Smottamenti
di PiazzaCavour.it - lunedì 30 maggio 2011In fondo che volete che sia, è uno smottamento, uno dei tanti che le pagine di cronaca ci riportano. Uno più, uno meno, in questo nostro calcestruzzato paese non fa neppure notizia. Uno dei tanti derubricabili segnali di inascoltata ribellione che la terra ci restituisce quando andiamo oltre il limite. Perché non importa cosa ci si costruisce sopra (e sotto): è che proprio la terra, buona per natura, non ce la fa.
Ah, Rapallo irrisolta! Ancora una volta, amata Rea Palus, non riesci a trovare le misure di te stessa e continui, incurante delle lezioni del tuo tragico recente passato, a provare a sottrarti alle regole che sostengono il mondo e la ragione. Le uniche che avrebbero dovuto portare a scelte diverse e migliori. Scelte che furono per un solo attimo e che ritrovammo, l’istante dopo, sperdute nelle nebbie dell’illusione. Tanto poi, come sempre, tutto passa.











Se il vecchio e il bambino di Guccini si fossero trovati a passeggiare per via Mameli il nonno avrebbe parlato di campi coltivati, frequentemente allagati e continuando a camminare verso Sant’Anna gli avrebbe raccontato di paludi, di nebbie e comunque il bambino avrebbe chiesto un’altra storia. Questo e’ ciò che mi hanno raccontato quando arrivai a Rapallo 25 anni ad abitare in Via Sciesa. Alla mattina quando partivo con il buio per andare a Genova a lavorare non riuscivo mai a comprendere se fosse piovuto o meno.. Era tutto palude mi dicevano i rapallini… Quando la mia vicina del piano di sotto si lamentava del mio sciacquone o dei miei tacchi in realtà parlava della signora che abitava sopra di me ed io mi domandavo come fosse stata costruita quella casa ( a proposito chi fu il costruttore?). Non sapevo che stavo toccando con mano i grandi problemi di Rapallo, la città che e’ diventata la mia. Una citta’ violentata dalla speculazione, dalla cortamiranza dall’interesse di poche famiglie, gruppi che hanno in questi anni perpretato il male. La grande idea di unire la creazione di box per finanziare la costruzione della Chiesa ( da cui la riperimetrazione dell’area allagabile con il rifacimento del ponte) di cui si e’ sempre vantato Capurro, l’inerzia dell’amministrazione Bagnasco nel pensare all’area per il bene pubblico e quindi fare le azioni giuste per arrivare a dare alla città un grande sogno, non possono essere disgiunte dalla pur legittima richiesta della parrocchia, su cui io comunque nutro profonde perplessità. A Campodonico Rapallo chiede una grande vigilanza e magari, prendendo spunto, sollecitare un maggior controllo sugli edifici della rapalizzazione. Insomma, nessuno di chi ha gestito il comune può sentirsi esente da responsabilità. Un’ultima domanda: come mai nessuno ha pensato a conservare la ciminiera, chiaro esempio di quello che e’ definito archeologia industriale?
In merito allo smottamento, occorre riflettere bene e fare qualche valutazione generale sullo stato in cui versa la politica dell’ approssimazione e superficialità.
Sono molteplici le incongruenze: ponte mobile, strettoia San Michele, terza corsia, rotonda, depuratore, ora si aggiunge la palazzina lesionata.
Il dubbio sulla necessità di una nuova chiesa era stato avvertito anche in ambienti vicini alla galassia cattolica, a cui si è aggiunta l’ idea della solita cementificazione, vedi box.
L’ errore, è stata la cecità di chi a suo tempo avrebbe dovuto con lungimiranza destinare l’ area a spazio pubblico e in particolare a parco, di cui si sente un’ assoluta necessità.
E’ un dato scontato che il potere subordini qualsiasi aspetto: uomini, cose e materia.
Non è necessariamente negativo/cattivo, potrebbe essere anche positivo/buono: potere illuminato; nella storia qualche esempio è a testimoniarlo.
Il significato, la derivazione della parola potere è ” essere capace- posse- potis esse”.
Mettendo insieme le due cose, verrebbe da pensare che l’ utilizzo del potere da parte di attori politici di questa città sia non inesistente, si andrebbe contro la ragione, ma male indirizzato.
Indirizzato esclusivamente a favorire la speculazione, il privato potente (che usa molto bene il proprio potere), la rendita, l’ interesse dei pochi sopra i molti.
Un potere politico illuminato avrebbe potuto benissimo far valere le proprie declinazioni: controllo, persuasione, ambizione, leadership, autorità, decisione, carisma…. indirizzando l’ uso dell’ area verso un progetto più rispondente al concetto di servizio verso la collettività; un servizio che non guarda alla produttività, ma alla qualità, al miglioramento della vita e tende ad un sogno, all’ aspirazione della purezza della perfezione.
Naturalmente è doveroso un pensiero di solidarietà a chi è costretto a subire fastidiosi disagi per cause ascrivibili a chi dovrebbe controllare.
Mi sentirei di dire che “cementificare” ( o “calcestruzzare”, dall’originale neologismo che leggo nell’editoriale ) non necessariamente debba dire: cementificare.
Detto così, suona veramente in modo dispregiativo e senza anima.
Cementificare può significare costruire ma anche fare architettura … che è cosa diversa … se fatta ai giusti livelli al fine di appagare un bisogno, una funzione, il desiderio di star bene in un luogo. Non penso sia giusto generalizzare, perchè allora tutto ciò che ci circonda costituisce una alterazione della superficie terrestre e quindi della terra e pertanto è innaturale … per estremizzare, anche i castelli di sabbia fatti d’estate al mare o il barbecue ( chi ce l’ha ) nel giardino della propria villa ( chi ce l’ha ) . Dipende da come ci si pone e da come viene interpretato il Genius Loci, ossia lo spirito del luogo.
Nella fattispecie saremo ( chissà però quando, visti gli eventi ) spettatori/utilizzatori di un luogo di culto. Se i suoi spazi riusciranno ad aprirsi a tutti, senza necessariamente un atto di fede, vedo con piacere la creazione di una nuova Chiesa.
