Proposta per il rilancio delle aree produttive e dell’occupazione nella Provincia di Genova

di Massimo Pernigotti - venerdì 24 giugno 2011


Il lavoro più bello e più difficile di 4 anni di impegno. Vorrei che non fosse dimenticato perchè se lo approvano e la Regione lo sostiene è la salvezza per la nostra occupazione che non si fa sopra i rami degli alberi, ma nelle aree produttive.

Questa non è la solidarietà pelosa di certi ambienti per risolvere i problemi. Questi sono atti concreti partendo dalle funzioni dei nostri enti. Insomma non aria fritta.

Vorrei che ne rimanesse un segno.

La mozione



111 Commenti per “ Proposta per il rilancio delle aree produttive e dell’occupazione nella Provincia di Genova”

  • massimo pernigotti ha scritto il 24 giugno 2011 17:54 (IP: 151.16.73.76)

    La mozione in breve: le nostre aree produttive sono poche, scarse, e spesso non utilizzate. O sotto utilizzate (Provincia intendo).

    Chi desidera investire e produrre o ingrandire la propria attività trova enormi difficoltà soprattutto per i costi fuori mercato rispetto al basso Piemonte o lombardo veneto.

    Propongo un patto (attraverso la mozione politica), che si trasformi in legge, e in convenzione con i Comuni del territorio.

    Il patto si basa nel riconoscere le nostre aree produttive come di interesse pubblico al fine della occupazione. Si tratta di una presa di posizione notevolissima. Inequivocabile.

    Nella revisione del Piano territoriale Provinciale (si fa adesso) si individueranno tutte le aree su cui puntare ed investire. Aree produttive intendo. Sarà necessario un censimento. Poi sarà necessaria la disciplina urbanistica che io propongo come puro atto informale nella mozione (la propongo per far capire ai consiglieri che si può fare e attuare).
    Di conseguenza i comuni se vorranno potranno sostenere convenzioni con i privati proprietari delle aree produttive non utilizzate o dismesse. Se i proprietari vendono ad un prezzo calmierato ossia basso o convenzionato, la convenzione prevederà un premio urbanistico da spendere sia in residenziale, sia in produttivo. Anche per il venditore che sarà incentivato a vendere e permettendo ad un nuovo imprenditore di creare occupazione.

    L’imprenditore che compra dovrà certificare ritorno occupazionale laddove si insedia o laddove amplia (farà parte della convenzione).

    Insomma un modo per rivitalizzare il territorio produttivo e mantenere e far crescere l’occupazione attraverso la prima cosa necessaria per la filiera: le aree produttive a prezzo giusto e non fuori mercato. Obiettivo raggiungibile non con metodo impositivo o socialista ma con metodo premiante e di premialità urbanistica.

    Io ho presentato la mozione e l’idea e mi é stata firmata da tutta l’opposizione provinciale presente: ne hanno parlato sia il SECOLO XIX sia il NUOVO LEVANTE in termini molto positivi.

    Ora attendo il parere del consiglio provinciale che arriverà credo in autunno, ma ho già rilanciato e rilasciato la proposta in Regione laddove sono certo che sarà presa in considerazione adeguatamente o con le modifiche necessaria dagli amici di opposizione e perché no dalla maggioranza stessa.

    Massimo Pernigotti

  • Ratti Emanuele ha scritto il 29 giugno 2011 10:10 (IP: 151.80.135.228)

    Complimenti consigliere perchè la tua proposta é completamente condivisibile ed è per davvero in favore della occupazione. Molto bravo e speriamo che la maggioranza l’ approvi. Hai tutto il mio sostegno perchè non ti limitt alle polemiche ma produci idee concrete corredate persino della disciplina urbanistica. Bravo davvero.

    Emanuele

  • enrico cimmaschi ha scritto il 29 giugno 2011 10:18 (IP: 93.66.89.210)

    Bravo Max ! condivido e Ti garantisco il mio sostegno
    ciao enrico cimaschi

  • walter pilloni ha scritto il 29 giugno 2011 10:37 (IP: 81.21.30.130)

    Ogni strumento idea o suggerimento per invertire il trend negativo è sempre ben accolto.

    Questa tua idea va nella direzione giusta.

  • massimo pernigotti ha scritto il 29 giugno 2011 10:46 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie.

    Se volete che la mia proposta, che é a costo zero per le finanze delle Provincia e dei Comuni, possa avere successo ed essere accettata dalla maggioranza, per piacere serrate le fila e date un segno di sostegno. L’unione fa la forza. E qui non si parla di solidarietà pelosa in favore dell’occupazione sul territorio Provinciale e quindi di ogni singolo comune. Qui si tratta che chiedo al mio ente qualcosa di fattibile se voluto. Azione moderata ma decisa per la Provincia e per la Liguria.
    Sono aperte le iscrizioni per dire SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Massimo Pernigotti

  • massimo pernigotti ha scritto il 29 giugno 2011 10:52 (IP: 151.16.73.76)

    Caro Walter

    ti ringrazio per il sostegno. Da un imprenditore di successo come te per quanto riguarda il trasporto privato “verde”, ciò mi da speranza e sollievo.

    Enrico L’unione fa la forza. grazie anche a te.

    Massimo

  • paolo nice ha scritto il 29 giugno 2011 10:57 (IP: 81.81.126.16)

    Proposta interessante e dettagliata: non possono bocicarla. Sarebbe da fuori di testa.

    bene Pernigotti, avanti così tutta. Hai il mio sostegno completo. Paolo

  • Andrea Cambiaso ha scritto il 29 giugno 2011 11:43 (IP: 94.87.3.182)

    Credo che la Tua proposta sia espressione di coraggio attenzione e grande lavoro . Dobbiamo sostenerti perchè non possiamo perdere occasioni come quella che ci hai offerto . Grazie

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 29 giugno 2011 12:16 (IP: 82.52.81.24)

    Pernigotti, spiegati meglio…quali possibilità esistono a Rapallo di poter recuperare aree da destinare alla produzione ? e dove idealmente nell’entroterra, in collina, a fondo valle, nei pressi dell’Autostrada ? e poi intendi aree sparse sul territorio oppure una sola area ove concentrare tutta una serie di iniziative ? quali le probabilità di poter avviare un simile disegno nel concreto ? chi finanzierebbe tale programma e con quali rischi e con quale ritorno economico ? su questo immagino sia stata impostata una relazione …

  • Giovanni Benci ha scritto il 29 giugno 2011 12:22 (IP: 151.83.8.154)

    Neanche da fiatare le va in porto questa mozione. Una vergogna se non viene apporvata, idea bellissima e costruita in modo sapiente e che funziona. quanto lavoro dietro una cosa del genere. Congratulazioni e forza Liguria Moderata. Giovanni B.

  • Serena Anna Bianchi ha scritto il 29 giugno 2011 13:05 (IP: 93.62.155.194)

    sottoscrivo la mozione e la porposta di disciplina presentata nell’allegato. Pieno consenso al lavoro svolto - Grande idea. Complimenti Pernigotti

    Serena

  • Roberto Costa ha scritto il 29 giugno 2011 14:51 (IP: 93.64.0.98)

    Finalmente una proposta concreta e saggia!!

  • Mario Costa ha scritto il 29 giugno 2011 15:02 (IP: 83.103.84.5)

    (Y) bene.

    il buon senso non ti manca e il tuo attaccamento al territorio si vede.

    Mi auguro che gli altri politici, di destra e di sinistra, a cui non interessa altro che la propria posizione, almeno non la ostacolino.

  • Felice ha scritto il 29 giugno 2011 16:34 (IP: 93.56.252.216)

    Grande Perni, come sempre, come per il “Bioarrow” e ….lavoro a KM ZERO, e poi tutte le interpellanze a difesa del territorio, sempre da tecnico competente, non come i soliti “passacarte” che ammorbano le nostre amministrazioni.
    Basta con i complimenti, ogni sera, quando vado a casa, a Sestri P. appena passato il ponte sul Chiaravagna subito sulla destra, c’è….ops!….c’era, perchè ora è in demolizione, il complesso industriale della Selin, un fabbricato su 4 piani risalente agli anni 50 ma rimodernato negli anni 80, 12.000 mq. coperti, luminosissimi, ampio piazzale, in ottime condizioni, ora lo si vede bene dentro  come è “sventrato dal braccio del “martello” e dalle cesoie.
    CHE SCEMPIO !!! CHE SPRECO!!! conosco decine di imprenditori che si vorrebbero trasferire da posti angusti e fuori mano, 3 sono carrozzerie, 3 sono costruttori di infissi, , un grossista di frutta, un impresa edile che ha 3 minuscoli “magazzini” …sulla strada, in via Borzoli….per non parlare dei corrieri espresso di via Priano, un infinità di piccoli furgoni impazziti, la sera sul tradi “fanno a botte” con i camion della monnezza che ..tornano…da dove sono venuti…capisciammè.
    Mentre sulla collina di Borzoli, appena sotto il “fumaiolo” di Aster hanno costruito nuovi di pacca, 18.000 mq. su 4 piani serviti da una strada …al limite dell’impraticabilità….nel senso che è così ripida che un autotrasportatore preferisce lasciare i camion nel piazzale del campo sportivo invece che portarli ..in coppa a u monte….eppure hanno ottenuto i permessi, per ora non hanno ancora affittato, un tizio, che ci voleva mettere un panificio industriale mi ha detto che per un lotto di 1.400 mq. gli hanno chiesto 70.000 €uro l’anno di affitto….non parliamo dello “scandalo degli Erzelli”  questo è solo un esempio di follia che pervade il ponente di Genova.
    Quando mi vengono a trovare amici da fuori, passiamo davanti alle ex fonderie Alfa Romeo a Multedo, mi sento chiedere …ma cosa è quello schifo….io rispondo ….è il biglietto da visita per i turisti che escono dall’ autostrada di Pegli, è la …vocazione turistica della nostra città….per non parlare dei serbatoi della Superba e della Carmagnani, tanto “cari” al tuo presidente……scusa ma non lo posso nominare…. tanto è diventato …permaloso.
    Il senso delle mie parole…in disordine….è che questa maledetta amministrazione lascia al degrado e alla rovina le “preziose” aree post industriali solide e già esistenti, che con piccoli investimenti tornerebbero a miglio vita, già collocate agli imbocchi dei caselli autostradali……NO GUAI ! …”loro” deevono impestare di camion il centro città…..su e giù lungo gli argini del Bisagno e del Polcevera, addirittura, nella migliore delle ipotesi, le abbatte per costruirci sopra…le stesse cose!!!!guardate dalla exSavio, dove hanno fatto la nova sede dell’ ABB,….oppure le quasi “regala” ai “soci” vedi le Officine Guglielmetti e l’ autorimessa di Boccadasse.
    Tu insegni che la DECOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI urbani e industriali, in modo da rimettere sul mercato, pietre, mattoni, tutti quei materiali eterni e il recupero dei materiali pregiati, rame, inox, alluminio, che possono essere riutilizzati o comunque recuperati e non più mandati in discarica a Scarpino è una pratica virtuosa.
    RECUPERARE E RIVENDERE: LAVORO E GUADAGNO…..altro che “ONERI DI URBANIZZAZIONE” , la politica delle “MAZZETTE”, basta leggere i giornali, tutti i giorni.
    Avanti così Max Perni, un uomo nuovo con idee nuove, tu esprimi sempre concetti nuovi, questo è importante, ….prima o poi ..li sfondi sti uomini del …… cemento!

  • Samuele Ottonello ha scritto il 29 giugno 2011 18:48 (IP: 151.82.102.169)

    bravo bravo bravo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ! :smile: grande perni tanto te la bocciano o te la annegano, è sbagliato fare proposte quando si é all opposizione, te le bocciano e ti fanno fesso. Samu

  • Teresa Maria Rocca ha scritto il 29 giugno 2011 18:53 (IP: 164.132.166.115)

    Architetto la tua mozione firmata da tutti quei consiglieri del pdl dice che sei forte. Ma é inutile che presenti cose così belle. Non te le voteranno mai, te le stracciano e te le copiano per la prossima volta. non perdere tempo con politica la gente per bene come te esce sconfitta. ciao Maria Teresa

  • alessandra aonzo ha scritto il 29 giugno 2011 19:30 (IP: 109.112.40.191)

    Caro Massimo veramente una bella ed interessante proposta,fa’ piacere vedere come tu sia positivo,una positivita’ che la maggioranza in Provincia non puo’ che riconoscerti,anche perche’ in questi anni di mandato elettorale tu hai sempre fatto proposte e combattuto per il nostro territorio.Le tue capacita’ sono chiare a tutti,e percio’ mi auguro che la maggioranza di centro sinistra in Provincia,sappia andare oltre all’appartenenza politica,premiando le idee,come la tua che cercano di rilanciare occupazione e territorio,in un momento in cui la nostra societa’ ha bisogno di stimoli per crescere. Percio’ ti esprimo grande solidarieta’ e mi auguro che il buon senso prevalga e la tua proposta sia votata ,premiando un lavoro ,il tuo che ammiro tantissimo.

  • Giacomo Pronzalino ha scritto il 29 giugno 2011 19:41 (IP: 95.252.59.130)

    Bravo Pernigotti
    Non si esce dalle secche se non si cercano soluzioni,meglio se a costo zero,quindi solo una migliore utilizzazione di tutte quelle risorse che abbiamo quotidianamente sotti gli occhi ma che pochi (come te) riescono a valorizzarle mentre per gli altri sono solo fastidi.

