Il cantiere del sottopasso è stato riaperto alla circolazione nella primavera del 2025.
PiazzaCavour aveva già parlato qui di quest’opera; era il dicembre 2024.
In allora sintetizzavamo il costo dell’intervento in 600.000 € per 60 cm di ribassamento e quindi in 10.000 € a cm.
Ora, non ne conosciamo però il costo definitivo per imprevisti e varianti in corso d’opera che si sono eventualmente manifestati.
Di seguito alcune osservazioni a quanto realizzato.

Le altezze, in ingresso e in uscita, non sono di 420 cm, come previsto a progetto, ma rispettivamente di 453 cm e 435 cm.
Altezze maggiori quindi che sembrano confermare i nostri timori di un possibile incastro del tetto, dei grandi mezzi, con l’intradosso dell’impalcato ferroviario al passaggio nel sottopasso.
E’ sparito il dosso centrale al centro dell’impronta del tunnel, in favore invece di un unico piano inclinato che collega le due aperture da 453 cm a 435 cm.
Il marciapiede sotto il sottopasso ha una larghezza tra i 90 e i 100 cm e risulta pericolosamente complanare alla sede carrabile (diversa sarebbe stata la soluzione di un fornice pedonale a lato di quello carrabile come quello realizzato nell’intersezione tra Via Mameli e Via Bolzano).

Lo stripled incassato a definire il limite del marciapiede con una luce lineare, è già divelto.
In ingresso e in uscita fanno bella mostra due griglie di raccolta acque che hanno il compito di captare le acque meteorologiche da indirizzarsi verso il Boate con tubazioni dotate all’estremità di valvole di non ritorno.
Griglie non a tutta larghezza, in quanto non presenti nei tratti pedonali dei due marciapiedi, non intercettandone quindi la relativa acqua meteorica.
I marciapiedi all’intorno sono il frutto di adattamenti grossolani in opera, essendo il progetto privo di un adeguato approfondimento.
Pendenze ed accorgimenti per persone con ridotta o impedita capacità motoria, non sono rispettati.

A complemento del tutto fa bella mostra un’opera “post moderna” rappresentata da una trama di tubi e corrugati neri che risultano ancora staffati alla muratura d’argine sinistro del Torrente Boate.
Sono tubi che contengono utenze (acqua? energia elettrica?) che si sono dovute spostare in occasione dello scavo del ribassamento.
Uno spostamento provvisorio, abbiamo tutti immaginato, per poi ricollocare le utenze in nuova sede a fine lavori.
Invece no, sono lì a circa un anno dal termine dell’opera.


Non voglio pensare che l’intervento sia concluso così … perché sommerebbe ulteriore approssimazione alla bassa qualità di quanto realizzato.
Ma torniamo all’interrogativo del titolo: “ … e quindi? “.
A cosa è servito il ribassamento della quota stradale del sottopasso?
E’ stato detto che dovrebbe costituire un’alternativa alle percorrenze abituali dei mezzi pesanti.
Salvo smentita però, non risultano effettuate prove di transito a pullman per verificare se effettivamente riescono a fluire sotto il nuovo fornice, ferme restando le criticità dei limitati raggi di curvatura per mezzi di grossa dimensione nell’innesto di Via Rosselli dal Ponte Carristi d’Italia e nella svolta a destra in fondo a Via Torino verso la rotonda “Siggi”.
Salvo smentita però, non risulta modificata la “routine” dei mezzi pesanti della raccolta rifiuti che, percorrendo Via Rosselli, continuano a svoltare a destra in Via Roma (quindi prima del rinnovato sottopasso) per poi giungere in Piazza Cile.
Insomma, un’opera che non è percepita come bella, non è considerata come utile in quanto non pare costituire variante funzionale alle percorrenze dei mezzi pesanti, non è valutata economica.
Ecco questo si, … se l’intervento voleva essere un mero esercizio finanziario di spesa di soldi della collettività … allora è riuscito benissimo.







