( anche le più strampalate)saranno debitamente assimilate e fatte proprie dal “pubblico” a cui si è fornito ( in modalità esclusiva) il mezzo mediatico per ascoltarle.
Ma se si è in “democrazia” occorrerebbe che i partiti politici ( ormai divenuti leggeri perché tutti sanno che hanno perso per strada le loro pesanti “macchine pubblicitarie” elettorali ed inutilmente costose) di
maggioranza o di opposizione disponessero di eguale capacità di influenzare il voto elettorale ( tramite i media resi disponibili) rispetto alla massa del pubblico.
Ma dato che così -attualmente- non è , allora è sufficiente affermare che “non siamo in una democrazia”,
ma in un “regime”che manipola il voto del pubblico , in quanto il regime stesso si è costituito il predominio ( di fatto) della possibile ” influenza elettorale” dei media ,determinante per la vittoria nelle elezioni politiche nazionali.
Sig.ra Valsecchi,
mi pare che, come le capita spesso, sia andata un pò oltre a quello che era il contenuto centrale dell’ argomento.
La discussione è o era inerente a:- l’ opinione è ancora e a maggior ragione ” la regina del mondo ” in una democrazia compiuta?-
Nel momento che definisco l’ opinione come “la regina del mondo” e di conseguenza il potere come “il tiranno”, ritengo che sia doverosamente necessario segnalare la fonte.
Ecco che entra in gioco, Blaise Pascal. Il suo pensiero, riportato per esteso, è solo un modo per condividerlo con altri, se eventualmente interessati.
Il fatto che leggendolo, personalmente, lo possa trovare bellissimo è una mia esclusiva sensibilità, di cui non devo rendere conto a nessuno.
Che poi Pascal, sia in compagnia di molti altri nelle mie preferenze nella storia della saggezza dell’ occidente, riguarda dei miei banali interessi.
Le sue osservazioni su Pascal, pur non essendo attinenti al tema, devo convenire sono in parte assolutamente corrette:
- l’ apologia del cristianesimo.
- l’ opposizione miseria-grandezza
- il raggiungimento della felicità e l’ impossibilità di esserlo.
Non così l’ interpretazione del pensiero. Per un suo esclusivo piacere, provi a rileggerlo con calma e tranquillità, vedrà che potrà trovarlo condivisibile.
Sulla sua domanda finale, preferisco non rispondere, mi sembra più rispettoso nei suoi confronti e nei miei……..in questo caso, aspettarsi una risposta è come volersi mettere le scarpe di un altro.
Le scarpe ciascuno se le deve cercare su misura.
Ho già spiegato cosa intendono i cultori di scienza della politica per “Democrazia del Pubblico”.
Purtroppo dobbiamo constatare che viviamo in un regime che si è costituito come predominante nell’influenzare elettoralmente il voto del “pubblico”.
Un’altra tappa fondamentale è quella di cercare di capire come il regime -attualmente al potere- riesca a manipolare il consenso elettorale del “pubblico”.
Per manipolare la percezione della realtà ( ossia la manipolazione delle menti) esiste una tecnica sofisticata che ha preso il nome di “Programmazione Neurolinguistica ossia in breve : Pnl”.
Il regime- in auge in italia-si basa su una conoscenza approfondita della mente umana : è partito dalla “psicologia + marketing pubblicitario ed è approdato alla PNL.
La programmazione della realtà si basa sull’immissione di informazioni nei tre canali precettivi principali : il visivo( occhi) , l’uditivo ( orecchie), il cinestetico ( pelle-emozioni).
La potenza delle parole è fondamentale per indurre una “allucinazione “percettiva.
Infatti il capo dell’attuale regime ha scelto la parola “Libertà” per indicare il suo partito.
E poi la parola “Popolo”.
Nel sistema della PNL alcune parole favoriscono un processo di “generalizzazione” elevato.
e parole “libertà” e “popolo” creano uno spettro di identificazione su un numero esteso di di persone , cioè del “pubblico”.
Altri esempi di PNL:
1) Un cerottone sul viso. Questo è un metamessaggio non verbale che significa ( nel linguaggio della PNL) :
” …vedete cosa mi hanno fatto? La cultura dell’odio mi ha ferito vistosamente…”
2) Il disegnino con due bilance( la giustizia vista dal regime) è un messaggio visivo-auditivo.
Il regime ha voluto “illustrare” le parole del capo che riguardano la riforma della giustizia e l’intento del capo ( che non ha riferimento con la realtà) è che il suo operato di riforma della giustizia ( di prossima applicazione) porterà in equilibrio i poteri della magistratura.