  • massimo pernigotti ha scritto il 29 giugno 2011 19:50 (IP: 151.16.73.76)

    Caro Felice Airoldi, sono appena tornato dal consiglio Provinciale in cui ho litigato perché ho presentato un ODG sul fiume ENTELLA con le mie proposte, e il Presidente del Consiglio mi ha chiuso il consiglio alle 17.55- Sono furibondo e sono rimasto fino ad adesso a discutere a Genova se si possa fare così. Ebbene sì, si può fare. Posso pure arrabbiarmi ma il Presidente del consiglio puù chiudere alle 17.55-

    Ma veniamo a noi. Intanto grazie a tutti, ma vi aspetto molto più numerosi a sostenere una proposta mozione con allegata disciplina urbanistica che come ha definito un mio amico, il Presidente Cambiaso, potrebbe essere una rivoluzione compernicana per le aree produttive.

    Grazie Airoldi perché la tua descrizione di quello che avviene in quel di Genova si può applicare a molte realtà provinciali e di molti comuni. Ricostruire sul costruito, e dare una premialità laddove esiste già un area produttiva é il modo per non creare situazioni di abbandono, di chiusura, a causa dei prezzi o dei costi.

    Ti ringrazio anche per aver accennato al sistema sui rifiuti che ho proposto per 4 anni senza ricevere nulla dalla Provincia ma anche dal resto della politica genovese anche della mia parte. Eppure il mio sistema pormetterebbe di separe il rifiuto urbano del 80% meccanicamente e senza fare 5 sacchetti.
    Oppure la citata mozione Chilometri zero, che non la conoscono ancora in molti perchè sarà discussa sicuramente a settembre e devo ancora lanciarla a livello mass mediatico e di conoscenza a tutti.

    Grazie del tuo contributo prezioso. Io e te su molte cose siamo avversari o almeno non la pensiamo esattamente nello stesso modo ( io non sono contro le grandi infrastrutture del nodo genovese) ma apprezzo sulle cose che ci possono unire la tua coerente trasversalità e lucidità.

    Samuele e Teresa: certo che me la bocciano o me la modificano o me la minano. Ma cosa devo fare? non presentare idee concrete anche se sono all’opposizione? questo é un modo concreto per rilanciare lavoro e occupazione partendo dalla possibilità del nostro ente e non parlando a vanvera.
    Mille possono essere le idee ma si tratta di poterle proporle nell’ente corretto. Ebbene in questo ci siamo. E’ l’ente giusto al posto giusto.
    Mi devono sono dire o si o no. Se é sì non é solo solidarietà pelosa ai lavoratori quando perdono il lavoro tipico di una certa cultura di sinistra (non tutta). Se é no é tutto finto. Ma io credo che la maggioranza del mio ente sarà giusta e credo che Repetto a fine mandato non permetterà che tale mozione venga bocciata. Anche perché questa mozione é reale. non solo indirizzo politico ma sostanza.

    Massimo

  • Agostino ha scritto il 29 giugno 2011 20:45 (IP: 93.56.25.177)

    Bravo Max. una gran bella idea quella del “bonus” edilizio per chi cede aree industriali e tutta la proposta nel complesso. Secondo me andrebbe perfezionata inserendo dei vincoli a chi vende aree industriali gia’ costruite (vedi LAMES). Queste aree devono restare industriali e non vanno liberate per costruirci su palazzoni. Condivido quanto detto da Felice su Sestri Ponente. E’ vergognoso consentire la trasformazione delle aree industriali disponibili  … forse, e dico forse, verra’ migliorata la zona (anche se guardando gli Erzelli ci sarebbe da dubitare) … ma facendo cosi’ si perderanno ulteriormente posti di lavoro, con tutto quello che comporta. Chi andra’ poi a comprare nei supermercati o nei grandi magazzini se non ci saranno soldi da spendere ….
    Ad ogni modo avanti cosi … chi semina bene deve, prima o poi, raccogliere …. e’ la regola della natura. Speriamo che si cominci dal 2012 … e proprio a Rapallo …
    Ciao Agostino

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 29 giugno 2011 21:30 (IP: 82.52.81.24)

    Pernigotti, ho bisogno di chiarimenti e per favore non ti irritare….Le aree produttive alias le zone industriali normalmente si trovano circoscritte e situate in zone depresse del territorio ovvero di poco valore turistico o residenziale… Ammettiamo pure che Provincia e Regione si mettano d’accordo su alcune aree e strutture dismesse e che intendano offrirle sul mercato ad un prezzo convenzionato con relativi premi per gli acquirenti e per i venditori, come tu proponi..

    Ammettiamolo pure che si arrivi a tanto e cioè ad avere una legge che imponga il riutilizzo forzato di zone ed edifici abbandonati tanto da proporli sul mercato ..pur sapendo pero’ che di edifici dismessi ceduti a buon prezzo, ne esistono già parecchi da tanti anni perlomeno a Sampierdarena….

    Ammettiamo comunque che esistano tante aree sulle quali puntare.

    Che facciamo dopo ? Cerchiamo degli acquirenti che le prendano in carico a prezzo giusto e non fuori mercato …Ma è proprio necessaria una legge per convincere i proprietari a cedere sui prezzi ? Come mai questi non capiscono da soli di doverle ribassare pur di non tenerle vuote… C’è bisogno proprio di una legge ? in alcuni casi semplificherebbe l’iter.. Ma quali le probabilità che un nuovo imprenditore riesca a creare occupazione ? in forza di che cosa ? del fatto di avere avuto un premio urbanistico oltre ad un costo d’acquisto iniziale basso o convenzionato?

    Ammettiamo di essere noi gli interessati…di voler aprire una fabbrichetta in quel di San Pietro e di usufruire di queste condizioni agevolate utilizzando un capannone dismesso …
    Come pensi si possa sopravvivere ove altri fino all’altro ieri sono falliti abbandonando quell’area ? piu’ per le nostre capacità forse che per il fatto di aver investito “poco” denaro nella struttura … Ma con quali risorse potremo iniziare una produzione avendo già chiesto finanziamenti alle banche ? con quali prospettive di sviluppo visto che la merce italiana soffre per la concorrenza straniera da anni ? con quale percentuale di utile netto visti gli oneri legati ai finanziamenti iniziali, ai costi di gestione, ai costi delle materie prime e ai costi del personale ? Non pensi che servirebbe contemporaneamente attirare gli imprenditori presentando un programma economico di rilancio delle attività locali, specificando i settori trainanti, suggerendo contatti d’oltre frontiera, fornendo commesse di lavoro per i primi anni …chiarendo in pratica l’esistenza di un disegno a livello regionale per garantire loro un ritorno economico sicuro e sufficiente alla sopravvivenza …ancora prima di pretendere dall’imprenditore la garanzia di un ritorno occupazionale … Cosa ne pensi ?

  • Monica ha scritto il 29 giugno 2011 21:48 (IP: 151.16.56.237)

    Complimenti, come tuo solito tanto lavoro ed approfondimento. Non sei nuovo a mozioni proposotive e costruttive, spero che su questo, come su altri argomenti, si possa trovare un’ampia convergenza tesa all’effettivo miglioramento della situazione piuttosto che alla mera opposizione politica per ottenere visibilità a fini elettoralistici.
    Monica

  • massimo ha scritto il 29 giugno 2011 21:53 (IP: 109.116.134.237)

    bravo Massimo……..come sempre hai fatto emergere un altra carenza e la tua proposta mi sembra piu che interessante ,Sono un picccolo imprenditore che per ingrandirsi a dovuto spostarsi a 60 km da Rapallo a causa dei motivi che hai evidenziato e credimi che ne avrei fatto a meno.Rivalutare zone abbandonate a prezzi accessibili per rientrare a lavorare in zona sarebbe un sogno e credimi sarei disposto a prendere in considerazione la possibilita di farloo e di dare occupazione a gente di Rapallo. Fora Max so che farai di tutto per raggiungere anche questo obbiettivo

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 29 giugno 2011 22:45 (IP: 82.52.81.24)

    Ma ci voleva proprio una mozione per mettere sul tappeto il riutilizzo delle aree dismesse ? possibile che su un argomento così ovvio non ci sia arrivato mai nessuno prima ? Ma che fanno i proprietari di queste strutture? sono tutti d’accordo nell’ignorare il problema…non sarà che aspettano volutamente il passare degli anni per qualche altro motivo che noi ignoriamo ? possibile che non trovino compratori per pareggiare i passivi di bilancio ? e se alcune sono sotto sequestro, gli Istituti creditori perché non le mettono all’asta ? Pernigotti, cosa ne sai di questi antefatti ?

  • Paolo Valle ha scritto il 29 giugno 2011 23:16 (IP: 151.16.43.246)

    Caro Massimo , per quanto riguarda la ” proposta per il rilancio delle aree produttive e dell’occupazione nella Provincia di Genova ” avrei parecchia ” carne al fuoco ” ma , da abitante di Chiavari , ne dico solo una : mi sembra assurdo che nel 2011 , se tu apri un’attivita’ lontano dal carruggiu dritto , hai i giorni contati ……..è stato inutile creare il Civ e l’associazione Restate Incentro , creata da alcuni commercianti della Chiavari bene , solo ed esclusivamente per il bene degli esercizi centrali e non in zone limitrofe !!! Noi , nel 2001 abbiato avviato un’attivita’ in Via Entella , con enormi sacrifici personali ma , tempo record di 5 anni l’abbiamo chiusa …… in quel breve periodo , il Comune ce ne ha fatto passare di tutti i colori !! Dalla costruzione della piscina comunale Ravera , al rifacimento della rete fognara e dei sottoportici ….fino alla inversione della viabilita’ !! Abbiamo fatto , nel 2006 anche un’intervista a Telepace ma , non è servito a nulla !!!! Penso che tutti , hanno il diritto di lavorare ma a condizioni accettabili ….!! Avrei degli argomenti che mi riguardano sul trasporto pubblico locale ma , visto l’ora , lo faro’ un altro giorno !! Grazie Paolo Valle

  • massimo pernigotti ha scritto il 30 giugno 2011 2:30 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie a tutti.

    Adriana: ci sono imprese del settore produttivo che vogliono espandersi e non possono farlo se nno migrando altrove lasciando a casa i nostri concittadini occupati. L’elenco é enorme. Ci sono imprenditori o potenziali imprenditori che vorrebbero investire sul nostro territorio creando occupazione ( piccola media impresa artigiana e industriale) , nuova occupazione, ma non posso farlo perché il costo delle aree produttive sono molto più care che altrove. Logica della domanda e dell’offerta, ma qui non abbiamo la pianura padana. Logica dovuta sopratutto alla carenza di aree, ma anche al fatto che essendo poche, non censite quelle dismesse o in via di dismissione, non esiste un piano vero di rilancio. Mi sono chiesto in base agli strumenti a disposizione dei mio ente, e non in base a cose che io non posso decidere, cosa si possa fare in concreto.
    La mia proposta é molto articolata e non obbligherà nessuno. Non siamo nei soviet. E’ una possibilità a cui potranno accedere tramite convenzione, i comuni, i privati proprietari di aree produttive, sia dismesse che ex novo previste nei PTC provinciale, e gli imprenditori che certificheranno necessità e desiderio di investire da noi con ritorno occupazionale. Lavoro.
    Ci sono molte aree dismesse per cui il proprietario in ragione di aspettative di guadagno troppo alti non vendono e si aggrappano al futuro o alla speranza di poter un giorno vendere a qualche iper per fare un supermercato (quindi commerciale e non produttivo). Si sono imprenditori che a fronte di richieste troppo onerose investono nel basso piemonte, in lombardia in veneto. Perché a partità del costo della manodopera ( cosa sulla quale io non posso certo incidere) le aree da noi costano 5 volte tanto che altrove.
    la proposta prevede, attraverso una disciplina urbanistica ad hoc, e attraverso la possibilità di convenzione privati e comuni, ripeto la possibilità e non l’obbligo, di raggiungere due obiettivi: il proprietario dell’area non utilizzata vende ad un presso basso convenzionato e in cambio in base alla convenzione e in base ad un progetto concordato viene premiato urbanisticamente su aree residenziali. Il compratore (colui che deve inserirsi nel territorio e crare occupazione) attraverso la convenzione comprerà ad un prezzo vantaggioso e sarà lui stesso premiato su quelle aree in ragione di un premi urbanistico produttivo o sociale (asilo nido, spazi per i dipendenti, refettorio, etc.)
    vantaggi della proposta: insediamento nuove strutture produttive o crescita di quelle esistenti con ritorno occupazionale, e nessun esborso con incentivi da parte della pubblica amministrazione in termini di risorse reali. Come conseguenza nuova edificazione residenziale o produttiva, o trasfomazione dell’esistente (costruire sul costruito) e volano anche indiretto per l’edilizia (altro lavoro - altra occupazione). per le amministrazioni un guadagno in termini di lavoro per i cittadini e come oneri di urbanizzazione pagati per costruire, trasformare, implementare. Ossia denaro fresco per le casse dei comuni per altre opere.
    Questo é quello che si può fare dall’ente che occupo. Tutto il resto che si potrà fare (incentivi economici - costo ridotto della mano d’opera) é una cosa bellissima su cui cimentarsi, ma che non dipende da noi ma da leggi o possibilità degli enti sovra ordinati di cui io non faccio parte e per cui non posso incidere in alcun modo. In questo senso i consiglieri regionali e i deputati sono quelli a cui rivolgere le proprie idee di intervento.
    Spero di essere stato chiaro. Ma leggendo mozione (quella da votare che MArchi ha inserito come allegato) e la disciplina in bozza si dovrebbe capire. E’ l’uovo di colombo? bisognava pensarci. Qui da noi questa possibilità non é disciplinata. altrove non lo so. Ma non me ne curo.
    Massimo Pernigotti

  • Carlo Bottari ha scritto il 30 giugno 2011 7:58 (IP: 79.28.104.115)

    Ho sempre pensato che in Liguria e nel mio levante in particolare i blocchi prodotti dalle proprietà rigide abbia inciso sulla forma dello sviluppo industriale artigianale e turistico, auspico che questa iniziativa possa incidere su questa tendenza e modificare come esempio un trend diventato quasi insostenibile.