Alcuni uomini hanno trovato il modo di finanziare questa opera senza costi per la Curia. Bisogna certamente farsene vanto, perchè è stato mutuato il meccanismo attraverso il quale viene coinvolto un privato per la realizzazione di un’opera pubblica. Alla collettività la proprietà e l’uso del bene pubblico, al privato la gestione del bene o lo sfruttamento, come in questo caso, del diritto di superficie o sottosuolo. E’ l’unico modo, ad oggi, che le città, tra cui Rapallo, hanno per ambire ad un Parco, ad un Palazzetto dello Sport, ad un Centro Congressi …
a meno che ci sia qualche lascito da parte di un privato, ma allora li bisogna essere capaci di gestire un simile dono ! Se si decide per una Rapallo aperta alle macchine ed al turismo, la nostra città avrà bisogno ancora di questi grandi “buchi” in cui far sparire le macchine in parcheggi a rotazione. Sfido qualsiasi politico a dissociarsi da questa previsione perchè è contenuta in tutti i manifesti elettorali delle ultime amministrative.
Ciò che importa è come si fanno, con attenzione: alle norme, al confronto tra le competenze, al diaologo tra gli uomini
Certo, non sempre vuol dire cementificare. Ma siamo nella Città della rapallizzazione. Se sono auspicabili opere pubbliche con il concetto dei parcheggi interrati, non si sentiva il bisogno di farlo, e male, per una chiesa, con rispetto parlando.
Vorrei prima di tutto far notare che non sono lo stesso Marino che ha scritto sopra (chiedo quindi a lui di distinguersi da me con un’altra sigla grazie).Quindi vorrei far notare alla signora Cerchi che il suo commento non è preciso infatti è stato Bagnasco a far si che il terreno ex Salem andasse alla chiesa e no al comune con la possibilità di usarlo in altra maniera per il bene dei cittadini, quindi Capurro hà trovato tutto deciso. Lui ha si deciso che si costruissero i box ma con la possibilità che ne usufruiscano a giro i residenti e solo alcuni fossero messi in vendita. Invece con questa amministrazione è proseguita la speculazione edilizia. Saluti Marino (l’originale)
Mi distinguo già, ho sempre scritto Marino con la M maiuscola e non vedo motivo per cambiare, se si vuole distinguere ulteriormente faccia pure, io rimango così, grazie.
Probabilmente, anzi sicuramente, molti cittadini di Rapallo sono in buonafede, ma troppo presi dalle questioni quotidiane non hanno né il tempo, né la possibilità di informarsi compiutamente sulle cose cittadine.
Ebbene, debbo annoiare, ancora una volta, i cittadini esponendo cosa è realmente avvenuto per la Chiesa di S.Anna nell’area ex-Salem. Dopo svariati anni, anzi decenni, durante i quali le varie amministrazioni succedutesi ( Cordano, Amoretti, Bagnasco) non hanno avuto la capacità di localizzare la Chiesa nell’esatto posto che avrebbe potuto essere o in ampliamento nella chiesetta di S.Anna, sottraendo una parte di terreno al golf nelle vicinanze di Piazza Assiria, oppure localizzata nella buca 1, nei pressi dell’ex casa Siggi, Roberto Bagnasco non ha trovato nulla di meglio di togliere il vincolo a servizi all’area ex Salem, dopo che era stata venduta dagli storici proprietari a imprenditori locali, favorendo in tal modo l’incremento di prezzo che ha reso difficile l’acquisizione di tale area da parte del comune, mentre ne ha reso possibile l’acquisizione da parte della Curia. L’ERRORE E’ STATO TRIPLO: 1) non aver localizzato la Chiesa a S.Anna ( tanto è vero che la Curia ha dovuto cambiare i confini delle Parrocchie) 2) l’aver tolto il vincolo a servizi al terreno 3) non aver comprato il terreno come comune per destinarlo a parco o a zona sportiva.
Nel luglio 2004, appena eletto, avendo scoperto che la frittata era stata fatta, cioè avendo la Curia già acquistato il terreno ( svincolato) e preparato il progetto, ho cercato di minimizzare i danni proponendo al Vescovo la possibilità di realizzare dei parcheggi interrati che avrebbero tolto dalle strade 150 auto e che avrebbero portato degli oneri e dell’ICI a favore del comune ( i box non sono pertinenziali e questo fatto fu oggetto di critica pesante da parte di Maini, Cianci e loro amici), ma soprattutto avrebbero spinto la Regione e la Provincia a accelerare il dragaggio del Boate, opera che la città aspettava da decenni e che è stata fatta a spese della Provincia e della Regione nel 2006!!!!!!!!
Il progrtto della Chiesa è rimasto fermo per due anni a causa del fatto che il sig. Campodonico e il sig. Mustorgi e il sig. Fracchia si sono inventati il ponte intelligente , con aggravio di costi e di tempi: S.E. il Vescovo era ben felice di fare i box che gli avrebbero finanziato parte delle opere della Chiesa. RIPETO I BOX NON SONO STATI E NON POTREBBERO ESSERE STATI UNA IMPOSIZIONE, MA SONO STATI CONSIGLIATI DA ME E SONO STATI BEN ACCETTATI DA MONS. TANASINI.
Quindi chi dice che i box non sono stati una scelta volontaria, sbaglia di grosso: i box sono stati scelti da Mons. Tanasini e dal consiglio economico della Parrocchia di S.Anna!!!! Per quanto concerne i rischi di crollo del maggio 2011, c’è invece una omissione di controlli da parte della giunta Campodonico che avrebbe dovuto, ripeto avrebbe dovuto, immediatamente al sorgere delle crepe in via Mameli fare una verifica tecnica del cantiere per capire le cause delle crepe: io avevo segnalato in aprile che stavano facendo dei pali inclinati che andavano al di fuori della proprietà della Chiesa ( ho allegato anche le foto).
Visto che Campodonico passa, almeno, 4 volte al giorno in tale via, non si capisce come abbia fatto a non accorgersi delle crepe nell’asfalto ( prima di coprirle bisogna individuarne le cause), lo stesso vale per l’assessore Mustorgi , per l’efficiente assessore alla viabilità Puggioni, per l’ex addetto agli asfalti Bagnasco e per il creatore di sindaci Tosi.
Certamente tornerà tutto alla normalità: NASCONDERSI LA TESTA SOTTO LA SABBIA.
