Dopo anni di decadimento, di degrado, di domande scomode poste dai turisti che sgranavano gli occhi dinanzi ad un tale assurdo spettacolo, gli “alberghetti” di Rapallo in via Gramsci stanno finalmente ricevendo il necessario restyling che li porterà ad essere un po’ appartamenti ed un po’ hotel, un po’ pezzi pregiati da rivendere ed un po’ strutture ricettive di indubbio pregio, a cui fin d’ora si augura lunga vita e prosperità economica… (almeno alla proprietà per recuperare gli investimenti fatti).

Ma purtroppo quell’impietosa immagine, ancora oggi simbolo di una Rapallo decadente e sconsolata che tutti noi vogliamo lasciarci presto alle spalle, non è la sola che aleggia in città poiché risolto il problema degli alberghetti vi sono altri immobili chiusi e fatiscenti pronti a rovinare selfie ai turisti, possibilità di lavoro per i cittadini ed incassi ai commercianti.

Si tratta di almeno tre cose di cui è necessario occuparsi quanto prima.

Ci si riferisce all’Hotel Savoia, al Cinema Grifone e all’ex Cinema Italia, ovvero tre strutture centralissime, di grande storia e di enormi potenzialità incredibilmente chiuse da anni, per vari motivi e casi particolari noti ai più… ma altrettanto misteriosi per molti cittadini che non riescono a capire il perché di tutto ciò.

Il degrado di Savoia Grifone e ex Cinema Italia
Hotel Savoia
Il degrado di Savoia Grifone e ex Cinema Italia
Cinema Grifone
Il degrado di Savoia Grifone e ex Cinema Italia
Ex Cinema Italia

Naturalmente, lo si ripete, parliamo di casi assai diversi e con alla base ragioni e motivazioni senza dubbio plausibili e molto difficili da comporre. Resta tuttavia il fatto che tutti e tre gli immobili siano chiusi e in rovina da ormai tanto di quel tempo… che quasi ci siamo abituati a vederli in quello stato! E senza nemmeno più chiederci se e quando un giorno potranno mai riaprire (e in quale veste).

Il caso dell’Hotel Savoia è a dir poco esemplare, anche se, per nostra fortuna, l’annosa vicenda che lo ha fin d’ora caratterizzato sta giungendo a conclusione.
Ripercorrendo la storia “recente” del palazzo, parliamo di uno tra gli alberghi storici più prestigiosi della città chiuso da quasi 40 anni, con i suoi interni ridotti ad un cumulo di macerie (in seguito a diversi crolli avvenuti negli anni) ed il suo esterno insaccato in un telone di copertura su cui poggia un enorme spazio pubblicitario, che indisturbato occhieggia i passanti fingendo normalità e piena efficienza di ciò che sta dietro di se.
Ma ciò che sorprende davvero è il marciapiede pubblico antistante l’immobile, il quale è sovrastato da un ponteggio di “salvataggio” per preservare i passanti da pericolose cadute di calcinacci e blocchi di cemento… Ed è così da tempo immemore, nel pieno centro turistico ad un passo dal lungomare.
La riapertura, dopo diverse battaglie legali intraprese dal Comune contro ogni richiesta di svincolo alberghiero (finalizzato a realizzare appartamenti) parrebbe essere finalmente definita anche se in senso diametralmente opposto a ciò che una volta sperava il Comune.

Tuttavia la chiara soddisfazione dell’attuale Sindaco Carlo Bagnasco ci porta a ritenere che il Comune abbia cambiato rotta e pensiero sulla vicenda, dato che l’accordo finale prevede la  realizzazione di soluzioni abitative private per il 70% degli spazi – circa 19 appartamenti – e la riconferma dell’hotel storico per il solo 30% degli stessi. Quindi parliamo di una sostanziale conversione della struttura in case private con un contributo al sistema alberghiero di 19 camere… a prima vista un po’ poche per garantire un radioso e perdurante futuro di utili a ciò che rimane di una grande struttura ricettiva a quattro stelle!