  • Luca Caccero ha scritto il 30 giugno 2011 8:18 (IP: 151.80.80.194)

    sei un grande un grande un grande, ma se pensi che quelle ………te l approveranno sei nato tardo. in quattro anni non hai imparato che le idee non si regalano alla maggioranza di sinistra? ci si puliranno il deretano - ti bocciano l’idea - e se la mettono nel prossimo programma elettorale come loro idea. e tu sei tardo. NON SI DANNO MAI LE IDEE BUONE AD UNA MAGGIORANZA CHE TI FREGA SEMPRE. CAMBIA MESTIERE LA POLITICA NON FA PER TE. SEI UN INGENUO. OSSEQUI LUCA

  • Giorgio Pernigotti ha scritto il 30 giugno 2011 8:38 (IP: 87.8.126.171)

    Condivido caro Massimo le linee essenziali della Tua proposta.
    Come volontario di una Onlus che si occupa di commercio equo e solidale posso constatare che restare sul mercato si può: ormai ci sono molte persone attente e sensibili a questi progetti e che sono consapevoli di come sia diverso - non condannabile ovviamente - acquistare, per esempio, una maglietta della Nike oppure una maglietta realizzata da un progetto scaturito da carcerati di Marassi. Sono convinto che la Tua proposta possa aiutarci in questo percorso che è, prima di tutto, un percorso etico e di consapevolezza educativa.A presto e buon lavoro come sempre. Giorgio

  • cristiano angelini ha scritto il 30 giugno 2011 11:18 (IP: 130.251.166.135)

    Oh! Finalmente una cosa sensata in mezzo alle finte proposte di rilancio. Mi pare una proposta equilibrata ed effettivamente produttiva. D’altro canto per accorgersene basta leggere e saper leggere!

  • massimo pernigotti ha scritto il 30 giugno 2011 11:21 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie Avvocato Giorgio

    e complimenti per la tua attività nella ONLUS che si occupa di commercio equo e solidale.

    Caro Imprenditore Luca: non ce la faccio a fare solo opposizone. Devo fare anche proposte. E’ più forte di me, anche se me le bocciano come dici tu e se ne appropriano pazienza. Quello che conta é il lavoro e l’occupazione. però non mi sento “tardo” come dici tu. Magari ingenuo. Ma Tardo no. Se non ti conoscenssi mi sarei offeso. Ma siccome ti conosco e so che non lo dici con cattiveria lo accetto.

    caro Architetto Carlo di Sestri: grazie

    Massimo Pernigotti

  • Andrea C. ha scritto il 30 giugno 2011 12:47 (IP: 88.37.151.212)

    Come imprenditore mi auguro che la tua proposta possa avere seguito. Urge disciplinare e incentivare sia l’occupazione che la libera imprenditoria. Il nostro territorio costituito in maggior parte da media e piccola impresa ha bisogno di linee programmatiche precise per poter affrontare il prossimo decennio lavorativo.

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 30 giugno 2011 13:11 (IP: 82.52.81.24)

    Pernigotti, leggo e condivido tutto in linea di massima…ma c’è una cosa che non capisco…chi sono i proprietari di queste aree dismesse o delle strutture vuote ? Sono dei privati ? non credo, perché il privato ha tutto l’interesse a cedere piuttosto che a lasciare sfitti i locali…Sono delle società, dei consorzi, delle officine che hanno interrotto la produzione “dimenticandosi” di recuperare e reinvestire il denaro pur avendo sicuramente subito i contraccolpi del fine attività ? mi sembra improbabile…oppure sono delle strutture pubbliche abbandonate….oppure delle aree sotto sequestro e ipotecate senza speranza di trovare compratori oppure sono situate in zone sotto vincolo paesaggistico o in attesa di un nuovo piano regolatore…Non è possibile che non si abbia un’ideea in proposito anche dei numeri comune per comune…la Liguria non è immensa… E non è possibile che a livello provinciale e regionale il problema non sia stato già affrontato…

    Ma non dimentichiamoci che siamo in un periodo di regressione economica…Il problema vero è il prodotto, la tipologia che incontri i gusti del mercato, la qualità, il costo, la distribuzione, la concorrenza…Solo a fronte di un prodotto indovinato, rarissimo, si puo’ ragionare di assunzioni e di benefits nei confronti dei dipendenti.

    Di imprese Ferrero ne esiste una sola, creata da un solo uomo nel dopoguerra, vendendo cioccolato in scatolini di bachelite…Dal nulla è emerso un colosso che diversificando la produzione ora si puo’ permettere tutto …Ma se la dittarella fatica a resistere sul mercato per i motivi anzidetti , non c’è premio o incentivo che tenga…Tanto vale che rimanga circoscritta in duecento metri quadrati.

  • massimo pernigotti ha scritto il 30 giugno 2011 13:59 (IP: 93.186.31.240)

    Adrana: sono aree di privati e societa’ private che non hanno bisogno di vendere o vogliono strappare un prezzo troppo alto. Rispetto la concorrenza. Non tutti hanno bisogno di vendere. Ma chi vuole produrre? La mia proposta incentiva senza essere sovietica

  • Alberto Clavarino ha scritto il 30 giugno 2011 14:47 (IP: 217.133.138.2)

    Bravo Pernigotti !

    Finalmente un uomo politico che pensa concretamente a qualcosa di sensato per le imprese. Sembra banale, ma nessuno in concreto lo fa. Tanti convegni, tanti bla bla, ma MAI una cosa vera, concreta, tangibile. Mi auguro che anche la maggioranza, di fronte ad una proposta così ‘ovviamente logica’ e così ben articolata si metta una mano sulla coscienza e non bocci per preconcetto ideologico. Facci sapere come va avanti e fammi sapere se ti posso essere di aiuto in qualunque modo. Grazie ! Alberto

  • mario verde ha scritto il 30 giugno 2011 14:55 (IP: 92.60.40.106)

    finalmente una proposta che, affinata, può evitare figli e figliastri. la manderei, oltre che alla Provincia, anche alla regione e al settore sviluppo di filse spa. E bravo il Pernigotti!

  • pierluigi marchesi ha scritto il 30 giugno 2011 16:40 (IP: 95.224.35.72)

    interessante l’idea di riconoscere le nostre aree produttive come di interesse pubblico ai fini occupazionali. Ricordo che per vecchissima norma risalente al ventennio lo sono le attività alberghiere ed in effetti in una regione comunque a vocazione turistica lo dovrebbero essere per estensione logica le attività legate al nostro miglior prodotto vendibile, cioè il mare in tutte le stagioni. Il concetto di interesse pubblico (o nazionale) è rimasto ingessato al solo settore detto mentre il mondo cambiava e la Regione Liguria non brilleva certo per tentativi di evoluzione ed innovazione originali. Ben venga quindi un riconoscimento di questo tipo per le aree produttive purchè non resti o venga ridotta alla solita dichiarazione di principio fine a se stessa su cui tutti concordano a condizione che non smuova niente, ma proprio niente! Mi riferisco in particolare alla tempistica autorizzativa non certo risolta dagli sportelli unici e dalle conferenze dei servizi, alle competenze frammentate, alle sovrapposizioni dei pareri nelle zone vincolate, ad una Soprintendenza accentratrice ma priva di personale,ai troppi Enti passacarte nessuno dei quali disposti a “perdere” una minime fetta di potere quantomeno di veto. Va da sè la delicatezza della Convenzione che proponi che dovrà avere limiti su cui i comuni non possano esercitare i soliti estemporanei interventi di fantasia differenziati in nome di un eccesso di specificità o gratuitamente ammantato di federalismo e tempi brevi e certi. Iter di anni non sono più , e da un pezzo, tollerabili. Perdere le occasioni di mercato oggi non consente più recuperi. E’ l’ora che la liguria si svegli presto la mattina perchè, come nella savana, cominci a correre per mangiare od essere mangiata. Saluti e concreti auguri.

  • Valerio Lara ha scritto il 30 giugno 2011 18:01 (IP: 164.132.23.77)

    Gentile consigliere, sono Vice Presidente di una nota società di pitture e vernici che si é appena trasferita nel basso piemonte, società che aveva sede in quella martoriata Val Polcevera per cui solo alcuni hanno gli spazi per poter crescere mentre altri devono andarsene. Spazi che se si trovano sono a prezzi assolutamente proibitivi per cui non vale la pena di investire sul territorio ed é preferibile trasferirsi. Nel nostro caso gli adeguamenti relativi alla sicurezza sul lavoro, non permettendo di poter continuare a lavorare in spazi ristretti e non avendo i volumi e distanze dai confini a disposizone per poter regolarizzare la nostra unità produttiva, ci siamo visti costretti a intraprendere scelte drastiche e dolorose. Chiudere eper trasferirici altrove e delocalizzando il nostro impianto. Noi siamo uno di quei casi di trasferimento nel basso piemonte, laddove naturalmente i prezzi delle aree produttive sono 1/6 del valore di quelle genovesi. Certo c’erano aree libere nell’alta val Polcevera che avremmo preso per trasferirci, ma chiaramente il costo per passare da 1600 mq di capannoni a 3500, era tutt’altro che corretto. Erano valori fuori mercato. Parlo di spazi che sono inutilizzati da anni. Anche se evidentemente il proprietario non ha interesse a vendere o ad affittare. Pertanto ritengo la Sua idea e la sua proposta molto ma molto sensata, e se fosse stata utilizzabile nel nostro caso, forse quel proprietario avrebbe ceduto all’offerta, sapendo che ne avrebbe avuto un beneficio urbanistico in premio convenzionando altre aree. Pertanto le porgo i miei più coriali saluti e la invito a non fermarsi. Complimenti per l’iniziativa. ING. LAra Valerio

  • massimo pernigotti ha scritto il 30 giugno 2011 19:43 (IP: 151.16.73.76)

    Mario Verde

    dall’alto della tua esperienza, di organizzatore, imprenditore, e uomo di lungo corso, posso dirti che la proposta l’ho girata ad alcuni consiglieri regionali che mi auguro che con gli opportuni aggiustamenti la potranno estendere a tutto il territorio regionale. Come proposta intendo.
    Per quanto riguarda FILSE, vediamo. a qualcuno l’ho già inoltrata per conoscenza. Ma credo che non l’abbia neanche presa sul in considerazione.

    QUelllo che conta adesso é l’indirizzo politico. Che vanga votato favorevolemente. Se lo bocciano dovranno spiegare perché.

    Ma ho qualche asso nella manica. QUello si.

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 30 giugno 2011 21:06 (IP: 82.52.81.24)

    Se ho ben capito, in pratica avremmo proprietari restii ieri a vendere che pero’ oggi, pur di incassare il premio, dovrebbero accontentarsi del valore convenzionato, rinunciando quindi a speculare sulle aree…La cosa mi sembra poco probabile, non essendo essi obbligati a cedere le aree dismesse. Forse le cessioni saranno poche…Rimarranno alte ancora le pretese economiche dei proprietari, dei loro eredi, soci, figli che non potrebbero non acconsentire al business suggerito… Quali allora le alternative ?
    Perché mai i Comuni non individuano ciascuno per sé in casa propria un’area ampia da destinare a capannoni e costruzioni di tipo industriale ? un’area circoscritta, separata dall’abitato, in zona “depressa” ove rilevare con l’aiuto finanziario della Regione, espropriando se del caso, terreni e strutture….E questo al fine di organizzare una zona precisa ove raggruppare le imprese vendendo loro o affittando loro gli spazi, senza neppure necessità di riconoscere premi di incentivazione né richiedendo garanzie occupazionali…
    Certo dovranno garantire loro un certo tipo di organizzazione razionale per agevolarne l’insediamento. Sicuramente sarebbe questo un compito piu’ facile rispetto a quello di convincere dieci o trenta o cinquanta proprietari di aree dismesse sparse nella regione a vendere…In conclusione, proporre un’area ben definita, impostata con tutte le caratteristiche delle zone industriali (recinzione e cancelli, ingressi controllati, ribalte, camminamenti, servizi di vario tipo, banca, e uffici di segreteria e sorveglianza diurna e notturna) per agevolare produzione e occupazione e profitti. Non sto inventando niente di nuovo…In ogni città italiana esistono già questi spazi destinati ad imprese di vario tipo, inclusi i trasportatori. E a maggior ragione dovrebbero esistere in territori così ristretti perché circondati da montagne…Lasciamo comunque che Pernigotti riceva la risposta alla sua mozione in autunno …e teniamoci pronti a lungaggini, a difficoltà di percorso…e intanto pensiamo a noi di Rapallo.
    Concentriamo l’area industriale a San Pietro. Recintiamo un’area sufficiente dopo averne acquistato terreni e strutture a prezzo equo con l’aiuto della Regione e degli esuberi di Bilancio. Organizziamo il tutto e offriamo spazi e capannoni alle imprese che vogliano avviare o ingrandire le loro attuali attività, affittando loro le strutture in modo da recuperare i capitali iniziali ed adeguarli via via all’inflazione. Se Santa, Zoagli e Camogli non dovessero invece disporre di spazi adatti, che fare ? Trasferiranno le basi delle loro imprese nei Comuni che avranno spazio sufficiente per ospitarli…Certo aspettare non giova al progetto in quel di Rapallo. Bisognerà agire prima che le abitazioni invadano certe zone oggi ancora adatte alla trasformazione …

  • alessandra aonzo ha scritto il 30 giugno 2011 21:12 (IP: 109.112.192.19)

    Sarebbe molto bello sostenere la proposta di Pernigotti,magari facendoci tutti messaggeri della sua idea….chi come Massimo si batte sul serio non deve essere lasciato solo,ma aiutato,bisognerebbe che parlassero giornali,media,per farsi’ che una buona idea possa crescere…io lo sostengo e mi auguro che lo si faccia tutti,e comunque ribadisco un grazie a chi si da’ da fare come lui.