Accludo il mio numero di telefono per chi gradisse esaminare i documenti al riguardo 010 548 47 09 regione liguria.
a.e. capurro
Vedo che la mia creatura politica(sbagliata per la verità) prende a frequentare il sito continuando a nominare il mio nome. Forse quando racconta le favole ai nipoti può inventare che sarebbe diventato sindaco per le sue capacità e il grande consenso che riscuoteva, ciò non toglie che sempre di favole trattasi. E poi usa anche le maiuscole!!!!
Tosi le quando crea qualcosa per Rapallo città (chiusura passeggiata, cassonetti interrati, tunnel Rapallo Santa, prolungamento passeggiata, piscina, asflati, aree verdi, parcheggi, ecc….) son 18 anni che fa solo chiacchiere.
Tosi ha promesso di non inserirsi piu’ in questo forum…non tentarlo…ha promesso…
hum…….A.E. fà rispondere gli scudieri
Avete la faccia come le lastre. ………………………………………………..
Cara Adriana è A.E. che deve dimenticarsi il mio nome diversamente…………….
Mi associo a Massimo, se almeno fossero lastre da utilizzare per coprire i tetti dei tre alberghetti di Via Gramsci, ma mi sembra che provengano da miniere, non di prima scelta, della Fontanabuona ……
Architetto Zero,
calcestruzzare lo abbiamo scritto pensando al nostro paese e alla nostra città, anima in mano e lacrime agli occhi.
L’Italia purtroppo è zeppa di calcestruzzo senza cuore. E’ il calcestruzzo una delle industrie trainanti del paese, dopo che, sciaguratamente, abbiamo buttato a mare altri settori dell’industria nazionale, come racconta la storia industriale del nostro paese e come ha ben descritto, di recente, il miglior giornalista italiano in circolazione, Milena Gabanelli (si prenda un paio d’ore di tempo - certamente non perso - e guardi qui http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-ac742dde-4902-4f31-a5dd-128dc31828bf.html).
Noi non ci schieriamo pro o contro il cemento. Ci schieriamo contro l’uso sfacciato e volgare che se n’è fatto e che se ne fa. Qui a Rapallo - spero sia d’accordo con noi - ne abbiamo uno dei peggiori esempi. Uso che contagia destra e sinistra, per dirla tutta - lei conoscerà benissimo la vicenda dell’area ex Ferrotubi a Sestri Levante solo per citare uno degli esempi sinistrosrsi a noi più prossimi - e per coinvolgere in questo scambio anche Fiori e Cerchi che ringraziamo per i loro interventi.
Fare architettura? Va benissimo! Purché si rispetti il territorio e le persone, la prima propedeutica alla seconda. Magari avessimo avuto architetti e urbanisti (e politici!) attenti e competenti! Magari avessimo capito che la costruzione di uno stabile non si ferma al disegno di un cubo, ma va oltre perché investe lo Spazio, la Storia, la Vita degli Uomini che quel luogo vivono. Magari! Magari avessimo avuto il dialogo, ma soprattutto l’ascolto! E magari la “bellezza” fosse stata musa ispiratrice di visioni degne di tale nome, in grado di coniugare estetica e funzionalità, profitto e benessere sconfiggendo le logiche speculativo-quantitative che troppo spesso hanno, solo loro, prevalso! Quella ricchezza immateriale - la bellezza, il gusto - avrebbero reso nel tempo molto di più di quanto, alla fine dei conti, ha prodotto certa squallida edilizia. Reso per la collettività ovviamente, non per la gola di pochi.
Noi non apparteniamo al partito dell’immobilismo, del nulla fare. Ma non possiamo non notare che in città come la nostra la superficie sia quasi totalmente lastricata, la terra non sia più in grado di abbronzarsi ai raggi del sole: la vita di noi adulti sempre meno impasta le sue mani in questo elemento, figuriamoci quella dei nostri figli che raramente ne assaporano il gusto, quasi mai tornano a casa conci di fango come noi - ultima generazione per la quale giocare a pallone sotto casa non era un problema - potemmo fare quando eravamo bambini.
E’ questo il piano su cui ragioniamo quando pensiamo ad un’opera: che serva; che serva agli uomini (e non solo alle logiche di profitto); che rispetti gli spazi degli uomini, le sensibilità degli uomini e quindi, in ultima istanza, che rispetti gli uomini stessi. Solo così un’opera verrà accettata e non sarà frutto di divisioni che non nascono certo da guerre di religione - che sarebbe sbagliato e artificioso tirare fuori, semplicemente perché non si tratta di questo.
E’ questo, secondo noi, il punto che crediamo debba essere di partenza. Il resto potrebbe essere fatto bene (con merito di chi lo fa): ma se il punto di partenza giace su un piano incongruo il percorso risulta comunque viziato.
Se noi avessimo facoltà di decidere, l’edilizia avrebbe un futuro nel Rinascimento delle Città: tendenzialmente non per consumare ulteriore territorio, ma per migliorare l’edificato che c’è già. C’è uno spazio infinito di attività. Se ci fossero state politiche serie, probabilmente avremmo già da tempo migliori costruzioni, più sicuri, più efficienti … più umane.
Ci vuole denaro certo. Ma prima di tutto ci vuole la Politica …
Grazie.
P.S. Architetto Zero ancora una cosa. Lei dice: “…Se si decide per una Rapallo aperta alle macchine ed al turismo…”. E’ un accostamento che, detto così, è tristissimo, suona come una campana (di piombo) che rintocca a morto. Siamo sicuri che turismo faccia rima, per forza, con traffico?
Bravo Zero. COndivido al 100%
Brava redazione invece, sei la coscienza di chi vorrebbe veramente e senza secondi fini, riuscire a cambiare questo agglomerato di case che si chiama Rapallo, per renderlo vivibile ai suoi cittadini, di ogni età, censo, religione, estrazione politica, come stupendamente recita la nostra Costituzione, redatta da tutte, e ripetiamo tutte le forze politiche che ci consegnarono quella democrazia, che tutti menzionano ma pochi la attuano…
Gentile redazione di Piazza Cavour,
mi sorprende il senso di queste vostre parole: “…Siamo sicuri che turismo faccia rima…con traffico?”
Ma avete mai visto una cittadina turistica europea senza traffico delle auto?
Purtroppo alcune cittadine turistiche europee( fortunatamente non molte -ma Rapallo docet!) risultano super ingorgate dal caos del traffico delle auto dei turisti e dei cittadini.