3) Il terzo esempio è quello del discorso di una donna che in televisione è andata per parlare bene della ricostruzione dell’Aquila operata dal regime.
Il copione era stato scritto in precedenza( messaggio visivo-uditivo-cinestetico con l’obiettivo di far percepire una realtà-non vera- a milioni di telespettatori- tecnica della PNL) e la signora ha percepito-poi- un compenso per la sua buona esibizione televisiva.
Insomma le attuali opposizioni a questa maggioranza in Parlamento sono sotto-dimensionate intellettualmente rispetto alla realtà oggettiva del progresso sui metodi da utilizzarsi per potersi contrapporre efficacemente alla propaganda (subdola) del regime.
Speriamo che si sveglino presto!
Ho già spiegato -più sopra- che attualmente la “democrazia del pubblico”- che dovrebbe essere vigente in Italia -viene puntualmente violata e quindi negata tramite la marcata supremazia nei media televisivi da parte del regime.
Ecco un esempio: “colpo di mano di Berlusconi sulla campagna elettorale.Le tv in ostaggio nel duello sulle città”.(Pietro Visconti-di Repubblica .it del 21-05-2011).
Giuseppe D’Avanzo su Repubblica .it del 21-05-2011 nel suo articolo “un abuso da fermare” ci dice:
“…Tecnicamente ,è un imbroglione perché “ricorre al raggiro in modo abituale”.Lo fa anche ora.Ha già gli arnesi mediatici a sua disposizione.
Li adopera come meglio crede rifiutando ogni controllo , non riconoscendo alcun limite e norma.
Dopo giorni di silenzio assordante , il premier s’impadronisce degli schermi televisivi in un illegittimo , abusivo appello alla Nazione frammentando nelle interviste(sic!) al TG1,TG2, TG4,TG5,Studio Aperto ed al Gr, con un straniante effetto orwelliano : dovunque fossi sintonizzato ,ti raggiungevano la sua voce e le sue parole.
Si scrive “interviste” , ma l’espressione è alquanto impegnativa per l’umiliante -e servile-spettacolo che tocca osservare.
Il Cavaliere quando mette la testa fuori dal Palazzo vuole un ambiente protetto. Riparato e sicuro come il salotto di casa.
Così è stato , come d’abitudine anche ieri sera. Mai che l’uomo si avventuri in mare aperto in un confronto pubblico con un competitore politico.
Si tiene al coperto e getta sulla bilancia non i suoi argomenti ( ne ha uno da 17 anni : i comunisti), ma il nudo potere dei media , personali e pubblici.
La prepotenza di Berlusconi dovrebbe trovare un contrappeso nelle autorità che custodiscono , per missione o per legge, il principio di uguale chance.”
“…Irrompere così nei notiziari televisivi consegna a Berlusconi un vantaggio manifesto.
anzi, un doppio vantaggio: nascondere la sconfitta del 15 maggio; definire l’agenda dei temi che terranno banco negli ultimi sete giorni che separano le città dal secondo voto.
I tempi , in queste faccende , sono essenziali, decisivi.Il premier ed il suo staff, con la loro mossa illegale, hanno tenuto in considerazione quel che gli inglesi chiamano “gettare i corpi in mare”.
Se devi buttar giù un boccone amaro o mostrare una statistica che boccia le tue politiche , non farlo mai di lunedì….Il venerdì sera è il giorno più adatto, consigliato dagli inglesi: tutti pensano al fine settimana e sono distratti.”
Comunque ,“Un altro limite è stato superato , forse irrimediabilmente.Un prepotente , abusando in modo autoritario del suo potere e del conflitto d’interessi ( mediatici) che lo protegge, ha rovesciato il tavolo.
Si è assiso dinanzi alle telecamere ( compiacenti)di tutti i notiziari e, infischiandosene di ogni regola , si è lanciato in messaggi promozionali per i candidati della destra.
Che cosa resta più del corretto gioco elettorale dopo questo oltraggio?
Ci sono da qualche parte nelle istituzioni le energie e la volontà per mettere fine a questa oscenità per la democrazia?
In tutte le battaglie che ha combattuto-politiche, economiche ,finanziarie fino ai conflitti matrimoniali-Berlusconi ha truccato le carte , ingannato gli antagonisti, corrotto gli arbitri, violato le regole del gioco.”
E questo,italiani, è il nostro “Primus inter pares”!.
Continua pure a lavorare in silenzio……….