Ma a parte questo aspetto (ci si consenta, non del tutto benaugurante) si tratta comunque di un’opera di sicuro valore in chiave di riqualificazione urbana, visto lo stato attuale del manufatto, la posizione straordinaria ed il prestigio che l’immobile porta da sempre con sé.
Però ciò che importa davvero adesso… è che inizino subito i lavori e che spariscano presto quel telone e quel ponteggio.

Il Cinema Grifone è chiuso dal 2009 ed è incredibile come i suoi spazi interni, i suoi 400 posti a sedere e la sua straordinaria posizione centrale non abbiano mai attirato l’interesse di un investitore o l’attenzione delle giunte comunali che fino ad oggi si sono susseguite. Con questo non si vuole affermare che nessuno ci abbia mai provato ma di sicuro tutti i tentativi fatti e le dichiarazioni urlate nelle varie campagne elettorali non hanno mai suscitato né l’interesse vero di qualcuno e né la voglia di risolvere la questione una volta giunti sullo scranno più alto del Comune. Nel corso del tempo si sono fatte molte ipotesi di riconversione: un bowling, un negozio “Zara”, un supermercato, un altro cinema tradizionale (cosa economicamente impossibile al giorno d’oggi) ed altre soluzioni più o meno improbabili, non permesse dal PUC o di difficile realizzazione che hanno generato la penosa situazione odierna.
Forse, a pensarci bene, se in città vi fosse in atto un discorso puntuale su dove si vuole andare in fatto di turismo e di ospitality… il suo destino potrebbe essere non così distante da ciò che è ora, ovvero, una bella e moderna sala conferenze e meeting da affiancare ad un più grande ed importante Centro Congressi, caratterizzando dunque ancor di più la città verso il ricco segmento del turismo business, in forte espansione in tutte le località turistiche del mondo.

Il degrado di Savoia Grifone e ex Cinema Italia
L’interno del Cinema Grifone

Ancora diverso è il caso dell’ex cinema Italia in corso Matteotti, il quale è stato dichiarato inagibile nel 2014 in seguito ad un periodo di utilizzo da parte degli uffici del Comune. La struttura è balzata all’onore delle cronache per un poco edificante record legato ad un affitto folle (120.000 euro annui) che il Comune avrebbe dovuto pagare alla proprietà in forza di un contratto di locazione trentennale e per una milionaria causa legale relativa a presunti danni provocati alle fondazioni dai lavori di ristrutturazione eseguiti dal Comune stesso, nel tentativo di adattare l’ex cinema alla sua nuova destinazione di uffici pubblici. Come ben si sa, il Comune vinse la causa ma ad oggi quegli spazi sono rimasti tristemente vuoti, con lo stabile abbandonato e soggetto a continui allagamenti ogni volta che piove un po’ più del solito.
Chiaro che in questo caso formulare un’idea di rinascita e riuso della struttura non è facile, tuttavia con un occhio attento ed un serio studio si potrebbe ipotizzare qualcosa di interessante coinvolgendo la proprietà e investitori privati, magari in connessione con i redivivi “alberghetti” con i quali confina sul retro.

Non c’è dubbio! Per tutte queste cose servono investimenti, progetti e necessità di ritorno economico. Nessuno lo nega… e la vicenda degli “alberghetti” e dell’Hotel Savoia ne sono una testimonianza plastica.
Servono inoltre delle buone idee, sensate, coraggiose e in linea con la programmazione di sviluppo cittadino e comprensoriale ma… bisogna agire al più presto! Ognuno per la sua parte di ragione o di responsabilità, per eliminare dal gonfalone di Rapallo queste macchie da troppo tempo presenti e da altrettanto tempo sedimentate o dimenticate.

Perché in questo caso si parla certamente di prestigio per la città ma anche e nuovamente di turismo e di lavoro da incrementare con tutto ciò che già abbiamo, anche le strutture dimenticate e maltrattate dall’incuria della politica e dal disinteresse della città.

Pure questo è un modo per generare ricchezza e benessere per i cittadini di Rapallo.