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 30 giugno 2011 22:21 (IP: 82.52.81.24)

    Alessandra, non c’è solo Massimo che si dà da fare …non c’è solo lui che si impegna…e ringraziare solo lui una volta tanto che scrive e che esprime un piano interessante ma secondo me poco realizzabile, non mi sembra corretto nei confronti di altri che egualmente lavorano giorno dopo giorno impegnandosi e precorrendo i tempi ..

  • massimo pernigotti ha scritto il 1 luglio 2011 7:13 (IP: 151.16.73.76)

    Il Sigillo per quanto mi riguarda arriva da una persona saggia ed indipendente come Pierluigi Marchesi che ringrazio. Un prefessionista che queste questioni le “mastica” in prima persona da una vita. Una persona di fronte alla quale ci si ferma e si ascolta.

    Certamente la forte novità é il concetto di interesse pubblico legato al mantenimento e alla crescita dell’occupazione (parlo della mozione ad indirizzo politico). Certamente la questione alberghiera resta aperta e potrebbe avvalersi di un sistema similare. Ma in questo caso non é dal mio ente che posso forzare il concetto di stutture turisitico ricettive verso strutture produttive. Oppure posso farlo ma presentando un altra ipotesi di mozione una volta che questa sia stata approvata. Con concetti estensivi. Si mi pare saggio.

    Ripeto per i sordi e per chi non legge: questa proprosta, bella o brutta che possa essere, é fatta tenendo conto dell’ente da me ricoperto, e quindi utilizzando gli strumenti a disposizione del mio ente. Quando fossi in regione, quando fossi a Roma (per pura ipotesi o disgrazia Vostra) certamente farei dell’altro. Ma non ci sono. Allora ci sono due possibilià: o preferite che io faccia solidarietà pelosa ai lavoratori quand perdono il lavoro o mi lasciate lavorare per creare qualcosa con gli strumenti a me a disposizione. Io sto tentano di fare questo. sono contento che al 95 degli intervenuti piacea la mia idea. Sono contento che 1 di loro mi dica che sono tordo e che regarlo le idee alla sinistra che intanto ci si pulisce il deretano (citato testuale). Me ne faccio una ragione che proprio Adriana Valsecchi salti di palla in frasca (come sempre) irritandosi perché qualcuno mi dice bravo !!!!!! Beh c’é posto per tutti. Perché non commenta i post del suo idolo professor Capurro ? Sembra quasi che la paghino per trovare il pelo nell’uovo.
    Ma vi prego scrivete ancora numerosi. Per quando la discuterò ho bisogno di sostegno. Datemi forza, se vi va, ne avrò bisogno.

    MAssimo Pernigotti

  • Renato Biano ha scritto il 1 luglio 2011 9:30 (IP: 81.81.69.156)

    Ingenuo Pernigotti: hai regalato l’ennesima idea a persone vergognose che non te la apporveranno. Ma fai opposizione e denunciali tutti, che queste sono perle ai p………… buon proseguimento Renato

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 1 luglio 2011 12:06 (IP: 82.52.81.24)

    Pernigotti, “se i privati proprietari delle aree produttive non utilizzate o dismesse vendono ad un prezzo calmierato ossia basso o convenzionato, la convenzione prevederà un premio urbanistico da spendere sia in residenziale sia in produttivo”…Dimmi perché i privati proprietari debbono vendere a costi bassi per avere un premio ? siamo in un periodo caratterizzato da una continua inflazione, anche se i prezzi degli immobili sono scesi a causa della necessità di fare cassa in questo periodo di crisi…ma non tutti potrebbero essere convinti di doversi disfare degli immobili e dei terreni a breve per reinvestire in altre aree residenziali o meno…potrebbero avere altre mire. Secondo, individuare le aree dismesse, contattare i proprietari, definire i valori…diventa un impegno lungo un paio di anni o piu’ con annesse beghe, ripensamenti, confusione… Terzo, dovesse la Regione o lo Stato promulgare una legge che obblighi i proprietari, qualsiasi essi siano, a non abbandonare aree e strutture, capirei…ma non essendovi una legge vincolante, lasciando quindi ai singoli la facoltà di accettare, il rischio è di inoltrarsi in una babele di imprevisti … Quarto ed ultimo punto. Prima di infervorarsi perché non interpellare qualche grosso proprietario tipo la Selin di Sestri Ponente, 12,000 mq coperti, chiedendo che intenzioni hanno ? e relazionarci….oppure contattare l’Alfa Romeo per le ex-fonderie di Multedo per il futuro di quelle aree… Capisco gli entusiasmi, ma prima di partire in quarta in un campo ove esistono già chi ne sa piu’ di tutti noi messi insieme, mi sembrerebbe d’obbligo tastare il terrreno ? perché non vorrei che qualcuno tra di noi facesse la figura di quello che cade dal pero…

  • Paolo M. ha scritto il 1 luglio 2011 12:53 (IP: 93.56.62.166)

    Bravo Massimo, in un ambiente (purtroppo) di immobilismo politico o di manovre “interessate” qualcuno che propone un sistema per dare una scollata al declino produttivo che ormai viviamo da anni. Spero che tutti si mettano una mano sulla coscienza ed approvino una proposta buona anche se arriva dall’opposizione.
    (Y) (Y) (Y)

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 1 luglio 2011 12:57 (IP: 82.52.81.24)

    Non voglio infierire, pero’ qui serve un ragionamento ancora … Prendiamo spunto dalle ex fonderie Alfa Romeo a Multedo abbandonate da anni …che non erano di proprietà dell’Alfa Romeo, ma dell’Italsider e quindi del gruppo IRI e quindi statali…l’Italsider le aveva dato in affitto alll’Alfa Romeo/ Fiat, mantenendone la proprietà…Certo che lo Stato potrebbe dismettere questo patrimonio inutilizzato, lo potrebbe frazionare, lo potrebbe cedere, visto che non gli interessa più, visto che spazi e infrastrutture destinate a certe produzioni (navi) non hanno piu’ motivo di esistere dati i costi di produzione e di mano d’opera italiani e il problema sindacati…

    pero’…pero’…Siamo sicuri che lo Stato voglia vendere queste aree direttamente ai privati e non invece alle Regioni ? Cosa intendiamo per privati ?

    Siamo sicuri che lo Stato non si intrometta nella destinazione d’uso in fase di vendita ? Siamo sicuri che il piano regolatore voglia destinare queste zone ancora ad aree produttive quando forse sarebbe il caso di destinarle ad aree verdi o turistiche o alberghiere o residenziali ? Quali le aree individuate ? Che si faccia un censimento delle aree e dei loro proprietari. Non credo sia difficile e che si distinguano i proprietari pubblici da quelli privati…
    Quali le loro caratteristiche e le loro intenzioni di massima ? Quali i Piani regolatori attuali in quelle città e quali le modifiche previste in vista del riutizzo di certe aree ? Pensare alla vendita diretta tra privati seppure incentivata dai premi mi sembra molto riduttivo … Siamo di fronte a grossi interessi, non stiamo giocando al Monopoli…Siamo nel mezzo di un business che vale miliardi di euro in una Regione che ha bisogno sì di spazi nuovi, ma che è attenta al denaro e ai profitti …Che cosa significano i premi e gli incentivi in una Regione che deve fare affidamento sul paesaggio per attirare il turismo, quale fonte importante di entrate… Lo Stato ha bisogno di soldi. cCerto che cederà le grosse aree, e sicuramente a prezzi calmierati seppur dell’ordine di qualche miliardo di euro per invogliare gli acquirente…strano che non ci abbia pensato fino ad oggi ? strano, ma non troppo visti i tempi e gli uomini …e da questo giro inizialmente saranno esclusi i privati…Le grosse partite si giocheranno tra pochi grandi. Iniziamo con il censimento delle aree, con l’individuazione dei proprietari e se di proprietà statali si tratta, prendiamo tempo, perché gli accordi intercorranno a livello alto, tra Regione e Roma, e non certo tra privati e privati…E poi un occhio alle sorprese del Piano regolatore di domani visto che non è assolutamente certo che al posto delle aree dismesse possano subentrare in futuro aree ad indirizzo produttivo…

  • massimo pernigotti ha scritto il 1 luglio 2011 13:25 (IP: 151.16.73.76)

    Adriana ti ho spiegato tutto in ogni modo e dettaglio.
    Ora siamo al “menaggio “e questo non mi va più bene. Ora non ti rispondo perche tutto ha un limite. E mi sono spiegato benissimo. cambia post se la mia proposta non ti va bene. Mi pare che sia sensata, a costo zero, e in grado di rimettere in moto un motore caro ed inceppato. A te nn pare così? me ne farò una ragione.

    grazie

    Massimo Pernigotti

  • alessandro ha scritto il 1 luglio 2011 14:41 (IP: 79.4.200.134)

    Devo ammettere che l’idea di Massimo Pernigotti e’ almeno un idea originale…in questo assoluto stabilismo perenne. Bravo MASSIMO !

  • rita s ha scritto il 1 luglio 2011 14:53 (IP: 79.29.97.116)

    Condivido appieno  il concetto di interesse pubblico delle aree produttive, specie quelle dismesse o in via di dismissione che, oltre a essere un spreco di risorse sotto il profilo economico, sono un vero danno non solo di immagine, ma anche ambientale e paesaggistico .  Trovo assolutamente intelligente anche il fatto che il prezzo convenzionato (affitto o vendita che sia) possa essere  una possibilità  e non un obbligo. In questo modo viene vissuto come una scelta e non una coercizione (auspicando che venga messa in pratica) . ovviamente parlo un pò da tecnico. Non trascuriamo però la ricaduta sociale che avrebbe perchè, non dimentichiamo, occupazione vuol dire “dignità”. e questa non vuole essere una dichiarazione politica ma una dichiarazione di “diritto alla dignità” per ciascuno di noi, ognuno nella misura e nei modi del suo personale percorso.  Ci guadagneremmo tutti: i proprietari dei terreni,  i Comuni (a parte lo scongiurato degrado anche in termini di ICI e TARSU etc) , gli imprenditori e soprattutto quella fitta rete di lavoratori spesso obbligati a lunghi spostamenti per trovare un’occupazione neanche sempre adeguata.  meno spostamenti, meno sprechi, migliore qualità della vita… sarebbe troppo bello estendere questo concetto della premialità ad altri settori? penso al turistico-ricettivo per esempio. ribadisco : ci guadagneremmo proprio tutti : anche solo chi passa e guarda che  non vedrebbe gli “scandali” che ci sono in giro. o almeno in minor misura. non vorrei essere caduta nel retorico.
    non conosco la sig.ra Adriana ma in giro c’è pieno di immobili sfitti che i proprietari, non avendo evidentemente bisogno , preferiscono tenere chiusi : che siano case, negozi o capannni. certi qui in zona sono in affitto da diversi anni. c’è qualcosa che non va evidentemente.

    PS
    io forse sarei più cattiva però:  o lo aggiusti o lo affitti o lo vendi: ma non lo lasci andare a pezzi, altrimenti se l’immobile è inutilizzato e cadente da troppi anni ti paghi una bella tassa “per eccesso di degrado” . lo so … mi tireranno le pietre per quest’ultima affermazione.

    ciao Massimo , ti apprezzo molto per l’impegno davvero concreto.

    rita s 

  • Uomonero2003 ha scritto il 1 luglio 2011 15:08 (IP: 94.85.147.88)

    Gran bella pensata Massimo!

    Nelle dovute sedi ritengo che a breve possa trovare appoggio e condivisione, in tal caso chissà che stavolta qualcosa possa maturare e non rimanere l’ennesima bella pensata “incompresa”.
    Almeno bisogna provarci.

  • Felice Airoldi ha scritto il 1 luglio 2011 15:58 (IP: 93.56.253.62)

    “per eccesso di degrado”….nell’ attuale ordinameto c’è già, o tieni l’immobile decorosamente, “in sicurezza” o ti viene confiscato e destinato alla collettività….ma te la vedi questa amministrazione di…pavidi, sequestrare i beni dei Gadolla o Cattaneo Adorno ????…poi comunque ti diranno che non hanno i soldi per ..ristrutturare..inutile, il problema è che manca la volontà politica, vanno spazzati via, TUTTI….poi finalmente qualcosa di buono si farà.