Escludiamo , per un attimo , le stazioni turistiche invernali sulle Alpi Italiane, francesi,svizzere o austriache ( che a causa della neve invernale possono anche predisporre il blocco della circolazione delle auto),
ma in tutte le altre città turistiche italiane ed europee in genere -i vari assessori alla viabilità spendono denaro pubblico e fatica privata per migliorare ed agevolare sempre di più il percorso cittadino delle auto e quello extraurbano (come le varie circonvallazioni autostradali).
Solo a Rapallo si ritiene che sia più importante organizzare concerti bandistici o spettacoli folcloristici
piuttosto che mettere ordine nel caotico traffico della auto dal centro cittadino al casello dell’autostrada.
Certamente nelle cittadine del nord-Africa il traffico delle auto nelle loro cittadine turistiche è certamente inferiore a quello esistente in Europa;
ma credete proprio che dipenda da un più accorto sfruttamento del turismo relativo esistente?
Per trasferirsi in viaggio turistico dall’Europa all’Africa o verso gli stati dell’America del Sud o del Nord,od in altri stati turistici mondiali un normale cittadino europeo usa il mezzo dell’aereo, perché ritiene che ove nasca la necessità dell’uso di una auto -per i trasferimenti turistici locali- è sempre possibile (fortunatamente) usufruire del servizio in loco di auto a noleggio.
Ma il turista europeo per trasferirsi per turismo da un paese europeo all’altro,usa (normalmente , salvo i casi di estrema urgenza) la sua auto.
E per quale motivo gli urbanisti italiani che si occupano della viabilità cittadina (ed anche della viabilità veicolare nelle strade delle cittadine a vocazione turistica) non dovrebbero preoccuparsi di rendere il traffico delle auto -ragionevolmente scorrevole- per tutti i possessori di auto e siano essi residenti o turisti?
Forse che un traffico non caotico delle auto interno ad una cittadina turistica è “dannoso” allo sviluppo
turistico cittadino?
A me sembra di poter rispondere che se il turista può visitare -con modalità dettata da tempi di transito compatibili con la sua esperienza precedente ed usufruendo del suo mezzo personale di locomozione abituale- i luoghi prescelti per la sua villeggiatura turistica gli rimarranno
come un buon ricordo ed una esperienza da ripetere nel corso del tempo della sua vita.
Mentre quando trova -nei luoghi turistici della sua ”prima” visita- un totale caos veicolare (dovuto alla mancanza di qualsiasi genere di studio della viabilità delle auto) solo un senso di frustrazione e la ricerca di abbandono veloce della cittadina visitata ,conduce inevitabilmente il turista a rifugiarsi ( nella prossima esperienza di villeggiatura) in luoghi più accoglienti e produttivi di maggiori soddisfazioni di viaggio con la propria auto.
O forse mi sbaglio?
Gent. Redazione, una domanda.
Come mai ultimamente i messaggi si aggiornano cosi lentamente ? Scrive forse meno gente o e’ un problema vostro ? Assicuro che la mia domanda e’ priva di polemica ma puramente a scopo informativo.
Daniele,
slow ci aiuta a riflettere con un po’ più di calma ….
Leggendo i vari commenti mi sono chiesto se tutti quelli che scrivono vivano a Rapallo… poi mi sono chiesto se, magari, nel mondo esistesse “un’altra Rapallo” (non il partito… proprio un’altra città con lo stesso nome :happy:)… ma niente… Solo questa… Questa città devastata (per usare un eufemismo…) dal cemento, dalle costruzioni selvagge e soprattutto senza logica, dove non c’è una strada degna di questo nome… insomma un vero disastro.
Una città dove i soldi pubblici sono spesi per poter permettere la costruzione di parcheggi sotterranei ad una nuova (come se non ce ne fossero abbastanza in città) Chiesa: un assurdo. Mi ricordo che all’epoca delle gite scolastiche quando andavamo con la nostra maestra a vedere una chiesa, terminata la visita si procedeva verso le cripte dove c’erano (e ci sono) tombe di Santi o personaggi (passatemi il temine) “illustri”… Immaginate tra 50 anni quando sarà terminata questa chiesa… la maestra porterà in visita i suoi scolari, poi scenderanno nei sotterranei della chiesa e…. “WOW! Bambini guardate: una Skoda del ‘77!!!!”
Ragazzi… la nostra città è costruita sulle paludi e su terra rubata ai tantissimi fiumi e torrentelli che una volta la attraversavano… Come si può pensare che l’uomo possa vincere sulla natura??? Magari riusciremo a tenere in piedi un edificio per un tot di anni ma se il terreno non è predisposto a “sopportarlo” il terreno lo rifiuterà.
Pensate un’altra cosa… Ci sono stati forti disagi per la costruzione della nuova Chiesa di Sant’Anna e lo scavo è profondo (più o meno) una decina(??) di metri, pensate cosa può succedere se si decidesse di fare il depuratore in via Betti che lo scavo dovrà essere profondo 25???!!!!! come minimo sparisce la ferrovia…..
Vorrei fare inoltre una scommessa: io sono pronto a scommettere le orecchie del mio gatto che tra una ventina di anni ci troveremo nuovamente con il problema delle case di Corso Italia, che sono state buttate giù per ragioni di sicurezza e ricostruite alla faccia dei bisogni dei cittadini e dei problemi che sicuramente ci saranno.
Per terminare, vorrei rispondere a Webb36: non mi permetto (non conoscendoLa) di dire che Lei non abbia viaggiato molto…. posso dire allora che io sono stato molto fortunato in quanto in molte grandi città europee (per fare degli esempi: Barcellona, Amsterdam, Parigi, Monaco di Baviera ecc ecc) in cui sono stato il problema del traffico esiste in forma lieve o addirittura non esiste; io penso che dove ci siano i trasporti pubblici che funzionino a dovere (metro, autobus, taxi ecc ecc) il turista sarà più invogliato ad utilizzare detti mezzi piuttosto che un mezzo privato.
Gli anni e i decenni passano, io nativo di Rapallo, sentivo parlare del tunnel da bambino e lo lascierò in eredità alle mie figlie, in compenso continuiamo ad ospitare un campo del golf che ci impedisce per comoditò di pochi di respirare aria più pulita a molti.
Dove sia finita la ragione dei cittadini di Rapallo che continuano a votare personaggi come Maini,Tosi,Campodonico,Bagnasco,Arena tutte persone che hanno nel corso degli ultimi venti anni doimostrato sola una cosa “non vogliono risolvere i veri problemi di questa città”.
