C’era un grande bisogno, pur nel piccolo di una cittadina di provincia, di una manifestazione per la pace a Gaza e in tutto il Medio Oriente, per il cessate il fuoco e per il ritorno a casa degli ostaggi israeliani.

Bene hanno fatto partiti, associazioni, sindaci (tra loro Guglielmo Caversazio di Santa Margherita e Paola Negro di Pieve Ligure quest’ultima in fascia tricolore), l’europarlamente Brando Benifei e la deputata Valentina Ghio, consiglieri regionali e comunali ed esponenti della politica locale, semplici cittadini, insegnanti, volontari delle croci, la Chiesa rapallese e diocesana (che per voce di Don Stefano Curotto ha portato un messaggio del Vescovo Devasini), a darne concretezza e contenuti. Per liberare, nel ritrovo condiviso di una piazza partecipata, tra corpi e bandiere, pensieri e lacrime di vissuta sofferenza, un’istanza forte di ritorno all’umano.

Don Stefano Curotto e Marino Scarnati
Don Stefano Curotto e Marino Scarnati

C’è un bisogno di pace che sale, a fatica, tra distrazione e rassegnazione, che appare soffocato dalle parole d’ordine che preparano all’ineluttabile. Al conflitto. Che si sente, si palpa, si ascolta, si percepisce come fatto che accadrà con certezza, restano solo da capire tempi e termini. E che invece è un fatto umano che può, e deve, essere fermato. Anche con azioni semplici, come questa. Fermato, come ciò che accade a nella Striscia di Gaza dove l’indicibile è la vita quotidiana da quasi tre anni.

In Europa, l’idea della guerra che sembrava essere stata soffocata alla fine del secondo tragico conflitto ritorna come opzione di risoluzione delle controversie. Ma è grande la fiducia che nelle coscienze di molti concittadini Europei – che hanno goduto ottanta anni di pace grazie alle seppur imperfetta Unione Europea – si sia instillato un sentimento di pace che è di grande argine a qualsiasi suggestione di conflitto.

Oggi che tutto sembra essere messo in discussione, come se cambiare significasse gettare al vento i migliori costrutti politici e sociali che si sono edificati nel dopoguerra, occorre tornare a far conto sui principi fondamentali.

La pace è uno di questi, la pace a Gaza, sull’altra spiaggia del nostro mare, è uno di questi. E per costruirla, un punto preme ribadire perché tutto parte dal quotidiano. Dalle parole, dagli atteggiamenti, dai gesti, dalla predisposizioni verso l’umano, vicino o lontano che sia. Sono le nostre parole, i nostri gesti, l’accettazione del loro imbarbarimento che preparano il terreno al conflitto, così come accaduto un secolo fa. E che assuefazione e rassegnazione rendono concreto. Ecco, se c’è una pratica lezione quotidiana da imparare e applicare da manifestazioni come questa, è che ognuno si faccia carico dei piccoli gesti che compie e che non si faccia complice di parole e azioni di odio e di odiatori, che oggi hanno preso cattedra e che soffocano, con le loro violente menzogne, civiltà e umanità.

Guglielmo Caversazio
Guglielmo Caversazio
Paola Negro
Paola Negro
Francesco Angiolani, consigliere comunale di Rapallo
Francesco Angiolani, consigliere comunale di Rapallo
Brando Benifei, Eurodeputato
Brando Benifei, Eurodeputato
Valentina Ghio, Deputata
Valentina Ghio, Deputata
Gianni Pastorino, Consigliere Regionale
Gianni Pastorino, Consigliere Regionale
Stefano Giordano, consigliere regionale
Stefano Giordano, consigliere regionale
Katia Carioti, Comunità di Sant'Egidio
Katia Carioti, Comunità di Sant’Egidio e ANPI
Cesare Teppati, Circolo Arci Orchidea Santa Margherita Ligure
Cesare Teppati, Circolo Arci Orchidea Santa Margherita Ligure

Tutte le fotografie sono di Ettore Tubino

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Paolo Marchi
Vivo sospeso tra reale e virtuale, tra il paradiso e l'inferno, immerso nel dubbio, guardando l'infinito. Scrivo per bisogno (fisico). M'illumino immerso in un bosco e sto meglio solo se stanno bene e sono felici anche gli altri. Cerco di vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo. Sul web dal secolo scorso, ora referente di PiazzaCavour.it.