  • Roberto C. ha scritto il 1 luglio 2011 16:27 (IP: 62.97.44.50)

    Bravo Massimo, sempre attento nelle proposte e nelle idee cercando di spostare il dibattito verso i temi concreti sperando che diventi un segno e non resti un sogno!

  • Alessandra ha scritto il 1 luglio 2011 16:40 (IP: 87.30.23.65)

    Bravo Massimo! Vedo che non ti dai per vinto e in questo contesto in cui tutto appare immobile ci vuole qualcuno come te che crede fortemente di potere cambiare qualche cosa e fa di tutto affinchè questo avvenga. :angel:
    Apprezzo il tuo impegno oltre che le idee.
    Alessandra

  • antonio folcia ha scritto il 1 luglio 2011 17:30 (IP: 151.16.81.202)

    condivo da ex imprenditore questa idea e proposta. Bravo Pernigotti

    Antonio Folcia Rapallo

  • Mauro Nicastro ha scritto il 1 luglio 2011 17:46 (IP: 151.16.41.121)

    Era da tempo che non vedevo una proposta a costo zero di così grande portata. Le faccio i miei più vivi complimenti e mi auguro che la maggioranza trovi la forza di votarla favorevolemente senza tanti fronzoli. Non si faccia intimidire da commenti sciocchi. cordialità Nicastro

  • Patrizio ha scritto il 1 luglio 2011 18:17 (IP: 79.4.222.102)

    Bravo Massimo! Le tue proposte, come le tue battaglie (come quella dei passi carrabili a raso), sono sempre fatte bene e nell’interesse della collettività!
    Pernigotti for President!!! (Y) (Y) (Y)

  • massimo pernigotti ha scritto il 1 luglio 2011 18:25 (IP: 151.16.73.76)

    Architetto Alessandra di Santa M. e Archietto Rita di L. vi ringrazio. Mi pare che abbiate compreso molto bene lo spirito della norma e dall ‘indirizzo politico. Me la bocciano? pazienza. Noi ci abbiamo provato.
    MAssimo

  • rita s ha scritto il 1 luglio 2011 19:07 (IP: 79.29.97.116)

    Troppo realismo ci fa diventare pessimisti, se partiamo dal presupposto che ogni cosa viene respinta , magari solo perchè la propone l’opposizione (qualunque sia, beninteso) poi passa anche la voglia di proporla… lasciateci almeno quella …
    Voglio pensare che le buone idee vengano, se non accolte in toto,  almeno discusse . 
    e poi le ruote girano…  Non voglio invece pensare che certi “poteri” siano inamovibili . o è solo un’utopia?
    ciao r

  • Francesco Tappani ha scritto il 1 luglio 2011 21:48 (IP: 151.16.190.41)

    Caro Massimo non vi è dubbio che in Liguria non si possa pensare solo alla vocazione turistica o culturale ma si debba ritornare a proporre interventi in ambito squisitamente produttivo, che per altro, appartiene alla nostra storia neanche troppo lontana. E certamente il Piano territoriale provinciale può essere lo strumento utile affinchè la politica (e la gestione della politica) dia fiato a questa intenzione dando priorità a quegli investimenti che siano meno invasivi per il territorio e più a valore aggiunto. Spesso le idee non mancano, spesso manca il coraggio e l’intelligenza della politica. Ma se gli stimoli arrivano, se le menti vengono eccitate dalle buone proposte come la tua chissà che non si riesca davvero - tutti insieme - a dare un contributo di rinascita a questa nostra terra verso un futuro prossimo laddove i nostri figli possano riscoprire qui il lavoro, intellettuale e manuale, e non andarselo a cercare in giro per il mondo. Se serve andare in giro a stimolare io sono pronto.

  • Maria Grazia Sbarboro ha scritto il 1 luglio 2011 23:25 (IP: 87.2.26.144)

    :smile: Bravo. Sempre impegnato e sempre nell’interesse del territorio e per risolvere problemi veri e concreti. Buona proposta. Ho sempre sostenuto che le buone idee vanno condivise, da qualunque parte arrivino, ma purtroppo non sempre è così, anzi quasi mai, spero che invece questa volta possa succedere, te lo meriti. Sarebbe anche questa una bella ed importante inversione di tendenza. Importante si che le cose si muovano, ma se si muovono nel modo giusto, molto ma molto meglio per tutti.
    C’è davvero tanto bisogno di una politica diversa. Buon lavoro. Ciao
    M. Grazia

  • Andrea Cambiaso ha scritto il 2 luglio 2011 7:48 (IP: 109.112.7.41)

    Quello che stupisce di Te caro Massimo e’ la semplicita’ e la concretezza, il grande lavoro e la serenita’ di dare risposte anche  a chi non ne  meriterebbe. Hai la capacita’ di spiegare le proposte,  perche’ le hai chiare e ben sviluppate, rappresenti idee che dimostrano amore per il territorio e  la politica. Ti scrivo pubblicamente, quello che ti ripeto sovente, perché sono fiero di poter dire “uno diverso che in mezzo ad un mare di fanfaroni” fa cose concrete.  spero che tutti i tuoi lettori, di questi post , abbiano anche la forza di stare accanto a te  quando sara’ il momento camminando per strada al tuo fianco . 

  • Serafino Canessino ha scritto il 2 luglio 2011 8:49 (IP: 151.31.61.199)

    Le faccio i miei più vivi complimenti per la proposta che é realizzabile, anche se l’impegnativa sarà unicamente politica e di indirizzo e poi la disciplina urbanistica sarà compito degli uffici, così come ho letto sopra. Tuttavia si vede dietro a questa proposta un grande interesse per il proprio territorio e per il lavoro dei suoi abitanti. La disciplina allegata Le deve essere costata uno studio molto intenso; pertanto mi auguro che non prendano a calci la Sua proposta che però noto favorevolmente che é stata condivisa senza gelosie dal resto del PDL. Per una persona che ha iniziato da poco a fare politica fare da traino a persone navigate é comunque un bel segnale. Significa che grazie a Biasotti Lei ha avuto lo spazio di crescere laddove in un partito tradizionale non sarebbe neppure stato preso in considerazione in quato analfabeta della politica. Oggi la ritrovo a trainare una squadra provinciale che sottoscrive Le sue idee. Insomma mi pare che può uscire soddisfatto dalla politica, perché Lei sa benissimo che non essendo entrato nel PDL il Suo destino é segnato per sempre. Quella specie di movimento che ha fondato ha le gambe corte e sarà mangiato in un boccone dai professionisti della politica, Lei rimarrà fuori dalla Provincia e potrà accontentarsi di un posto in Comune come consigliere, sempre che riesca a fare una lista per il comune in grado ci prendere mille voti. Insomma Le dico bravo e grazie perché ha lavorato sodo, ma le dico anche ingenuo: si da tanto da fare ma la faranoo fuori, così come capita a tutti quelli senza scheletri che lavorano, perché al momento opportuno le volteranno tutti le spalle. Ma é ancora in tempo: entri nel PDL e si faccia dare un collegio. Essere bravi ma essere a casa non serve, meglio turarsi il naso prendere ordini da Scandroglio e prendere una sedia. Davvero bravo comunque, credo che sarà ricordato negli annali per quanto ha prodotto e proposto, non lo affermo per compiacerLa ma perchè é la realtà. Mi dispiace che la faranno presto fuori per sempre e che non abbia capito la differenza tra un coordianatore regionale di un grande partito di massa, e quattro scappati di casa con cui si é messo assieme. buona fortuna per il ritorno al suo lavoro di architetto. Serafino

  • massimo pernigotti ha scritto il 2 luglio 2011 9:18 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie Andrea (genova). Grazie Francesco (chiavari). Grazie Maria Grazia (borzonasca) grazie Patrizio (Monleone) e grazie a tutti gli altri. Rita, Allesandra, MAuro, etc…
    Da ieri sera il posto é su facebook con il link di questo sito. Vorrei che la proposta arrivasse al 100 persone che la sostengono. Sarebbe un bel biglietto da visita in sede di discussione e di votazione nel primo autunno.

    Certo speriamo che questo sia un seme non solo positivo per il territorio ma speriamo che le persone possano seguirci in questo percorso della politica innovativa: non solo critiche ma proposte. Cambiaso ci stiamo provando. Che dobbiamo fare altrimenti?

    Massimo Pernigotti

  • massimo pernigotti ha scritto il 2 luglio 2011 10:13 (IP: 93.186.31.240)

    Scrivo dal mio blackberry quindi perdonate gli errori: i miei amici sono forti sani e ben piantati. Nessun scappato di casa ma tutte persone con le quali disegnare un futuro migliore. Per tutti noi.

  • Pietro ha scritto il 2 luglio 2011 13:20 (IP: 81.81.7.229)

    Che dire? Ancora una volta la palese dimostrazione che dobbiamo liberarci, politicamente parlando, dei vecchi ringraziandoli per quello che hanno fatto ma lasciando spazio al nuovo che avanza.
    Pernigotti potrebbe essere l idea vincente per permettere a piccole e medie imprese di restare sul territorio creando di conseguenza occupazione e benessere.
    Grazie per il suo immpegno

  • Saraceno Eduardo Augusto ha scritto il 2 luglio 2011 13:25 (IP: 188.153.4.115)

    Caro Massimo, condivido purtroppo chi c’è a Genova da più di trent’anni non è imprenditore, ma fà parte di una casta male odorante dove è prioritario costruire, creare ipermercati, fare dei giovani una
    massa di commessi e non di persone con professionalità.
    Esempi sono l’area di Campi, o la Fiumara,

    il centro storico di Genova e i quartieri alti incominciando dal Castelletto.
    Sono morti i negozi di vicina-
    to, le attività del centro storico sono solo i pubblici esercizi per la movida, e tutta Genova invecchia e muore, con centinaia di alberghi chiusi da ponente e levante.
    Questi soggetti sono sovversivi, che
    sotto la maschera del partigiano continuano a infestare il territorio da briganti.
    Ma i miei avi sul Vul-

    ture hanno dato la caccia ai briganti, poi appesi o fucilati. E non contenti i Saraceno con mio nonno li
    controllava dal Confino.
    Devono solo sparire, altro che elezioni. Ciao Eduardo Saraceno

  • Paolo Federici ha scritto il 2 luglio 2011 14:10 (IP: 87.2.32.82)

    quando le idee sono buone dovrebbero essere portate avanti anche se il/i proponente/i è/sono in minoranza; speriamo che sia così per l’idea in oggetto!!!

  • massimo pernigotti ha scritto il 2 luglio 2011 14:39 (IP: 151.16.73.76)

    Genova é una terra in cui siamo passati da 800 mila a 600 mila abitanti in 25 anni e con un reddito pro capite più basso di Napoli e Palermo.

    Genova é una terra in cui le infrastrutture sono ferme agli anni 60′, a parte un pezzo di metropolitana che fa ridere i polli e non si riesce più a costruire ne uno svincolo ne un pezzo di ferrovia.

    Genova é una città che non ha un sistema di chiusura del ciclo dei rifiuti, unica in Italia. Con una differenziata al 25%-28%. portiamo tutto in discarica a Scapino a cielo aperto. Sarà forse meglio che un impianto???????

    Genova é una città che non vuole il termovalorizzatore, l’inceneritore, o il gassificatore, Ma non solo non separa i rifiuti come fanno per esempio a Salerno e raggiugendo l 70-80%, ma semplicemente li accumula a cielo aperto in cima ad una valle sopra a Genova oramai completamente ricolma di rifiuti di tutta la Provincia. Una cosa che se non ci sei stato non puoi immaginare……………

    Genova è la città che si vende gli spazi di discarica con rifiuti provenienti da altre regioni, ma nessuno dice niente.

    Genova é la città che aveva un porto, costruiva barche, vascelli, fregate, e ogni altro genere di nave, e per questo motivo ci troviamo disboscata ancora oggi una parte della liguria. Ma eravamo i primi.

    Oggi Genova ha i superbacini vuoti e gli operai vanno a lavorare a Marsiglia perché costa meno là. Ma come é possibile?

    Genova é la città dal centro storico più grande d’Europa, con sovrapposizioni storiche e artistiche uniche al mondo. Un patrimionio che in alcune zone é maleodorante e pericoloso. POssibile che non sappiamo “vendere” ai turisti cinesi, indiani, russi, e americani la nostra terra? Possibile che parte del centro storico debba essere l’orinatoio di vagabondi e mendicanti?

    Genova é la città di naviganti, di poeti, di scrittori, ma oggi é una città di anziani dove i giovani scappano e le eccelenze cercano posto altrove, perché qui non c’é spazio se non per gli amici degli amici degli amici. PErché ti dicono che ………….non ci sono soldi.

    Genova é la città che ha prestato denaro a tutte le più grandi corone europee, ma oggi restano da gestire solo problemi e una classe politica che non ne vuol sapere di andare a casa, anche perché viene sempre democraticamente rieletta. Ma perché viene rieletta?

    Genova e la Provincia di Genova soffrono di una crisi di idee, di identità, di valori, e sopratutto di disciplina. La disciplina é un concetto che non esiste più, ma la disciplina é un valore enorme. da Recuperare.

    Caro Edoardo, Genova e la Provincia sono la mia terra sconfitta in mano sempre agli stessi. Sempre agli stessi anche dopo il 92′. altro che seconda repubblica.

    Ma io non mi arrendo e prima di smettere provo fino in fondo. Poi me ne vado. Anche io. Se i genovesi per la paura di perdere quel poco che gli é rimasto non sono disposti a staccarsi dall’osso rosicchiato io non ci posso fare niente. Il voto é democratico.