Continuare a litigare in comune e poi non fare niente ma comunque essere seduti sugli scanni comunali,questa è l’unica cosa che sanno fare.
I box-interrati,la chiesa, i parcheggi sempre più ristretti in zona campo sportivo, il traffico e l’inquinamento ambientale e acustico.
Quale turismo si può fare in questa situazione, i turisti amano località gradevoli, e Rapallo a volte lo è ma il contorno del traffico e spesso della poca pulizia la rende insopportabile-
Pensiamoci tutti insieme noi Rapallesi e quando sarà il momento mandiamoli tutti a a casa!
@Anzelo
non condivido il tuo commento, in quanto il problema caotico del traffico delle auto a Rapallo esiste…
eccome se esiste!
Ed il problema, purtroppo,non si può risolvere con qualche auto pubblica in più.
E siccome “la dittatura del proletariato” -per proibire ai liberi cittadini e turisti l’uso delle proprie auto
per muoversi in libertà nella nostra Rapallo ed andare nei paesi vicini- non è in auge nel mondo libero-
occorre trovare una soluzione “vera “e possibile.
Ghino di Tacco ha centrato perfettamente il problema e la causa scatenante del traffico caotico delle auto a Rapallo :
” …in compenso continuiamo ad ospitare un campo di golf che impedisce ,per comodità di pochi, di respirare aria più pulita a molti.”
Non saprei cosa scrivere di più azzeccato : possibile che i cittadini di Rapallo non lo abbiano ancora
compreso?
Webb, perchè continuare a rubare a Rapallo quel poco di verde che ha? Sono fortemente convinto che, come dice Lei, il problema siano le troppe macchine… Ma la soluzione non è aumentare le strade, ma diminuire l’uso dei mezzi privati… Il centro cittadino deve essere attraversato solo dai mezzi pubblici e auto speciali… Molte città italiane e straniere hanno adottato questo sistema. Naturalmente questo si può fare se i comuni del comprensorio sono d’accordo a mettere da parte il campanilismo e salvaguardare la salute e il benessere dei propri cittadini
@Anzelo,
“…perchè continuare a rubare a Rapallo quel poco verde che ha”…?
Molto divertente il suo commento.
Secondo Lei chiedere di destinare 4 od anche 5 ettari di terreno”già pubblico” a parco pubblico cittadino ad uso di turisti e cittadini di Rapallo (situazione urbanistica prevista in tutti piani territoriali e paesaggistici presenti in tutte le città del mondo libero) e detraendo questi 4 o 5 ettari di terreno “pubblico” all’uso esclusivo di alcune centinaia di persone( che ne hanno a disposizione esclusiva 60 di ettari) sia “rubare” qualcosa a qualcuno ?
Ma destinare 60 ettari di terreno destinati a verde pubblico -terreni espropriati dichiarando la necessità pubblica di questi terreni per il comune di Rapallo-e poi metterli a disposizione esclusiva di alcune centinaia di persone ultra ricche, le sembra una scelta oculata e giusta quella in merito effettuata dalla attuale e dalle passate amministrazioni comunali di Rapallo ?
@Webb36: Se non ci fosse stato il Golf, negli anni 70 avrebbero costruito palazzi anche lì…
Per il resto condivido quello che afferma
@Beppe
Siamo d’accordo.
Ma ormai siamo nel 2011.
Ieri il 95% degli italiani hanno votato per il referendum sulla gestione del
servizio di fornitura dell’acqua pubblica ed hanno decretato( come previsto dalla attuale legge europea Trattato del 1957 CEE-art.81 ed 82 e vigente anche n Italia)che tutti i contratti per le concessioni di servizi ed impianti pubblici debbono essere effettuati mediante regolare asta ad evidenza pubblica( ossia con asta pubblica tra più concorrenti per rispettare anche la norma costituzionale -art.41 Cost.- quale regolare regime concorrenziale tra imprese pubbliche e private-).
Perchè un contratto di concessione di un impianto sportivo pubblico di golf (di 60 ettari di terreno pubblico)non è stato assegnato -a Rapallo-con una regolare asta pubblica tra più concorrenti pubblici e privati come prevede la legge in vigore?
E se la legge prevede che entro il 31 dicembre 2010 tutte le concessioni pubbliche di rilevanza economica scadano obbligatoriamente al fine di permettere la indizione di una successiva gara ad evidenza pubblica tra più concorrenti -per l’assegnazione della concessione dell’impianto sportivo campo di golf di 60 ettari di Rapallo-per quale motivo gli enti pubblici di competenza non hanno provveduto ad indire-per tempo- la suddetta gara obbligatoria?
A questa gara ad evidenza pubblica può -ormai tranquillamente-concorrere, per ottenere la relativa concessione ultra decennale , anche il Comune di Rapallo.
O vi sembra una utopia anche questa?
Webb forse non mi sono spiegato bene… e forse non avevo capito il suo messaggio… Pensavo che Lei volesse destinare, come del resto molti in questo blog, parte del terreno del golf per “allungare” via torino e/o via milano… Posso solo dire accontentiamoci che ci sia ancora il golf che, anche se la penso come Lei circa l’utilizzo da parte di pochi privilegiati, ci permette comunque una riserva di ossigeno utilissima e necessaria per noi.
per Piazza Cavour,
Il commento al mio contributo è assolutamente condivisibile.
Il P.S. invece relativo a “…Se si decide per una Rapallo aperta alle macchine ed al turismo…”., è un pò forzato, perchè non necessariamente questi termini devono intendersi complementari, almeno non era nelle mie intenzioni.
Ho trascorso bellissime vacanze in isole come Le Tremiti, Stromboli, Ponza, Favignana … vette di terra che sporgono dal pelo d’acqua in cui trovare approdo.
Niente traffico, solo mare blu e la bellezza selvaggia di un territorio.
Ma il traffico nella nostra Città è un dato di fatto: come risolvere il tema ? proponiamo una Piazza nella Piazza Cavour, sempre aperta sul tema specifico a raccogliere idee … mi rendo disponibile ad una collaborazione.
Come pure la sosta è un tema dolente.
Anch’io da piccolo nelle strade genovesi andavo in bicicletta e giocavo a pallone fino a sera.
Altri tempi, altri spazi, altre atmosfere.
Ora non possiamo neanchè più, quì a Rapallo, permetterci di fermare le macchine al Poggiolino in un parcheggio d’interscambio.
Il Poggiolino non c’è più: saccheggiato da estemporanee idee per ospitare questa e quell’altra cosa.
Come fare ?
Promuoviamo una Domenica al mese la chiusura di Via della Libertà, per far apprezzare la bellezza del NO AUTO.
Anche in questo caso mi rendo disponibile.
La risposta alla politica, che possa trovare le idee migliore e le risorse per attuarle.
Cominciamo quindi a scegliere la buona politica con il semplice strumento del voto che ancora recentemente ha testimoniato la sua straordinaria forza.
Ripartiamo dalla buona politica e sicuramente il benessere dell’uomo potrà essere trovato.
Almeno questo è quello che io penso … politica non come mestiere ma, come affermato dal nostro ex Presidente Carlo Azeglio Ciampi, gestione del potere ( cioè della sfera decisionale ) per porlo al servizio dei cittadini.
Cerchiamo la buona politica e cerchiamo gli uomini capaci.
Sig. Massimo Zero, su questa rubrica l’ing.Federico Ottonello presentò un progetto proprio sulla loc. del Poggiolino, località che dal 1990 i Verdi segnalarono come sito per un silos di Interscambio. In quel periodo l’idea fu sposata dall’allora presidente della provincia, sig. Marta Vincenzi, ma, grazie ai politici rapallesi, non se ne fece nulla. Se vuole parlare con il sottoscritto, anche ora, di mobilità nel suo insieme, sono a sua disposizione ( cell. 392 4597863 ). Grazie
Premetto: pubblicherò questa mia finchè non mi saranno opposte prove concrete.
Armando Ezio Capurro afferma che ha, obtorto collo, suggerito la costruzione di boxes perchè avrebbero portato nelle casse comunali ICI e ONERI di costruzione.
Io ho una sola domanda: PRIMA DI INZIARE I LAVORI(prescrizione di legge per inziare i lavori) I COSTRUTTORI PROPRIETARI HANNO PROVVEDUTO A VERSARE GLI ONERI PREVISTI PER LA COSTRUZIONE DI 151 BOX NON ASSERVITI (tariffa di 100 euro al mq incluse aree di manovra) NELLE CASSE COMUNALI ???
……finchè non ci sarà risposta continuerò ad oltranza.
Se questa può essere una prova per soddisfare il sapere di chi scrive per il puro piacere di far trscorrere il tempo, eccola.
Mi permetto di segnalare che la Chiesa Cattolica in italia non paga l’ICI e seguendo quanto ha scritto in un comunicato stampa Capurro, si comprende che senza i boxes della Chiesa non sarebbe stata necessaria la riperimetrazione di quella zona indicata dal piano di Bacino come rossa, ovvero soggetta ad esondazioni.
Quindi non sarebbero stati necessari i lavori nel Boate, la costruzione del Ponte e la spesa di tanti soldi di tutti che potevano andare ad opere più necessarie per la città.
Dovrebbero essere gli abitanti della casa evacuata di cui si fa paladino Capurro a chiedergli conto…
Questo è il comunicato stampa di Capurro:
“chiesa s. anna a rapallo, capurro ricorda i pubblici investimenti necessari alla realizzazione delle opere
(vedi Lunedì 9 agosto 2010 menabo news)
RAPALLO- «Ringrazio il Vescovo di Chiavari monsignor Alberto Tanasini che in occasione della firma del contratto d’appalto della nuova chiesa parrocchiale di Sant’Anna ha ricordato la mia proposta di realizzare i box interrati grazie alla vendita dei quali la Curia otterrà un notevole finanziamento necessario per costruire la chiesa».
Il consigliere regionale Armando Ezio Capurro ha commentato così le parole pronunciate da monsignor Tanasini sabato mattina nel rammentare la lunga storia della parrocchia di Sant’Anna nata quarant’anni fa senza una chiesa e locali parrocchiali. La realizzazione della chiesa è stata ottenuta grazie all’accordo di programma del settembre 2005 firmato dal Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, dal Presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto e dal sindaco di Rapallo Armando Ezio Capurro. «Bisogna ringraziare Burlando e Repetto per i finanziamenti concessi – spiega Capurro – necessari a dragare il torrente Boate mentre la mia amministrazione aveva deliberato nel marzo 2005 un milione di euro indispensabili alla realizzazione del ponte di Piazza Cile. Il dragaggio del torrente e il nuovo ponte sono opere vincolanti per eliminare la zona rossa e consentire la costruzione della chiesa nell’area ex Salem». Capurro nella duplice veste di consigliere comunale di Rapallo e capogruppo in consiglio regionale del gruppo consigliare “Noi con Claudio Burlando” intende continuare a seguire l’iter dei lavori manifestando «la più ampia disponibilità a collaborare affinché la parrocchia di Sant’Anna riesca ad avere finalmente la sua chiesa»”
Per amor di verità, la realizzazione dei box è soggetta al pagamento degli oneri di urbanizzazione (e sulle pagine di questo sito un membro della commissione affari economici della Parrocchia di S.Anna ha affermato che siano stati già pagati).
I lavori al Boate per riperimetrare la zona “rossa” erano indispensabili per poter fare i box, ma non è che in assenza del progetto dei box essi non fossero necessari: finchè fosse rimasta la zona “rossa” nessuno, non solo la Curia, avrebbe potuto realizzare alcun box, nessuno avrebbe potuto realizzare nuova volumetria (nè come nuova costruzione, nè come ampliamento) e, addirittura, non sarebbe stato possibile nemmeno un semplice cambio di destinazione d’uso di volumi esistenti, quindi l’utilità non è solo per la Curia.
Quanto all’ICI, la Chiesa non la paga l’ICI sugli immobili di sua proprietà che utilizza a fini di culto (e anche ad altri fini del tipo accoglienza alberghiera ecc., ma è un altro discorso): nel caso dei box sotto la chiesa, visto che verranno venduti, l’ICI sarà pagata dai futuri proprietari oppure non sarà pagata se il box sarà pertinenza di una casa di residenza.
Sulla questione ICI, invece, c’è un’altra domanda da fare: la Curia sta pagando l’ICI sull’area fabbricabile? Perchè l’ICI è dovuta anche sulle aree fabbricabili, cioè quelle aree che ricadono in zona “C” (o similare) del Piano Regolatore (anche in assenza di specifici titoli autorizzativi) oppure quelle aree che sono diventate edificabili in forza di titolo autorizzativo, dal momento del rilascio del titolo, fino alla dichiarazione di fine lavori. Questa ICI la stanno pagando?