    Ciao Saraceno.

  • Lanata Francis ha scritto il 2 luglio 2011 15:13 (IP: 217.133.15.107)

    ottima idea da non disperdere. sono convinto che in un modo o nell altro questa proposta senza costi andrà in porto. Non per merito suo…ma prima o poi… :-P Lanata Fra

  • Luciano ha scritto il 2 luglio 2011 16:00 (IP: 87.2.28.42)

    Credo che quella del consigliere pernigotti sia un ottima proposta, in questo momento di crisi, bisogna tutelare le imprese che garantiscono occupazione. E ricordo a tutti, che le piccole e medie imprese sono quelle che tengono a galla il paese. Pieno sostegno all’iniziativa di Massimo Pernigotti.

  • Andrea Cambiaso ha scritto il 2 luglio 2011 19:20 (IP: 109.116.192.71)

    Caro sig serafino, le gambe corte le hanno quelli che si nascondono, che non hanno il coraggio di fare . Il pdl come dalla parte opposta il Pd hanno il fiato corto e sono contenitori dove non si esprimono idee ma si subiscono. Chi vuole cambiare deve avere coraggio e deve esporsi, io sono sconcertato nel leggere anche qui critiche di chi restando in salotto seduto, senza metterci un minuto del proprio tempo si permette di criticare. Esistono sia a destra che a sinistra persone straordinarie come Massimo che per passione si offrono e questi devono essere i modelli a cui riferirsi e a cui dare sostegno secondo la  propria ideologia. quindi invito Lei, la sig.ra Valsecchi a fare, anche contro di noi, ma a non sprecare tempo solo per mugugnare. Mentre lai mugugna Massimo ed altri stanno lavorando per voi, se non vi piace il loro lavoro potete esprimervi con energia e vigore, noi e tanti amici anche di altre formazioni lo facciamo ma ci siamo stufati di perdere tempo o ascoltare la dietrologia della poltrona. Al sig serafino lascio solo una riflessione ovvero: io ho costruito un gruppo, senza soldi di nessuno con svariate decine di posti di lavoro, quindi ho le gambe per correre al contrario di chi ha fatto della politica il suo salotto ed e’ eletto da lustri da persone che delegano, quindi mi impegno spendendo di mio e non con soldi del contribuente come molti dei signori che lei vorrebbe compagni di avventure del Pernigotti
    Un cordiale saluto e pronto ad ascoltare e discutere per ore su cose costruttive, il mugugno e’ libero ma lo lascio a chi non ha idee da offrire .

  • Silvano Forneris ha scritto il 2 luglio 2011 20:25 (IP: 95.237.124.197)

    In questo paese discorsi tanti ma fatti pochi, persone come Massimo Pernigotti ce ne vorrebbero tante e probabilmente i fatti ci sarebbero…….e faticoso fare bene ma tieni duro fatti spazio e i risultati si vedranno noi ti sosteniamo, bravo Massi.

  • Francesco Tappani ha scritto il 2 luglio 2011 22:10 (IP: 151.16.148.195)

    Caro perni è purtroppo vero Genova è una bellissima città che sembra abbia perso la voglia di lottare per costruirsi un futuro decente, è una donna dalle belle foto di gioventù che si accontenta di rimirarsi pensando con nostalgia a quanto e a quando era bella e corteggiata. Uniamoci per corteggiarla ancora, facciamoci sentire per ricordarle che ancora può piacere, per stimolarla ad essere di nuovo attaente e sexy come quando i suoi ingegneri costruivano impianti in tutto il mondo e portavano il suo nome in Venezuela e in Cina, nel Far east e in Brasile. Non è impossibile far rinascere un passato produttivo in un nuovo futuro di imprenditori, non è impossibile trasferire ai nostri giovani le esperienze passate se i nostri giovani e i nostri quarantenni si mettono in gioco e se la politica con la p minuscola, quella fatta dagli impiegati della sedia ben pagata, del gettone di presenza, dei consensi in cambio di promesse sempre dimenticate, si farà finalmente da parte lasciando il posto alla Politica dei cittadini, alla Politica di persone preparate e disposte anche a sacrificare un poco i propri interessi personali per il benessere dei liguri. Io voglio essere, insieme al tuo impegno, ottimista.

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 2 luglio 2011 22:13 (IP: 79.31.120.25)

    Pernigotti, la Liguria è ferma a causa dei Liguri …se qui ci fossero i Bresciani o i Bergamaschi non esisterebbe piu’ neppure un’area abbandonata…fai una corsa lungo l’autostrada Milano- Bergamo-Brescia-Vicenza giusto per prendere qualche idea… là c’è un mondo che crea e che si sviluppa anche nelle cantine per adeguarsi il piu’ velocemente possibile alle esigenze dell’industria e del commercio…qui vogliamo gli spazi e le strutture, ma per fare che cosa ?

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 2 luglio 2011 22:37 (IP: 79.31.120.25)

    Andrea Cambiaso, mi sembra di non limitarmi a mugugnare, anzi…cerco sempre di aprire un discorso, di giustificare certe mie impressioni; ma vedo che davanti alla discussione si preferisce chiudere ..e comunque è inutile portare in appoggio alla mozione di Pernigotti una “comitiva” di sostenitori digiuni di tutto…Ci vogliono dati, statistiche, studi fatti da tecnici, da ingegneri, da specialisti, da fiscalisti. Bisogna essere agguerriti e forti di informazioni per spuntarla. In caso contrario si farà la figura degli sprovveduti che si inoltrano in un campo minato, credendo di andare ad una festa … Solo così Pernigotti puo’ darsi un minimo di autorevolezza ed arrivare almeno a farsi ascoltare, senza fare la figura del dilettante, pur sapendo che toccherà gli interessi di tanti molto ma molto piu’ preparati di lui, e molto ma molto restii ad aderire alle sue aspettative e alle esigenze dei privati imprenditori … L’agnello che entra nel sottobosco intricato è sempre un agnello, e il rischio di lasciarci la pelle è grande e proporzionato alla quantità delle belve che andrà a disturbare…

  • Edo ha scritto il 3 luglio 2011 7:30 (IP: 151.16.15.202)

    E’ inutile fare stime su chi e quanti potranno trarne utilità. Qualsiasi conto venga fatto in un momento di recessione, se fatto onestamente, tenderà sempre ad essere sottostimato, in un momento di espansione, ad essere sovrastimato.

    Garantire costi minimi per l’utilizzo delle nostre poche aree produttive è il fine di questa proposta e mi sembre una ottima idea.
    Il resto son solo discorsi di chi ha interesse che tutto rimanga così com’è, per ignoranza o per interesse.

  • massimo pernigotti ha scritto il 3 luglio 2011 9:00 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie a tutti:

    Innanzi tutto su questo forum si sono espressi imprenditori anche di grandi aziende.
    Si sono espressi liberi professionisti come Architetti, Geometri, e avvocati.
    Si sono espressi dipendenti di ditte che sentono sulle spalle il problema dell’occupazione e di ciò che gravita attorno a quelle poche aree esistenti.
    Io stesso sono un libero professionista e quindi un pò mastico questi problemi, e se non fosse così non avrei potuto passare da una mozione (che é l’unica possibilità che abbia il politico a seguito della BAssanini) ad una proposta non vincolante di disciplina rubanistica fatta in modo per far capire che si può fare. Naturalmente la proposta di disciplina serve al consiglio per capire meglio! poi sono i tecnici della provincia e della regione che dovranno smontare e rimontare la mia ipotesi di legge.

    Ma veniamo ai dati: il dato principale é che proprio io chiedo i dati. E li chiedo attravarso un censimento delle aree produttive e dei capannoni (dismessi e in via di dismossione) che non esiste. Ed infatti la mozione parte da li. E parte da Li perchè questa cosa la provincia può farla. altrimenti io non potrei proporre una mozione per un altro ente che non fosse aria fritta.
    Poi però vado oltre. Che le nostre aree produttive abbiano costi troppo alti rispetto alla concerrenza lo sanno anche i muri, e qui chi vuole o non ci crede si istruisca da sè, perché io non distribuisco verità: o lo si sa o non lo si sa.
    Mi pare che dai commenti siano tutti d’accordo sulla sitazione, giacchè nella disciplina porto anche un fatto concreto appena accaduto: il caso Lames. Ossia parto proprio da Lì.

    Dicevo le aree sono care rispetto alla concorrenza, chi vuole iniziare, ingrandirsi, impiantari non ha gli spazi e la convenienza rispetto ai costi della aree che sono troppo care anche se dismesse. AL NETTO CERTAMENT DI ALTRI PROBLEMI CHE PERO’ NON SONO IN CAPO ALLA PROVINCIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!! CHIARO?

    Cosa inventarsi per il bene della mia terra e con gli strumenti a mia disposiozione e rispetto le mie competenze? Bhe mi sono inventato una legge speciale per cui, se il privato, che tiene le sue aree dismesse, le vende a un prezzo giusto e concordato attraverso una convenzione con il comune o i comuni interessati, in cambio ha un premio urbanistico concordato a priori. Vi sembra poco? a sembra una possibilità senza incentivi e risorse aggiuntive per invogliare a vendere le aree dismesse. Significa che se quel proprietario (ricco e svogliato e in attesa della nuovao rivoluzione industriale per vendere) voleva ricavare 100 dalla sua area, ne ricaverà 30, ma avrà un premio altrove per costruire 150 e al netto delle spese per costruire (altro lavoro) poter guadagnare un altro 100 per cui arrivare a 130 totale. Anche se é un ex imprenditore questo signore avrà l acquolina in bocca sentendo il profumo dell’affare. Mentre un giovane imprenditore ancora voglioso che si voglia sobbarcare dell’onere di un attività potrà tentare di entrare ad un prezzo delle aree a 30, ossia in linea con prezzi corretti.

    Come ho detto il discorso non si ferma solo qui, e ho qualche asso nella manica per quanto rigaruda la proposta. Ma non posso proprio darlo ora. Prima voglio che me la approvino, o me la boccino, al limite me la possano copiare per il bene del territorio.

    Una rivoluzione a costo zero é una rivoluzione tale da creare il movimento delle aree produttive e riaccendere gli ex imprenditori che re investono in residenziale creando nuovo lavoro ed occupazione anche nel settore edile a me non sembra male. Mi pare che i più abbiano capito. Ho bisogno di sostegno per non farmi bocciare la proposta solo per menaggio politico tra destra e sinistra.

    Guardate che tutto parte da un concetto base: da oggi se vogliamo parare di lavoro le aree produttive le trattiamo come di interesse pubblico connesse al lavoro e all’occupazione. Guardate che su questa proposta gli amici consiglieri del centro destra hanno firmato con me. Guardate che questo significa: BASTA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI PELOSA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI DALLA STALLA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! agiamo prima rendendo fertile il terreno.

    Valsecchi spero avrai compreso. POi le proposte possono essere mille ma vanno fatte negli enti corretti: regione, stato, comune, io mi sono occupato di quello che posso fare in provincia e coinvolgendo la regione che potrà dire la sua. Sono certo che l assessore regionale (bella e intelligente) non mancherò a tempo debito di valutare questa proposta e se la farà sua spero avrà il buon gusto e la correttezza di citarmi.

    GRazie. Continuate a sostenre la proposta.

    per la Valsecchi: non mi sento l’agnello ………………………………..
    per Serafino: finisco nel nulla? pazienza. non ho mai agito contro il PDL in provincia e sono stato seduto nei consigli provinciali dalle 15 fino a fine consiglio dal 2007 ad oggi mancando solo una volta per motivi di salute. Credo di aver onorato il posto, e aver difeso tutto il centro destra. sempre.
    laddove necessario anche il governo nazionale più di altri e sopratutto più delle sedie vuote. Troppo vuote. O di chi anche legittimaente é stato eletto nella Lega nord ed è andato in UDC passando in maggiornza. Magari ci vado io in maggioranza, ma da persona corretta con il nuovo ciclo? senza fare passaggi di mezza stagione?

    Noi di Liguria Moderata stiamo battendo una strada nuova. E non scappiamo di casa ma “usciamo di casa” e vi invitiamo a “uscire di casa” e chiediamo di uscire di casa per andare sul territorio a “occupare” e “riaffermare” gli spazi vuoti e senza governo, senza disciplina, senza una prospettiva non solo politica ma anche di dialogo.

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 3 luglio 2011 13:55 (IP: 79.25.121.222)

    Pernigotti, non ho capito il senso delle ultime quattro righe…puoi riscriverle in modo meno sibillino ? grazie…

  • massimo pernigotti ha scritto il 3 luglio 2011 14:26 (IP: 151.16.73.76)

    “Noi di Liguria Moderata stiamo battendo una strada nuova. E non scappiamo di casa ma “usciamo di casa” e vi invitiamo a “uscire di casa” e chiediamo di uscire di casa per andare sul territorio a “occupare” e “riaffermare” gli spazi vuoti e senza governo, senza disciplina, senza una prospettiva non solo politica ma anche di dialogo.”