Il permesso di costruzione della chiesa e dei parcheggi è stato autorizzato dall’amministrazione Campodonico.
Giovanni o qualsiasi persona che sappia rispodermi: con il solo dragaggio del boate la zona rimaneva sempre “rossa” o no? In pratica se si fosse dragato il fiume cosa si poteva fare in quella zona?
Non vi e stata risposta: Sono stati pagati i relativi oneri??? (non e sufficiente una semplice affermazione di un membro di una commissione parrocchiale…). Se nessuno e in grado andrò a visionare la P.E 073/2002 inerente la costruenda chiesa.
@Anzelo. Con il solo dragaggio la zona (indicativamente tutta la piana tra via Mameli e il Boate e la zona di via Tardito e Quartiere Milano) sarebbe rimasta “rossa”. Il rifacimento del ponte più alto e senza sostegni intermedi è era indispensabile.
Probabilmente sono stati scorporati. Una parte è stata convertita nella cessione delle future opere (verde e campetto) il resto verrà rateizzato con il saldo prima della richiesta di agibiità.
Opinione personale non suffragata da fatti !
Allora, come dice Lubrano, la domanda sorge spontanea: perchè non si è costruito prima il ponte e successivamente non si è proceduto con il dragaggio del fiume? Ricordo infatti le montagne di terra che si erano accumulate durante la costruzione del ponte… con l’inevitabile spargimento nel letto del fiume dei detriti portati dalla corrente… Non c’è il rischio che il lavoro di dragaggio non sia stato, a questo punto, se non azzerato, compromesso?
@ Beppe: il Comune di Rapallo, per il rilascio del permesso di costruire chiede ilversamento anticipato di tutti gli oneri . Mica si faranno figli e figliastri? i regolamenti sono uguali per tutti. Ripeto la mia domanda: GLI ONERI SONO STATI CORRISPOSTI?? QUANDO? QUANTO?? (sapete com’è…in tempi di crisi i Comuni hanno le finanza per aggiustare i marciapiedi….mica saranno stati così scellerati da rinunciare a qualche CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO). Nell’attesa sarò ripetitivo…..
Giustamente ha ragione il geometra Raggio, le zone indicate sarebbero rimaste zona rossa. Ma sinceramente con tutti i soldi che si sono spesi era propio necessario? Và anche ricordato che la Provincia nei piani di bacino prevedeva che il ponte fosse ad una campata unica e non mobile come è stato fatto. Quindi torno a dire, che anzichè costruire una chiesa forse quei soldi potevano essere spesi per opere molto più utili alla comunità, ( di chiese ne abbiamo tante, quello che manca sono i fedeli che ci vanno), vedi sistemazione casa della gioventù che sta andando in pezzi. In questi tempi di ristrettezze per tutti, comuni compresi, sarebbe opportuno fare scelte oculate, senza sperperare denaro pubblico a casaccio, per l’interesse di pochi.
I lavori per la messa in sicurezza del Torrente Boate (dragaggio e ponte di piazza Cile) hanno ridotto il rischio esondabilità da cinquantennale a bicentennale, permettendo una serie di interventi strutturali che porteranno alla realizzazione di opere tanto attese dai cittadini (es. parcheggi sotterranei i piazza IV Novembre e sotto il Campo Macera). Merito dell’amministrazione Capurro, della Regione e della Provincia.
@ghizolfo Il Comune di Rapallo ha più volte fatto scadere fideiussioni a garanzia di oneri perdendoli, costringendo poi a lunghe cause per il recupero
Alcune puntualizzazione, affinchè la discussione sia basata su fatti concreti e notizie corrette.
@Anzelo: il dragaggio che si fece non consistì soltanto nella rimozione dei detriti dal letto del fiume, ma in una sua sistemazione, con scogliere alla base degli argini e altre opere stabili. La rimozione dei detriti immessi nel fiume nel corso dei lavori per il ponte non comporta ovviamente la realizzazione di tutti i lavori fatti col dragaggio, e interesserà principalmente la foce del fiume.
@Beppe: il campetto rimarrà privato, non diventerà di proprietà pubblica, per cui non è certamente nello scomputo oneri. Aperto al pubblico sarà solo lo spazio antistante la chiesa (le solite aiole con due panchine in croce…).
@Giorgio Gianello. Mi pare che tu faccia un po’ di confusione tra pubblico e privato. La sistemazione del Boate per cancellare la zona “rossa” è stata a carico del pubblico ed è stata cosa utile non solo per la chiesa, ma per molti privati ed è opera propedeutica a eventuali altre opere pubbliche. Se poi si pensa che buona parte del finanziamente viene da enti sovraordinati (Provincia, Regione, ecc.) l’opportunità è stata ottimamente sfruttata. Io personalmente non credo che si sia trattato complessivamente di sperpero di denaro pubblico: molto opinabile la scelta del ponte mobile (visto anche quanto si alza, c’erano, secondo me, gli spazi per un ponte fisso all’altezza richiesta), ma l’operazione nel suo insieme è positiva. Sicuramente quel denaro pubblico non si sarebbe potuto utilizzare per riqualificare la casa della gioventù che è privata (sebbene sia stata fino a pochi anni fa l’unica palestra che potesse ospitare un po’ di pubblico a Rapallo… tanto per dire come siamo ridotti..).
@Beppe. Verissimo, purtroppo è accaduto molte volte così!
Ma i lavori non dovevano essere bloccati ?!? Cosa ci fa una gru alta decine di metri sopra casa mia ???
@Paolo se avessero bloccato i lavori la casetta inclinata sarebbe finita dentro lo scavo…
@ Raggio: In merito agli oneri per la costruzione dei boxes. E’ ormai arcinoto che il Comune di Rapallo ad oggi, NON ha recepito, e non intende recepire e tantomeno adottare la normativa regionale (art. 19 legge 16/08) relativa alla garanzia fideiussoria della corresponsione di oneri. Qualche deroga potrebbe essere ammesa per quei boxes costruiti oltre le dotazioni standard in eccesso all’obbligo di asservimento a unità immobiliari. Il Comune chiede fideiussoni a garanzia di una opera, un manufatto prescritto in sede di permesso di costruire. Questa la regola generale. Diversamente il Comune di Rapallo sarebbe allineato con il precetto di cui all’art. 19 legge 16/08 cosa che, tu ben sai, così non è. Sugli oneri per quanto ne so, il percorso procedurale non lascia spazio a dubbi. Per ritirare il permesso di costruire ed inziare ilavori devi PRIMA corrispondere TUTTI gli oneri, poi ritirare il permesso di costruire , poi dare inzio alle attività di cantiere. quindi……… SONO STATI VERSATI GLI ONERI?