    RISPONDEVO A SERAFINO CHE NOI NON SIAMO SCAPPATI DI CASA. MA SIAMO USCITI DA CASA PER RIAPPROPIARCI DEGLI SPAZI VUOTI.
    PER ULTERTIORI CHIARIMENTI alla Sig.ra Valsecchi usare la mia e mail privata “massimo@pernigotti.net” perché qui si parla di aree produttive e desidero sostegno per questa iniziativa e proposta. Vale anche per Serafino che magari cambia idea

    Massimo

  • salvatore Speranza ha scritto il 3 luglio 2011 15:08 (IP: 151.37.18.6)

    Mi consenta: proposte del genere non si regalano alla maggioranza che se le spende come e quando vuole - faccia opposizione non proposte che avantaggiano quei rossi :ninja: Se dietro avesse un partito sarebbe stato consigliato a non presentarla. Solo l ingenuità di chi non é un politico permette certe ingenuità. Complimenti per l’idea è di buon senso: i compagni saranno felici di potersela giocare come loro bocciandole la sua con un sberleffo e il gesto dell’ombrello - falce e martello ringraziano - certe cose si cincordano in camera caritatis e non con le mozioni pubbliche - cordialmente Salvatore Speranza Rapallo

  • Claudia ha scritto il 3 luglio 2011 16:21 (IP: 188.153.7.213)

    Proposta per il rilancio delle aree produttive e dell’occupazione nella Provincia di Genova
     Per dare un rilancio concreto alle aree produttive e per l’occupazione nella Provincia di Genova, bisogna dare lavoro ai giovani. Impiegare nel lavoro i cassaintegrati, cercare di dare sostegno ai giovani e al lavoro femminile, dando incentivazione all’apprendistato e al part time sia verticale che orrizontale. Bisogna considerare che Genova e la Liguria per la vicinanza del mare, sono predisposti per insediare strutture lavorative nel settore turistico. Bisogna adeguare il territorio con infrastutture innovazione ai servizi delle imprese, della logistica, delle telecomunicazioni, cercando di promuovere e dare lo sviluppo necessario per dare così la possibilità a tutti di avere un lavoro ed occupazione. Per il turismo dare più ricezione con più posti letto low coast, alberghi di qualità e cercando di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale, in questo modo anche altri settori potrebbero crescere nelle aree produttive sia del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi nell’ambito del sociale. Creando aree a disposizione per le imprese per le aree industriali. Per le imprese artigianali proporre delle fiere per dare più visibilità ai prodotti locali e per dare al consumatore la possibilità di conoscere il territorio ligure. Così facendo si potrà difersificare il canale di vendita e dare la possibilità di lavoro per gli ambulanti, la media distribuzione, la vendita diretta. Ma per fare tutto questo bisogna essere uniti per dare un cambiamento significativo al nostro territorio non più tante parole ma fatti, per dare un futuro ai giovani e meno giovani che ci sono e che verranno in futuro.

  • massimo pernigotti ha scritto il 3 luglio 2011 17:50 (IP: 151.16.73.76)

    Grazie Claudia, conoscendoti molto bene, prendo il tuo discorso come un invito a proseguire sulla strada intrapresa. E’ proprio alla ricerca dei fatti che porto in consiglio una proposta concreta. E’ proprio per i fatti che cerco sostenitori e aiuto per non arrivare con le batterie scariche e farmi dire di no.

    Sig. Salvatore ma guardi che io faccio opposizione. Vada sul mio sito http://www.pernigotti.net troverà centinaia di interpellanze interrogazioni e articoli di stampa per cui faccio opposizione.
    Però non é che se sono oppositore non posso fare proposte sensate. Insomma il consiglio provinciale c’é per discutere e votare anche le “mozioni” che sono un documento impegnativo previsto dal regolamento. Mica mi invento nulla di strano. Boh……………..sarò ingenuo, ma come si giustificheranno loro per averla casomai bocciata e avendo detto di no a questa proposta? guardi che il problema non é il mio. IL problema é il loro. io ho la coscienza tranquilla tranquilla. Proposta a costo zero in revisione di CTP. si giustifichino loro quando la dovessero bocciare !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Pernigotti

  • massimo pernigotti ha scritto il 3 luglio 2011 18:05 (IP: 151.16.73.76)

    Gentile Marchi, potrebbe rimmetere in evidenza questo argomento che mi pare di interesse per gli internauti e che risulta relegato fuori dalla paginata principale?
    grazie. mi sembrerebbe giusto considerato il numero di commenti e di interesse che ha suscitato la proposta. Sopratutto in riferimento agli altri argomenti presentati da altri.

    Massimo Pernigotti

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 3 luglio 2011 21:54 (IP: 80.183.18.2)

    E allora parliamo di dismissioni in generale, portando degli esempi di accordi raggiunti in altre regioni…senza bisogno di auspicare tanta segretezza nei confronti di simili iniziative già collaudate altrove. In Lombardia o meglio a Milano è già in corso da tempo la dismissione ad esempio delle caserme…la leva non è piu’ obbligatoria da anni e il Ministero della Difesa ha messo a disposizione del Comune tutte le sue caserme (meno un paio) affinché le ceda a privati…mesi di incontri e di colloqui sono stati necessari per stilare un protocollo di intesa con indicati quali edifici conservare e quali no, suggerendo i relativi cambi di destinazine urbanistica, iniziando dalle zone che hanno un basso valore commerciale…Sul ricavato il Comune tratterrà per le sue casse un 10-15% del valore …
    Non è previsto che tutte le caserme vengano sostituite da palazzi da abitazione. Vi saranno zone a verde e progetti per palazzetti dello sport, Accademie, una piccola città del Cinema…
    Ancora a Milano sono in corso dismissioni di vari scali ferroviari. Sono aree molto ampie in zone semicentrali ove già oggi possiamo vedere palazzi affittati ad uffici e ad abitazioni (vedi Porta Nuova e lo scalo ferroviario di viale Umbria e quello di viale Jenner)…e tanti grattacieli ancora non ultimati.
    Certo in Liguria non vi sono probabilmente caserme e scali ferroviari in sovrannumero e quindi ben vengano le dismissioni di aree abbandonate ad indirizzo produttivo in quel di Genova e dintorni…anche se i settori nei quali la Liguria dovrebbe eccellere sono sempre quelli: il business turistico e il business degli anziani oltre a quello navale…Ammesso che uno dei tre ormai sia in crisi perenne, gli altri due potrebbero venire recuperati se i Liguri avessero un altro carattere, se fossero maggiormente predisposti alla comunicazione e consci del fatto di poter sfruttare chilometri di costa e di mare e sul clima temperato e sulla vicinanza alle grandi città…

    Ritornando alle aree, comunque il principio è sempre lo stesso. Lo Stato ovvero il Ministero della Difesa o dei Trasporti o dell’Industria ha bisogno di far cassa e di vendere velocemente spazi inutilizzati da anni, agevolando sia i privati che le imprese in fatto di quotazioni…e di riflesso i Comuni stessi…

  • Felice Airoldi ha scritto il 4 luglio 2011 6:10 (IP: 93.56.240.183)

    Sottoscrivo in toto l’intervento di Andrea Cambiaso. Bisogna costruire una”squadra d’ azione”, servono sopratutto giovani avvocati “in cerca di gloria” e non di quattrini facili e subito, se no è meglio che continuino a darsi da fare con le “torte” tra carrrozieri e assicurazioni.
    Il difficile è trovare gente competente che riesca ad comprendere, scardinare e contattaccare queste demenziali leggi, leggine, decreti, proroghe, deroghe….che sappiano fare esposti alla procura, e che sopratutto, stuzzichino i magistrati, “pigri” o ….miopi se non addirittura……ma questo è tutta un altra sporca storia.
    Un consiglio per Perni, guarda quanti interventi entusisti, i “criticoni” ci sono sempre, è la professione dei “pavidi” e di chi difende una “posizione acquisita”, il tuo modello è ottimo fidarti, è ENTUSIASMANTE e a dispetto dei “bacchettoni” un IDEA ENTUSIASMANTE è VINCENTE, si và avanti, quando finisce questa discussione posta per bene in maniera semplice,….. anche per noi “zoticoni”…lavoro a KM ZERO, anche questa è un idea VINCENTE.
    ADELANTE MAX!
    scusate se ho troppo “virgolettato”

  • massimo pernigotti ha scritto il 4 luglio 2011 8:29 (IP: 151.16.73.76)

    A se fossi al Ministero…………………………………..certo che lo farei. direi che il Ministero di Scaiola mi piacerebbe. Dici che ci arriverò?

    Non credo che sono io dalla Provincia a dover censire le ex caserme e pretendere che on vengano sostituite con supermercati ………………………come putroppo accade. IL comune d iGenova ci penserà. La mia mozione parla di aree produttive artigianato ed industria e non commerciale. di quello non ne sentiamo il bisogno. Siamo già over…… la mia mozione parla di aree produttive dismesse e nn di caserme dismesse. quello é un altro capitolo………………….

    Valsecchi ci sono decine di post del Professor Capurro che stimi e ammiri alla follia, da commentare……….

    Massimo Pernigotti

  • eduardo augusto saraceno ha scritto il 4 luglio 2011 10:35 (IP: 151.16.52.219)

    Massimo, grazie della cortese risposta, ma per i cornuti briganti non occorre una Lista Moderata, ma doppiette per la ” caccia a selvaggina e briganti” , non un codice anti mafia, ma un Codice Cosmico
    ” Big Bang” fatto come ai vecchi tempi dal parlamento dei Baroni del Regno delle Due Sicilie, e pub-
    blicato sulle loro cape marce. vedi che spariscono .  
    Preferiscono  il suicidio collettivo !!!!!!!!!  Ciao

  • Mario Costa ha scritto il 4 luglio 2011 10:49 (IP: 83.103.84.5)

    sono un tecnico e apprezzo l’idea di Pernigotti e sono contro alcune inutili e furbesche distrazioni che provengono da idee legittime ma che nulla hanno a che fare con questa proposizione che è sacrosanta. :wink:

  • massimo pernigotti ha scritto il 4 luglio 2011 12:19 (IP: 151.16.73.76)

    Felice, la km zero non la conoscono ancora……………………….. tu hai avuto un anteprima, presto la tiriamo fuori. GRazie.

    Saraceno il tempo delle doppiette é finito. la doppietta di oggi é il voto, ma in modo molto più subdolo lo sono alcuni commenti ed indescrizioni sui quotidiani quando distruggono le persone prima di un giudizio corretto. Come dice il mio amico Andrea Cev. ne uccide più la penna che il fucile.

    Se ai genovesi va tutto bene così, che ci posso fare? io la faccia ce l’ho messa. l’impegno anche. Di più non posso fare.

    Costa grazie.

    Massimo

  • eduardo augusto saraceno ha scritto il 4 luglio 2011 13:03 (IP: 151.16.52.219)

    Massimo, vedo che il sito è quasi occupato da Capurro. Io non condivido le sue scelte politiche, poi l’ultima
    di appoggiare la giunta Burlando della Vostra Regione in declino. e persone che negano la libertà di pen-
    siero come è accaduto in primavera per l’iniziativa del Sig. Gubitosi.
    Ma da che pulpiti vengono le prediche, verginelle/ì di clausura !!!!!!
    Rapallo ha ricevuto delegazioni Serbe, Russe , Tedesche, come 80 anni fà Ghandi è stato ricevuto in Italia
    con tutti gli onori o Italo Balbo dalle Russie alle Americhe ha portato un immagine positiva dell’Italia nel
    mondo e alle masse contadine povere italiche partite in cerca di fortuna.
    Oggi con un mondo globalizzato sono i cinesi  che vengono da noi !
    Ciao Edoardo

  • Andrea Moras ha scritto il 4 luglio 2011 13:23 (IP: 151.16.105.43)

    La tua mozione sulle area produttive per semplicità e concretezza e disarmante, delle volte le cose più semplici sono le migliori.
    Da commerciante però porrei bene in evidenza l’uso industriale e artigianale di queste per evitare di trovarci con un out-let o centro commerciale dentro casa!
    Saluti Andrea

  • Saraceno Eduardo Augusto ha scritto il 4 luglio 2011 16:09 (IP: 188.153.5.195)

    Massimo, capisco l’idea valida, ma per raccogliere forza e consenso non occorrono solo idee ma ideali, non stimo Capurro, e conosci i motivi. Penso ancora che i vecchi amministratori ad esempio Ricci invece possano con Campodonico e altri avere un scatto d’orgoglio e portare la barca a largo. Occorre mobili-tare le coscienze più che le teste, questa è la mia risposta agli altri interventi. Queste persone devono
    avere per prime uno scatto d’orgoglio. Ciao Edoardo

  • Saraceno Eduardo Augusto ha scritto il 4 luglio 2011 16:25 (IP: 188.153.15.116)

    scusami per concludere te lo dice uno che la sua famiglia ha amministrato con ruolo pubblico per secoli interi paesi. Devono loro per primi cambiare visto che siamo sull’orlo del baratro. Ciao Edo

  • Davide Fazzi ha scritto il 4 luglio 2011 16:29 (IP: 79.20.127.176)

    apprezzo molto l’idea di pernigotti!

  • massimo pernigotti ha scritto il 4 luglio 2011 17:25 (IP: 151.16.73.76)

    Caro Andrea Moras la mozione specifica proprio aree produttive e non commericali. E’ proprio esplicitato.
    Abbiamo bisogno di tutto e di occupazione (certamente il turismo al primo posto) tranne che di nuovi centri commerciali a svuotare le nostre città di negozi rendedole dormitori come è sono diventate altre cittadine italiane.
    E così come erano i centri urbani dell’est che io personalmente ho vistitato da ragazzino.
    vi rammento signori che io ho visto la germania dell’est prima della caduta del muro. E di balle sul socialismo reale a me non se ne raccontano.

    Andrea e Fazzi (di Sori) grazie per il commento positivo. Mi da forza.