Ciao
rettifico: L’ufficio tecnico di Rapallo, rispetto ad altri Comuni, adotta una diversa interpretazione dell’art. 19 della legge 16/08.
I lavori per la messa in sicurezza del Boate erano e sono necessari per ridurre il rischio alluvionale della zona occidentale di Rapallo dal golf fino alla zona Lido. L’accordo siglato con la Provincia, voluto con forza dalla nostra Amministrazione (Capurro), prevedeva l’immediato dragaggio e innalzamento degli argini da parte della Provincia stessa, attraverso finanziamenti ottenuti dalla Regione Liguria, mentre il Comune avrebbe sostenuto l’onere della ricostruzione di tre ponti (Chile, Matteotti,Gramsci) per una spesa prevista ed inserita in bilancio di € 1.500.000,00. La previsione di circa € 500.000,00 a ponte era stata valutata sull’esperienza di quello appena realizzato in Via Betti. Chiaramente non si sarebbe trattato di ponti mobili, quindi di realizzazione veloce. La costruzione non in contemporanea avrebbe comportato lievi disagi al traffico.
La scelta operata dall’Amministrazione Campodonico sul ponte mobile ha comportato: 1) una spesa quasi pari a quella di tre ponti tradizionali; 2) tempi lunghi di realizzazione, quindi maggiori problemi al traffico e necessità di montaggio di un ponte provvisorio; 3) grande quantità di detriti riversati nel torrente dovuti sia alle rampe continuamente ricostruite dopo essere state portate via dalla pioggia, sia per i maggiori scavi per basamenti per sostenere il maggior peso della struttura; 4) onerose spese di manutenzione futura. Non è quindi corretto ritenere superflui i lavori di messa in sicurezza concordatri da Capurro con la Provincia, così come non è corretto ogni collegamento tra Capurro e i disagi provocati dalla costruzione dei box interrati sotto l’erigenda chiesa di S. Anna, da ascrivere unicamente alle tecniche costruttive e al mancato controllo da parte degli enti preposti allertati dalle segnalazioni di residenti e da cedimenti della sede stradale. Lo spazio pubblico, aiuole, antistante la Chiesa oltre ad un tratto di terreno lato campo Macera, avrebbero dovuti essere acquistati dal Comune (Sindaco Bagnasco e Giunta Mustorgi, Maini ecc.) con versamento alla Curia di lire un miliardo, nel 1998, cosa da me, Revisore dei Conti del Comune, ampiamente avversata. Spero di aver fornito un doveroso chiarimento a parecchi se non tutti i dubbi fin qui espressi.
@ghizolfo il Comune più volte ha rilasciato permessi di costruire in assenza del versamento di oneri garantendosi con una fidejussione, al termine del periodo di validità (sì perchè l’ hanno chiesta a tempo e non a svincolo delle opere eseguite) il costruttore ha ritirato i soldi e il Comune non ha preso gli oneri.
Te lo posso dire con certezza perchè in un caso il Comune ha poi mandato un avvio di procedimento per abuso edilizio agli acquirenti dei parcheggi (nella fattispecie ero uno di quelli) in quanto risultavano edificati senza titolo valido.
Posso citarti a memoria altri casi ma non ne ho conoscenza diretta.
in merito alla questione ONERI mi rispondo da solo: sono stati corrisposti 279.568,80 euro prima dell’inzio delle attività. Mi ringrazio per la collaborazione…..Grazie!!! Prego!
Certo che il ponte mobile è una delle cose più inutili che questi potessero fare. Se pensiamo che con i soldi costati potevano essere sostituiti tutti e tre i ponti sul Boate mettendoli cosi’ a norma. Certo con un ponte fisso non occorre manutenzione al contrario di uno mobile. Quindi come fare a giustificare una spesa di 25-30mila euro all’anno di manutenzione!!!!!!!!!
Webb36 e Zero,
intanto vi chiediamo scusa per l’imperdonabile ritardo di questa risposta, il tempo per riflettere (ancor prima di scrivere) è merce sempre più rara. Oro.
Nessuno nega che il traffico sia una componente della nostra esistenza. Conveniamo che è un problema, da risolvere, che può essere affrontato in mille modi, dai posteggi che mancano (Rapallo ha uno dei più bassi indici di posteggi per abitante della provincia), ai tanti interventi che si possono fare per risolvere le tante tipologie di traffico che ci affliggono (illusorio pensare ad un solo provvedimento monocolturale e tombale su questo tema). Uno di questi è quello della tendenziale diminuzione del traffico, un po’ come i rifiuti che dopo averli differenziati dobbiamo pensare allo step successivo, ovvero produrne il meno possibile siano essi riciclabili o irrecuperabili. Su questo - ci pare - la nostra imbottigliata cittadina può, deve fare molto, può lanciare molti segnali. Le distante qui da noi sono limitate, noi stessi, non solo i turisti possiamo pensare a ridurre l’apporto di traffico in molti modi. E’ questa la sfida che ci piacerebbe venisse affrontata, che almeno si tentasse in questa direzione. Le città dove si vive meglio, dove in vacanza si va più volentieri sono quelle dove il turista non fa a pugni con le auto. Ci mancherebbe, certo che dobbiamo fare i silos come quello proposto in campagna elettorale sotto il Macera (magari facendo in modo che non si accenda il solito meccanismo speculativo al rialzo, ma che si favoriscano i residenti in cambio di spazi liberi recuperati al posteggio di superficie se non altro per allargare i marciapiedi). Purchè le auto (soprattutto quelle del mordi e fuggi domenicale) si tengano lontano, quanto più possibile. Domanda: andando in una località turistica che merita siamo disposti a lasciare un po’ indietro l’automobile? Sì? Bene. Allora proviamo a partire da qui, non cambieremo la città (hai voglia!), ma qualcosa forse potremmo ottenere …
P.S. Architetto Zero, per raccogliere le idee e soluzioni per il traffico su questo sito … massima disponibilità.