    Una riflessione sul tema turismo: non me ne sono dimenticato. Ma ho presentato mozioni e idee che mi sono state bocciate. Non é che questo é il mio primo lavoro…………………..

    Eduardo Saraceno Augusto: a tempo debito farò le mie scelte politiche per il proseguio. Ora io mi occuopo di due cose: opposizione in provincia nelle file del centro destra, e proposte di ampio respiro laddove mi pare di cogliere aspetti migliorabili sempre in ambito provinciale.
    Inoltre mi occupo del Movimento Liguria Moderata.

    Pertanto non entro nel merito di Capurro Mentore e Ricci come tu vorresti che io facessi caro Saraceno.

    Innazi tutto desidero concludere bene il mio mandato. Ed essere ricordato come un candidato eletto che ha fatto parecchio in Provincia.
    Ma sono stato l’opposizione Saraceno. Non ci vorrei passare la vita all’opposizione. Pertanto il mio indirizzo mentale al momento é: si gioca per vincere? partecipo se voluto e se posso. Si partecipa per perdere? ho da pensarci…………due minuti poi decido.
    Ma Saraceno non dipende da me. In democrazia dipende dalle alleanze, dai momenti storici, dalle considerazioni anche extra politiche del piccolo territorio in virtù di scenari più ampi.

    Massimo Pernigotti

  • Gianfranco Cangiu ha scritto il 4 luglio 2011 18:53 (IP: 164.132.104.88)

    Bravo Pernigotti, proposta pulita senza sprechi e spero fattibile. Gianfranco C.

  • Fazzini Massimo ha scritto il 5 luglio 2011 10:09 (IP: 151.16.75.173)

    Ritengo l’iniziativa/proposta per le aree produttive e l’occupazione una visione al passo con i tempi attuali.In essa si potrebbero anche a mio giudizio inserire le aree industriali dismesse che in passato e speriamo non più in futuro sone state oggetto di riconversione in aree commerciali, con un stravolgimento viario della zona, investimenti pubblici viarii importantissimi e un impoverimento del flusso pedonale dei centri storici vicinori alla zone oggetto di riconversione, con tutte le conseguenze che ne derivano. Merito al consigliere Pernigotti anche dello studio a suo tempe presentato come punto di programma nelle elezioni comunali di Rapallo, della terza corsia che insisteva sulle rive del Boate passando nella proprietà golf senza arrecare danni alla stessa.Speriamo che di tante parole si approdi a dei fatti

  • massimo pernigotti ha scritto il 5 luglio 2011 14:32 (IP: 151.16.73.76)

    Certo Massimo,

    nelle aree produttive si intende anche le aree industriali. E la norma si intende senza portarle a commerciale. Proprio non ne sentiamo il bisogno. A meno che non vogliamo città dormitorio senza negozi e negozietti. Che a mio modo di vedere sono il SALE DELLE CITTA’ e formano quella piccola classe media libera, indipendente, e moderata. Ossia quella classe economica che ha trainato dal dopoguerra ad oggi il commercio e l ecomomia del nostro territorio secondo i dettami cari ai grandi dimenticati: Einaudi in primis.

    Grazie Massimo Faz

    massimo

  • Saraceno Eduardo Augusto ha scritto il 5 luglio 2011 14:54 (IP: 188.153.5.70)

    Caro Massimo Fazzini, oltre alla strada nell’area golf, occorre creare un splendido Hotel con piscina
    e centro congressi e adeguato servizio navetta. Un esempio da migliorare può essere l’Hotel Golf di Punta Ala. Da amico ti dico sarebbe anche l’ora che si svegliano. Ciao Edo, salutami tuo padre

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 6 luglio 2011 6:12 (IP: 79.31.125.2)

    Saraceno, certi scatti di orgoglio in persone poco predisposte non portano la barca al largo, ma la affondano del tutto…è meglio che un politico abbia capacità professionali o abbia ideali ? dimmi tu…e non mi sembra il caso di volere a tutti i costi sempre tutto …accontentiamoci di avere qualcuno che ha cervello e lo utilizza pensando a Rapallo piu’ che a se stesso…se non sbaglio gli uomini che hanno dato e danno impulso ai loro Paesi non è detto che siano o siano stati sempre degli idealisti …o comunque ammesso che lo fossero, non sono stati sempre capiti, anzi sono stati attaccati e ammazzati incluso Gandhi, il che significa che chi vuole prendersi carico di un compito pubblico deve agire per il bene collettivo, ma senza per questo pensare di riuscire ad accontentare tutti …troppa trasparenza rende vulnerabili e toglie autorità e carisma anche se serve a rendere tutti compartecipi di certi progetti e non invece esclusi…
    ma questa esagerazione di voler giudicare, di volersi immischiare non compete alla popolazione…la gente non dovrebbe mettere il naso nella politica…non è affar suo…

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 6 luglio 2011 6:34 (IP: 79.31.125.2)

    Ho incontrato ieri pomeriggio Giobatta Sardella che sopra Principe, ad un chilometro circa dal vecchio Ospizio dei Poveri, ha ancora un terreno recintato ove molti anni fa aveva un capannone per il trattamento galvanico (?) dei metalli…gli ho parlato dell’idea di una futura possibile convenzione del Comune per la cessione a privati del suo terreno praticamente abbandonato E’ rimasto molto perplesso. La sua ditta (individuale) è ormai chiusa da anni. Ha avuto problemi : è stato sorpassato in pratica dai concorrenti piu’ abili e aggiornati in fatto di macchinari…Non è riuscito a vendere il terreno. L’idea di potersi in futuro convenzionare con il Comune l’attira.
    Pero’ mi ha chiesto 1. Ammesso che trovi un acquirente, cosa ne faccio del premio visto che non ho intenzione di rimettersi nella produzione ? 2. Ammesso che venda dovro’ pure inserire il corrispettivo della vendita in bilancio, ma il bilancio (la ditta) ormai è chiuso. E quindi che fare ? Passare tutto al figlio, proprietà del terreno, vendita convenzionata e relativo incasso e premio…
    Ma anche lui avrà bisogno di finanziamenti bancari per concretizzare certi progetti utilizzando le agevolazioni, ma senza poter dare alle banche certe garanzie che puo’ fare in pratica ?

  • Felice Airoldi ha scritto il 6 luglio 2011 6:36 (IP: 93.56.242.248)

    Terribile !!!!! sig. Adriana….così parlano di Noi, Anemone, Verdini, Bertoladro….Totò Riina, Liggio, Hitler, Pol pot, Stalin ecc……..

    questa esagerazione di voler giudicare, di volersi immischiare non compete alla popolazione…la gente non dovrebbe mettere il naso nella politica…non è affar suo…

    si rilegga, si vergogni.

  • massimo pernigotti ha scritto il 6 luglio 2011 10:16 (IP: 93.186.31.239)

    Rispondo: se l area interessata e’ ancora considerata produttiva dai vari piani comunali e provinciali quel sigonore puo’ vendere e lasciare ad altri la strutturazione del sistema convenzione. Senza problemi la mia disciplina afferma chiaramente che l operazione e’ decibile. Rispetto al fatto fiscale direi che esso non si pone. Altrimenti nessun pensinato potrebbe vendere nulla. Si segue la legislazione corrente e assodata. Dal blackberry pernigotti

  • Adriana Valsecchi ha scritto il 6 luglio 2011 21:33 (IP: 82.52.81.24)

    Daniele, niente da dire, pero’ siamo sinceri…tutte queste donne giovani dell’Est e del Sud America che lavorano presso le famiglie e tutti questi bambini moretti e pimpanti, inclusi i Cinesini nati in Italia e gli Indianini figli di bottegai anch’essi, nonostante tutto hanno ridato alla città gioventu’ e vivacità e anche una certa dignità nel vestire ed eleganza…è un bel vedere quelle mamme con i loro bambini generalmente belli ed educati e poco rumorosi… in fondo questi immigrati sono bella gente e attenti a non sgarrare per timore di essere allontanati…per ora a me sembrano corretti…certo a prendere cattive abitudini si fa in fretta quando ci si accorge che non esistono tanti controlli… non ti pare ?

  • Daniele.s (l'originale) ha scritto il 7 luglio 2011 7:04 (IP: 194.237.142.6)

    Non mi pare Adriana, sicuramente non quelli dell’est !

  • Daniele.s (l'originale) ha scritto il 7 luglio 2011 19:38 (IP: 151.99.187.181)

    Caro Pernigotti, purtroppo Rapallo e’ gia’ da tempo una citta’ dormitorio e forse questo sta nel DNA dellla sua popolazione, altrimenti non si capisce perche’ Chiavari per esempio si muove. Se cosi’ non fosse stato non ci sarebbe stata la rapallizzazione e non ci sarebbe stato per cosi’ tanto tempo, ed ancor oggi, il potere in mano ad una decina di manovratori piu o meno occulti (tipicamente amministratori condominiali).
    Se cosi’ non fosse stato opere che ci volevano da 60 anni e da 60 anni se ne parla sarebbero pronte da tempo immemorabile. Sicuramente il centro congressi sul quale (o meglio anche su quello) la citta’ si sarebbe dovuta sviluppare, possibilmente non rapallizzandosi. Poi certamente tunnel, raccordi e strade varie che ci volevano pronte da almenno 30 anni. Quanto di buono si e’ cercato di progettare fare e proporre ultimamente e’ stato bloccato anche dall’attuale giunta.
    Ricordiamoci che ogni grande opera da lavoro e muove l’economia. Ovviamente io mi riferisco a Rapallo e faccio i complimenti a lei, Pernigotti, che mi sembra persona seria ed attiva. Avevamo un’azienda che si chiamava Mares ed altre erano presenti nell’area di San Pietro……purtroppo la globalizzazione non risparmia neanche noi. Certamente mi intristisco quando vedo che buona parte dell’economia cittadina e’ in mano all’edilizia di persone dell’est europeo (diciamo cosi?).

    P.s : tra le altre cose Rapallo mi sembra diventata anche pericolosetta coma malavita, che ne dite ?

    Non vorrei essere andato fuori tema……

  • Saraceno Eduardo Augusto ha scritto il 7 luglio 2011 20:20 (IP: 188.153.14.85)

    daniele Lei può aver ragione, ma aree industriali in Italia non mancano, mancano imprenditori e i capitali se ci sono prendono altre strade. I ritorni poi degli investimenti non sono immediati. Più facile valorizzare con una serie di iniziative l’industria turistica. Mi sembra che le presenze non vadano male.
    A Rapallo nell’industria turistica con capitali modesti si potrebbero raggiungere obiettivi ambiziosi.
    Anche il commercio nel suo complesso trarrebbe beneficio, vero Fazzini.

  • massimo pernigotti ha scritto il 7 luglio 2011 22:02 (IP: 93.186.31.241)

    Daniele s. Ben tornato.
    Direi che questo post parla di un argomento provinciale e di occupazione in relazione alle aree produttive. C’e’ chi scappa perche’ altrove la mano d opera permette costi inferiori ma c’e’ chi orgogliosamente cerca di rimanere e impiantare attivita’. In questo grangente mi sono occupato di artiigiani ed industria. Altrove di turismo.
    Poi quanto lei afferma su Rapallo ha una veridicita’. Ma e’ un altra partita. Un altro argomento. Constato che arriveremo alla campagna elettorale promettendo forse una nuova viabilita’, un centro congressi, e il tunnel. Si Daniele di questo sono dispiaciuto. Ma n delle quwstioni rapallesi e sulla mancata attuazione di opere di campagna elettorale non ne devo rispondere io. Quando ci saro’ io lo faro’ io. Nel caso ci saro’. Nel caso ci fossi. Dal blekberry. Pernigotti

  • Daniele.s (l'originale) ha scritto il 8 luglio 2011 7:09 (IP: 194.237.142.6)

    Certamente sono andato fuori tema. E ve lo dice uno che lavora a Genova in una multinazionale delle telecomunicazioni che tiene col fiato sospeso poiche’ minaccia velatamente di chiudere un giorno si e l’altro pure.
    Spesso mi accaloro su Rapallo anche per una questione che solo lei, Pernigotti, ha portato avanti con tenacia ovvero l’aria che respiriamo (legata alla viabilita’, che e’ la chiave di tutto anche del turismo e del commercio). Rapallo purtroppo e’ in una conca che anche alla notte, con la rugiada, ci riporta a terra tutto il nero che era nell’aria, diversamente da Chiavari ed altre citta’ piu aperte da noi il problema si amplifica : avere le tende nere di smog a meta’ di Via Pietrafraccia penso sia emblematico.
    Mi scuso ancora per lo sfogo, ma qua c’e’ di mezzo la salute.

  • massimo pernigotti ha scritto il 8 luglio 2011 15:55 (IP: 151.16.73.76)

    Ringrazio sentitamente tutti coloro che sono intervenuti per commentare la mia proposta sulle aree produttive provinciali che sarà discussa credo a settembre.

    Visto l’interesse che ha suscitato l’argomento nonostante che il post sia uscita da almeno una settimana fuori dalla lista della prima pagina, non posso che ringraziarVi tutti sperando di poterVi dare una buona notozia a Settembre.

    Direi tuttavia che se una rondine non fa primavera 100 commenti Vostri rispetto ad un interesse medio molto più basso, rileva la Vostra attenzione per il mio lavoro. E di questo ve ne sono grato. Significa che per lo meno ho centrato l’argomento che é sentito anche da Voi, anche se con sfumature e accenti differenti dai miei.

    Massimo Pernigotti

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